Acque territoriali italiane: limiti, zone e cosa cambia per chi naviga
“Oltre le 12 miglia si è in acque internazionali”: questa frase circola spesso tra i diportisti, ma non è del tutto precisa. Oltre il mare territoriale l'Italia ha ancora diritti in una fascia per la tutela dei reperti archeologici e, dal 2026, in una zona economica esclusiva (ZEE). E una barca italiana resta soggetta alla legge italiana ovunque navighi.
Per chi naviga per diporto o pesca sportiva la distinzione non incide quasi mai sulla giornata in barca, ma sapere dove ci si trova e cosa cambia è utile per evitare sorprese.
Il mare territoriale: da 0 a 12 miglia
Il mare territoriale italiano si estende per 12 miglia nautiche (Codice della navigazione, art. 2). La distanza si misura dalla linea di bassa marea lungo la costa e, nei golfi e nelle insenature, dalle linee rette che ne congiungono i punti estremi. In questa fascia lo Stato esercita la sua sovranità, come sul territorio.
Questo significa che:
- Le leggi italiane si applicano a tutte le unità, anche straniere.
- La Guardia Costiera e le altre forze di polizia del mare hanno piena giurisdizione.
- Valgono le ordinanze delle Capitanerie, i limiti di velocità sotto costa e le regole delle aree marine protette.
Le 12 miglia si misurano dalla costa (dalla linea di base), non dal porto di partenza. Se navighi lungo la costa a meno di 12 miglia da terra, isole comprese, sei nel mare territoriale anche se il porto da cui sei partito dista di più.
Oltre le 12 miglia: la fascia archeologica fino a 24 miglia
Il diritto internazionale del mare consente agli Stati una zona contigua fino a 24 miglia, in cui controllare dogane, fisco, immigrazione e sanità. Nelle norme italiane lette per questa guida non risulta una proclamazione generale di questa zona. C'è però una tutela specifica: il Codice dei beni culturali (D.Lgs. 42/2004, art. 94) protegge i reperti archeologici e storici nella fascia di 12 miglia oltre il mare territoriale, cioè fino a 24 miglia dalla costa.
Per il diportista questa fascia è praticamente trasparente: non ci sono restrizioni alla navigazione e non servono documenti speciali. Non toccare né recuperare reperti dal fondo, qui come sotto costa.
La zona economica esclusiva
L'Italia ha istituito la zona economica esclusiva nel Tirreno, nello Ionio e nell'Adriatico con il D.P.R. 26 settembre 2025, n. 193, in vigore dal 3 gennaio 2026, sulla base della legge 91/2021. La ZEE parte dal limite esterno del mare territoriale, quindi dalle 12 miglia, e arriva fino ai limiti concordati con gli Stati vicini: nel Mediterraneo le coste opposte sono troppo vicine per arrivare alle 200 miglia previste in teoria dal diritto del mare. Nella ZEE l'Italia ha diritti sovrani su:
- Risorse naturali: pesca, fondali e sottosuolo.
- Installazione di strutture artificiali: piattaforme, parchi eolici offshore.
- Ricerca scientifica e tutela dell'ambiente marino.
La legge che autorizza la ZEE fa salve le libertà di navigazione: le unità di tutti i paesi possono transitare liberamente. Attenzione però: una barca italiana resta soggetta alla legge italiana anche fuori dal mare territoriale: in alto mare le navi italiane sono considerate territorio italiano (Codice della navigazione, art. 4). Patente, dotazioni e documenti si guardano sempre secondo le norme italiane.
Cosa cambia in pratica per il diportista
Per chi naviga per piacere, le soglie che contano davvero sono quelle del Codice della nautica, che non coincidono con il confine delle acque territoriali:
- Patente: oltre le 6 miglia serve sempre la patente nautica (art. 39). La patente di categoria A può essere “entro 12 miglia” o “senza limiti”: oltre le 12 miglia serve l'abilitazione senza limiti. La categoria B riguarda le navi da diporto oltre 24 metri, non la distanza. Vedi la guida su le differenze tra patente A e B.
- Limiti della barca: i natanti non vanno comunque oltre le 12 miglia (art. 27); le imbarcazioni seguono la categoria di progettazione o l'abilitazione della licenza.
- Dotazioni di sicurezza: aumentano con la distanza dalla costa (D.M. 146/2008, Allegato V). Chi va oltre le 6 miglia deve avere tra l'altro il VHF, i giubbotti di categoria 150 e la zattera costiera; oltre le 12 miglia serve la zattera di salvataggio, e l'EPIRB (sostituibile da un telefono satellitare) solo per la navigazione senza limiti. Dettagli in dotazioni di sicurezza obbligatorie.
- Assicurazione: la RC per le unità a motore è obbligatoria. L'estensione territoriale della copertura dipende dal contratto: controlla le condizioni se prevedi traversate lunghe o di andare all'estero.
- Emergenze: il canale 16 VHF è il canale di soccorso ovunque. La Guardia Costiera coordina i soccorsi in un'area di ricerca e soccorso (SAR) molto più ampia del mare territoriale; vicino ad altri paesi può risponderti il centro di soccorso di quello Stato.
Cosa cambia per la pesca sportiva
Per la pesca sportiva in mare non serve una licenza a pagamento, ma serve la comunicazione obbligatoria e gratuita al Ministero dell'agricoltura (MASAF): i dettagli sono nella guida sulla licenza di pesca sportiva in mare.
- Mare territoriale: valgono le norme italiane ed europee su taglie minime, limiti di cattura e attrezzi (vedi le regole della pesca sportiva in mare).
- Tonno rosso e pesce spada: servono il nulla osta della Capitaneria e la dichiarazione delle catture, ovunque si peschi con una barca italiana (vedi la pesca del tonno dalla barca).
- Acque di altri paesi: se entri nelle acque territoriali di un'altra nazione devi rispettare le sue leggi di pesca, che possono richiedere una licenza locale.
Nella pratica, la maggior parte dei pescatori sportivi non si spinge oltre le 12 miglia. Prima di farlo, verifica le regole sulle specie protette e contingentate presso la Capitaneria o il MASAF.
Entrare nelle acque di un altro paese
Se navighi abbastanza lontano da entrare nelle acque territoriali di un altro Stato — Croazia, Montenegro, Albania, Tunisia, Malta, Francia o Spagna a seconda della rotta — si applicano le leggi di quel paese. Molti paesi chiedono di presentarsi alle autorità portuali o doganali al primo approdo, e alcuni prevedono tasse o permessi per le unità da diporto straniere.
Questi obblighi non dipendono da dove finiscono le acque territoriali italiane, ma dalle norme del paese di destinazione: verificali sui siti ufficiali di quel paese prima di partire, insieme ai documenti richiesti per le persone a bordo.
In sintesi
Il mare territoriale italiano finisce a 12 miglia nautiche dalla costa. Fino a 24 miglia l'Italia tutela i reperti archeologici, e dal 2026 ha una zona economica esclusiva oltre le 12 miglia, dove ha diritti sulle risorse ma la navigazione resta libera. Per il diportista le soglie pratiche sono quelle del Codice della nautica: 6 miglia per la patente e il VHF, 12 miglia per l'abilitazione senza limiti, il limite dei natanti e altre dotazioni. Le uscite in giornata, la pesca sportiva costiera e le escursioni alle isole si svolgono quasi sempre nel mare territoriale.
Per chi vuole pianificare una traversata lunga è utile anche la guida sulla differenza tra navigazione costiera e d'altura.
Fonti
- R.D. 30 marzo 1942, n. 327, Codice della navigazione (Normattiva) (art. 2, mare territoriale; art. 4, navi italiane in alto mare)
- D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali (Normattiva) (art. 94)
- Legge 14 giugno 2021, n. 91, zona economica esclusiva (Normattiva) (artt. 1-3)
- D.P.R. 26 settembre 2025, n. 193, istituzione della ZEE (testo pubblicato dalle Nazioni Unite)
- D.Lgs. 18 luglio 2005, n. 171, Codice della nautica da diporto (Normattiva) (artt. 27, 29, 39)
- D.M. 17 settembre 2024, n. 133 (Gazzetta Ufficiale) (Allegato V, dotazioni di sicurezza)
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Domande frequenti
Fino a quante miglia si estendono le acque territoriali italiane?
Il mare territoriale si estende per 12 miglia nautiche dalla linea di base (Codice della navigazione, art. 2). Fino a 24 miglia l'Italia tutela i reperti archeologici (D.Lgs. 42/2004, art. 94) e dal 2026 ha una zona economica esclusiva, nei limiti concordati con gli Stati vicini, dove la navigazione resta libera.
Cosa cambia per la pesca sportiva oltre le 12 miglia?
Una barca italiana resta soggetta alla legge italiana anche fuori dal mare territoriale. Per tonno rosso e pesce spada servono il nulla osta e la dichiarazione delle catture ovunque si peschi. Nelle acque di un altro Stato valgono le leggi di quel paese.
Serve un documento speciale per navigare oltre le acque territoriali italiane?
No. Contano le soglie del Codice della nautica: oltre le 6 miglia servono la patente e il VHF, oltre le 12 la patente A senza limiti, e le dotazioni crescono con la distanza (zattera d'altura oltre le 12 miglia; EPIRB, sostituibile da un telefono satellitare, solo per la navigazione senza limite).