Pesca dei calamari dalla barca: tecnica, attrezzatura e orari migliori
Il calamaro è tra le prede più ambite del diportista pescatore: si cattura praticamente tutto l'anno, risponde bene a tecniche semplici e è tra i migliori pesci da portare a tavola. Eppure molti neofiti non sanno da dove cominciare. In questa guida vediamo come pescare i calamari dalla barca, dalla tecnica alle attrezzature, passando per gli orari migliori e i fondali giusti.
Dove si trovano i calamari
Il calamaro comune (Loligo vulgaris) abita tutto il Mediterraneo. Di giorno staziona in profondità — tra i 40 e i 200 metri — e risale verso la superficie all'imbrunire, seguendo i banchi di piccoli pesci di cui si nutre. Questa migrazione verticale è la chiave per capire dove e quando cercarlo.
I punti più produttivi sono:
- Fondali misti sabbia-rocciatra 20 e 80 metri, specialmente in prossimità di seccagne e scogliere sommerse.
- Zone illuminate da fanali portuali o luci di pesca: la luce attira il plancton, il plancton attira il pesce foraggio, il pesce foraggio attira i calamari.
- Anse riparate e baie in primavera, quando i calamari si avvicinano alla costa per deporre le uova.
- Aree davanti alle foci di fiumi e canali, dove la corrente porta nutrimento.
L'ecoscandaglio è fondamentale: i banchi di calamari appaiono come nuvole compatte a metà colonna d'acqua, spesso staccate dal fondo. Se vedi massa a 15 metri su un fondale di 40, i calamari ci sono.
La tecnica dell'eging
La tecnica più diffusa per la pesca ai calamari dalla barca è l'eging (dall'inglese egi, nome giapponese delle esche artificiali usate). Si usa un'esca artificiale chiamata egi o totanara: un corpo rigido a forma di gamberetto con una corona di ami a tridente sul fondo, senza ardiglione — ciò rende più facile liberare il calamaro senza ferirlo se si pratica il cattura-e-rilascio.
La tecnica base si chiama jerk-and-fall:
- Lascia affondare la totanara fino alla profondità di lavoro (segui la caduta contando i secondi: ogni secondo corrisponde circa a un metro di discesa, a seconda del peso dell'egi).
- Dai 2-3 strappetti brevi con la canna verso l'alto (il cosiddettosharping): la totanara schizza in avanti e poi planata.
- Lascia cadere: è nella fase di discesa libera che il calamaro aggredisce. Il filo si tende bruscamente o la discesa si interrompe — senti la “botta”.
- Ferra con un colpo secco, non troppo violento, e recupera a velocità costante. Il calamaro si ferma spesso: tieni la tensione e continua a recuperare.
Attrezzatura consigliata
Non serve un'attrezzatura specialistica e costosa per iniziare. Ecco cosa basta per uscire bene equipaggiati:
- Canna da eging: lunga 2,1-2,5 m, azione medio-rapida, con tolleranza 10-25 grammi. Una buona canna da spinning generico va benissimo per cominciare.
- Mulinello: taglia 2500-3000, recupero medio-alto, frizione morbida. Il calamaro tira con strappi bruschi e una frizione mal regolata fa perdere l'amo.
- Trecciato (braid): PE 0.6-0.8 per sentire perfettamente la discesa dell'egi e la ferrata del calamaro. Il monofilo attutisce troppo il segnale.
- Finale in fluorocarbon: 40-60 cm di 0.20-0.25 mm, praticamente invisibile in acqua. Fondamentale per non insospettire il calamaro.
- Totanare: partenza con taglie 2.0-2.5, colori rosso-arancio per acque torbide, azzurro-argento per acque limpide. Porta sempre 4-5 colori diversi: i calamari cambiano preferenza durante la notte.
Orari migliori: il ruolo della luce
La risposta alla domanda “quando pescare i calamari?” è quasi sempre: di notte, nelle due ore dopo il tramonto e prima dell'alba. I calamari sono predatori notturni e sfruttano l'oscurità per cacciare vicino alla superficie.
Tuttavia, non è notte fonda il momento migliore: è latransizione tra luce e buio. La luna nuova (assenza di luna) è in teoria favorevole perché il calamaro si muove più liberamente; la luna piena invece può distrarre i banchi. In pratica, ci sono notti di luna piena con catture eccezionali: non fare dipendere l'uscita dal calendario lunare.
Una luce bianca o verde calata in acqua (“dipping light”) attira plancton e piccoli pesci, e quindi calamari: molti pescatori la tengono sempre a bordo.
Stagioni: quando escono di più
In Mediterraneo ci sono due picchi di attività:
- Primavera (marzo-maggio): i calamari si spostano verso costa per la riproduzione. Avvicinamento alle seccagne e ai fondali bassi, facili da raggiungere anche con barche piccole.
- Autunno (settembre-novembre): picco assoluto. I giovani calamari nati in estate sono ormai taglia da pesca e i grandi esemplari invernali tornano a muoversi attivamente. Il mese di ottobre è tradizionalmente il migliore.
D'estate si prendono comunque calamari, ma in acque più profonde e con qualche fatica in più. D'inverno si riducono le uscite notturne per il freddo, ma chi ha voglia spesso trova esemplari grandi.
Variante: la pesca a totanara con la canna lunga
Nelle zone con molti naviganti o vicino ai moli, è comune lapesca a totanara da riva o da barca ferma con canna fissa. Si usa una canna da 4-5 metri con totanara appesantita da un piombo supplementare, si cala fino al fondo e si lavora con movimenti verticali lenti. Meno sportiva dell'eging, ma efficace sui fondali sabbiosissimi.
Come conservare il calamaro pescato
Il calamaro deperisce rapidamente: l'ideale è tenerlo vivo in un secchio d'acqua di mare fino alla fine della sessione, poi pulirlo subito a bordo o tornare rapidamente a terra. Se hai una borsa frigo con ghiaccio, mettilo in un sacchetto chiuso a contatto con il ghiaccio — il caldo e l'aria accelerano il deterioramento.
Per la pulizia: stacca la testa dal mantello, togli il gladio (l'osso trasparente) e la sacca del nero se non la vuoi usare in cucina, sciacqua bene. Il calamaro fresco pescato la sera prima è incomparabilmente migliore di qualsiasi prodotto surgelato.
Regole e limiti da rispettare
Prima di uscire, controlla le regole della pesca sportiva in mare. Per i calamari non esiste una taglia minima legale fissata a livello nazionale, ma alcune regioni o aree marine protette possono avere restrizioni specifiche. Il limite di cattura giornaliero per la pesca sportiva è 5 kg totali di pesce (calamari inclusi) più un esemplare di peso superiore. Fuori da questi parametri si entra nella pesca professionale e servono permessi appositi.
Errori comuni del principiante
- Ferrare troppo forte: il calamaro ha un corpo molle — un colpo troppo violento strappa la carne attorno agli ami. La ferrata dev'essere decisa ma non brutale.
- Recuperare troppo veloce: il calamaro non nuota veloce come un pesce. Recupero rapido = calamaro che molla la presa. Tienilo sotto tensione costante a ritmo moderato.
- Non cambiare profondità: se non abbocca a 20 metri, prova a 10 o a 30. I banchi si spostano durante la notte.
- Non cambiare colore: se dopo 30 minuti non hai risultati, prova un'altra totanara. A volte basta un cambio di colore per innescare le abboccate.
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Domande frequenti
Quando è il momento migliore per pescare i calamari?
Le due ore dopo il tramonto e prima dell'alba sono le più produttive. L'autunno (settembre-novembre) è il picco stagionale, seguito dalla primavera (marzo-maggio) quando i calamari si avvicinano alla costa per deporre le uova.
Che totanare usare per cominciare?
Taglia 2.0-2.5, colori rosso-arancio per acque torbide e azzurro-argento per acque limpide. Porta sempre 4-5 colori diversi perché i calamari cambiano preferenza durante la notte.
Qual è il limite di cattura giornaliero per i calamari?
Il limite per la pesca sportiva è 5 kg totali di pesce al giorno (calamari inclusi) più un esemplare di peso superiore. Superato questo limite si entra nella sfera della pesca professionale.