Tassa di stazionamento barca: abolita dal 2016, cosa resta da pagare
Se hai una barca o stai per comprarne una, ti sarà capitato di leggere della tassa di stazionamento, con tabelle di importi per lunghezza e scadenze. La notizia importante è che oggi questa tassa non si paga più: è stata abolita. In questa guida vediamo cos'era, quando è stata cancellata e quali costi restano davvero.
Cos'era la tassa di stazionamento
Era una tassa annuale sulle unità da diporto introdotta dall'articolo 16, comma 2, del D.L. 201/2011 (il cosiddetto decreto “Salva Italia”), con importi crescenti in base alla lunghezza. Negli anni successivi è stata modificata più volte.
Quando è stata abolita
Il comma 2 dell'articolo 16 è stato abrogato dalla legge di stabilità 2016 (L. 208/2015). Da allora la tassa non è più dovuta, per nessuna lunghezza e per nessun tipo di unità. Su Normattiva i commi successivi dell'articolo 16 sono ancora nel testo, ma si riferiscono a una tassa che non esiste più.
Se trovi articoli o preventivi che parlano di importi da versare con F24 o di scadenze annuali per la tassa di stazionamento, sono informazioni superate.
Cosa resta da pagare per una barca
L'abolizione della tassa non elimina gli altri costi, che non vanno confusi con un tributo statale:
- Ormeggio: il canone del posto barca va al gestore del porto o della marina. Scopri da cosa dipende il costo di un posto barca annuale.
- Assicurazione RC: obbligatoria per le unità a motore e per i motori amovibili di qualsiasi potenza (art. 41 del Codice della nautica). Leggi la guida sull' assicurazione obbligatoria.
- Pratiche e certificati: per le imbarcazioni iscritte, per esempio il rinnovo del certificato di sicurezza.
- Manutenzione, rimessaggio e carburante.
Per una visione completa dei costi leggi la guida su quanto costa mantenere una barca.
E all'estero?
Alcuni Paesi applicano tasse o permessi per le unità da diporto nelle loro acque. Se navighi fuori dall'Italia verifica le regole del Paese di destinazione, per esempio nelle guide su Croazia e Grecia.
In sintesi
La tassa di stazionamento introdotta nel 2011 è stata abolita dalla legge di stabilità 2016: oggi in Italia non si paga per nessuna barca. Restano i costi di ormeggio, assicurazione, pratiche e manutenzione.
Fonti
- D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, art. 16 (Normattiva) (comma 2 abrogato dalla L. 28 dicembre 2015, n. 208)
- D.Lgs. 18 luglio 2005, n. 171, Codice della nautica da diporto (Normattiva) (art. 41)
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Domande frequenti
Tutte le barche pagano la tassa di stazionamento?
No, nessuna: la tassa annuale sulle unità da diporto introdotta dal D.L. 201/2011 (art. 16, comma 2) è stata abrogata dalla legge di stabilità 2016 (L. 208/2015) e oggi non si paga per nessuna lunghezza.
Quanto costa la tassa di stazionamento per una barca di 12 metri?
Niente: la tassa di stazionamento è stata abolita dalla legge di stabilità 2016. Per una barca di 12 metri restano i costi di ormeggio, assicurazione RC, pratiche e manutenzione.
Cosa succede se non pago la tassa di stazionamento?
Nulla, perché la tassa non esiste più dal 2016 (L. 208/2015). Se qualcuno ti chiede di versarla, chiedi il riferimento normativo: le tabelle che circolano online sono superate.