Pesca al calamaro dalla barca: tecnica, esche e orari migliori
Il calamaro è uno dei cefalopodi più ricercati dai pescatori sportivi italiani, non solo per il valore in cucina ma per le emozioni che regala: abboccate brusche, fughe veloci e la soddisfazione di una cattura spesso abbondante quando trovi lo spot giusto. Pescare il calamaro dalla barca richiede attrezzatura semplice e tecnica specifica, ma soprattutto un'ottima conoscenza di orari, fondali e condizioni ideali.
Calamaro vs. totano: le differenze che contano per la pesca
I due animali si somigliano ma hanno abitudini diverse. Capire la differenza ti permette di regolare tecnica e spot:
- Calamaro comune (Loligo vulgaris): vive prevalentemente in acque costiere, da 10 a 200 metri di profondità. Di notte si avvicina moltissimo alla superficie, spesso entro i 10 metri. Corpo più piccolo del totano (20-40 cm), tentacoli proporzionati.
- Totano (Todarodes sagittatus): dimensioni maggiori, preferisce acque più profonde (50-600 m) e può migrare verticalmente di centinaia di metri in una notte. Più adatto al jigging profondo.
Per la pesca notturnacostiera, il calamaro comune è il target principale: sale in superficie al calare del buio attraendo una serie di predatori che si porta dietro.
Quando pescare il calamaro: stagione e orari
La stagione migliore dipende dall'area geografica:
- Primavera (aprile-giugno): i calamari si avvicinano alla costa per la riproduzione. Periodo d'oro nelle acque italiane, con esemplari grandi e presenti in zone molto costiere.
- Autunno (settembre-novembre): le nuove generazioni cresciute nell'estate escono verso la costa. Abbondanza alta, taglia media.
- Estate (luglio-agosto): attività ridotta di giorno, buona di notte in acque fresche.
Per quanto riguarda l'orario, il calamaro è un animale essenzialmente crepuscolare e notturno. Le catture migliori sono:
- Da un'ora prima del tramonto fino a mezzanotte (picco massimo nelle prime 2-3 ore di buio).
- Nelle ultime ore prima dell'alba, se vuoi fare una sessione lunga.
- Evita le notti di luna piena: la luce naturale riduce l'efficacia delle luci artificiali che usi per attirare i calamari.
Spot e fondali: dove trovare i calamari
Il calamaro ama i fondali misti, con vegetazione e strutture dove si nascondono i pesci piccoli di cui si nutre. Gli spot migliori:
- Margini delle praterie di posidonia tra 5 e 20 metri: zona ricchissima di prede, i calamari la perlugliano di notte.
- Fondali sabbiosi vicino a scogli: il contrasto tra sabbia e roccia crea microambienti ideali.
- Sotto le luci dei porti e delle boe illuminate: la luce attira il plancton, il plancton attira i pesci piccoli, i pesci piccoli attraggono i calamari. Una delle situazioni più facili da sfruttare.
- Fondali tra 5 e 40 metri: il range ideale per il calamaro comune in caccia notturna. Oltre i 50 metri è più probabile trovare totani.
Il consiglio pratico: ancora o deriva lentamente, metti una luce immersa in acqua (le apposite lampade subacquee per calamari si trovano in ogni negozio di pesca) e aspetta 20-30 minuti. Se non vedi attività entro 40 minuti, cambia posto.
Attrezzatura per la pesca al calamaro
Il sistema più usato è il totanaro(o egi in giapponese), una particolare esca artificiale a forma di gambero con due corone di ami rovesciati senza arpione. Il calamaro abbraccia l'esca e rimane agganciato senza bisogno di ferrare con forza.
Ecco cosa serve:
- Canna: da 2 a 2,7 m, azione medio-rapida, canna da eging specifica o una spinning leggera. La punta deve essere sensibile per percepire le abboccate del calamaro (più delicate di quelle di un pesce osseo).
- Mulinello: taglia 2000-3000, cambio rapido preferibile. Il recupero veloci aiuta nelle fasi di discesa controllata del totanaro.
- Filo: trecciato 0.8-1.5 PE (circa 6-10 libbre) con terminale in fluorocarbon da 0.25-0.30 mm. Il trecciato trasmette meglio le vibrazioni e permette di sentire ogni contatto. Vedi anche la guida su come scegliere il filo da pesca.
- Totanari: peso 2.0-3.5 (standard giapponese, indica dimensione e peso). In primavera preferisci 3.0-3.5 per coprire più colonna d'acqua; in autunno con esemplari piccoli scendi a 2.0-2.5. Colori: arancio e rosa nelle ore crepuscolari, bianco luminescente nelle ore di piena notte.
La tecnica dell'eging: come muovere il totanaro
L'eging è la tecnica giapponese di pesca ai cefalopodi con il totanaro. Si basa su un ritmo di jerk e caduta:
- Lancia il totanaro e lascialo affondare contando i secondi: il totanaro da 3.0 pesa circa 15-18g e affonda di circa 1 metro ogni 2-3 secondi. Per pescare a 10 metri devi aspettare 20-30 secondi.
- Fai 1-3 jerk(colpi secchi con la canna verso l'alto di 30-60 cm) che fanno schizzare l'esca verso l'alto.
- Abbassa la canna e lascia ricadere il totanaro: è nellafase di caduta che il calamaro abbocca quasi sempre.
- Il segnale di abboccata è una resistenza improvvisa o la canna che si piega senza rimbalzare (il calamaro non strappa, afferra).
- Ferrata dolce verso l'alto, poi recupero costante senza strappi. Il calamaro non ha labbra: se strappi rischi di liberarlo.
Variante più semplice per principianti: pesca a traina lentacon il totanaro dietro la barca che avanza a mezzo nodo. Il movimento della barca anima l'esca senza richiedere tecnica particolare.
La luce in acqua: il trucco per i volumi importanti
Se vuoi catture abbondanti invece di qualche esemplare isolato, la lampada subacqueaper calamari è uno strumento fondamentale. Funziona così:
- Ancora in uno spot di 8-20 metri.
- Cala la lampada a 3-5 metri sotto la superficie.
- Aspetta 20-30 minuti: il plancton si raccoglie intorno alla luce, poi arrivano i pesci piccoli, poi i calamari che cacciano.
- A questo punto pesca con totanari luminescenti o esche naturali come gamberi freschi su ami singoli.
La differenza tra usare la lampada e non usarla è spesso di 10-20 volte nelle catture. La tecnica è comunissima in tutto il Mediterraneo, specialmente in Sicilia, Sardegna e Adriatico.
Conservazione e misure legali
Il calamaro comune non ha una taglia minima specifica nel regolamento europeo vigente (a differenza di molti pesci), ma è soggetto alle regole generali sulla pesca sportiva: cattura a scopo personale, limiti di quantità giornalieri e divieti di vendita.
Per la conservazione: il calamaro appena pescato va tenuto in una borsa frigo con ghiaccio. Si deteriora rapidamente senza freddo. Se non lo cucini subito, puliscilo e congelalo entro poche ore dalla cattura.
In sintesi
Il calamaro comune si pesca di notte, in primavera e autunno, su fondali misti tra 5 e 40 metri. La tecnica dell'eging con totanaro è la più diffusa e soddisfacente. Una lampada subacquea moltiplica le catture. Attrezzatura semplice, tecnica acquisibile in una serata, risultati spesso spettacolari: è una delle pesci notturne più accessi del Mediterraneo.
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Domande frequenti
Qual è il periodo migliore per pescare il calamaro?
Primavera (aprile-giugno) e autunno (settembre-novembre) sono i periodi migliori. In primavera i calamari si avvicinano alla costa per la riproduzione; in autunno abbondano le nuove generazioni. In entrambi i casi le catture migliori avvengono nelle prime ore di buio.
Qual è la differenza tra calamaro e totano nella pesca?
Il calamaro comune vive in acque costiere ed è attivo a poca profondità (5-40 m) di notte. Il totano preferisce acque più profonde (50-600 m) e dimensioni maggiori. Per la pesca notturna costiera il calamaro è il target principale con tecnica eging.
Come funziona la lampada subacquea per calamari?
La lampada immersa attira il plancton, che attira i pesci piccoli, che attira i calamari in caccia. Bastano 20-30 minuti di attesa dopo aver calato la lampada a 3-5 metri di profondità. La differenza rispetto a pescare senza luce può essere di 10-20 volte nelle catture.