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Corrente di ritorno: come riconoscerla e cosa fare se ti trovi in acqua

Si chiama corrente di ritorno oppure, con il termine inglese ormai diffuso, rip current. È la causa più frequente di annegamento sulle spiagge di tutto il mondo, eppure la maggior parte dei diportisti non sa riconoscerla né dal mare né da riva. Capire come funziona è utile non solo per i bagnanti: se ancori vicino a una spiaggia e qualcuno si tuffa, o se ti avvicini a riva con il gommone, saper leggere l'acqua può fare la differenza.

In questa guida spieghiamo cos'è una corrente di ritorno, come si forma, come si riconosce guardando l'acqua, cosa fare se ci si finisce dentro e come evitarla quando si naviga vicino alla costa.

Come si forma una corrente di ritorno

Le onde che arrivano a riva trasportano acqua verso la spiaggia. Quell'acqua deve tornare in mare, ma non può passare attraverso le onde in arrivo su tutta la larghezza della spiaggia. Trova la via di fuga dove la resistenza è minore: una depressione del fondale, un'interruzione della barra sabbiosa sottomarina, lo spazio tra due banchi. Lì si crea un canale di deflusso stretto e veloce che scarica verso il mare aperto.

La corrente di ritorno non è permanente: si sposta con le condizioni del mare, la direzione del vento e i cambiamenti del fondale. Può durare pochi minuti o molte ore. In caso di mare forza 3–4 con onde costanti che si rompono sulla riva, le condizioni per formarla ci sono quasi sempre.

Quanto è forte una corrente di ritorno

Una corrente di ritorno tipica scorre a 0,5–1 metro al secondo (circa 1–2 nodi). Le più intense possono superare i 2 m/s. Questo la rende più veloce di un nuotatore medio anche in condizioni di ottima forma fisica.

Il canale è solitamente largo 10–30 metri e lungo da poche decine a qualche centinaio di metri. Raggiunta l'acqua aperta (dove le onde non si rompono più) si dissipa. Per questo il metodo corretto per uscirne non è nuotare contro corrente verso riva, ma nuotare lateralmente fino a uscire dal canale e poi rientrare.

Come si riconosce una corrente di ritorno: i segnali visibili

Dalla barca o dal gommone ancorato vicino a una spiaggia, ci sono cinque indicatori da cercare:

  • Striscia di acqua torbida o schiumosa che si estende verso il mare perpendicolarmente alla riva. La sabbia in sospensione colora l'acqua di un marrone giallastro; la schiuma si accumula nel canale e viene trascinata al largo.
  • Zona in cui le onde non si romponomentre tutte intorno si rompono. Il canale di deflusso contrasta l'avanzamento delle onde, che sembrano “piatte” in quel punto.
  • Increspatura dell'acqua diversa da quella circostante. La superficie del canale ha un aspetto agitato, disordinato, diverso da quello del mare che si rompe regolarmente ai lati.
  • Colore dell'acqua più scurorispetto alle zone adiacenti, indice di fondale più profondo (il canale scava il fondale).
  • Oggetti che si allontanano velocemente dalla riva (alghe, schiuma, boette) in una stretta banda.

Il riconoscimento è più facile da una certa altezza o con una prospettiva laterale. Dal livello dell'acqua, in acqua, è molto più difficile. Dal vostro tender o dal pozzetto di una barca ancheggiata, avete un vantaggio rispetto a chi è in acqua.

Cosa fare se qualcuno è preso da una corrente di ritorno

Per chi è in acqua, le regole sono chiare:

  1. Non nuotare contro corrente verso riva.È la reazione istintiva ma porta rapidamente all'esaurimento. La corrente è più forte.
  2. Nuotare lateralmente, parallelo alla riva, finché non si percepisce che la corrente è meno intensa (fuori dal canale). Generalmente bastano 20–40 metri.
  3. Una volta fuori dal canale, rientrare a riva con le onde. Le onde ti aiuteranno a tornare indietro.
  4. Se si è esausti, lasciarsi trasportare verso il largo rimanendo a galla. La corrente si esaurisce in acque aperte. È meglio galleggiare stremati in mare aperto che annegare nuotando contro corrente.

Da bordo, se si vede qualcuno in difficoltà in mare, avvicinatevi il più rapidamente possibile con l'imbarcazione. Ricordate che il numero di emergenza in mare è il 1530 (Guardia Costiera) e il canale VHF 16 è sempre da tenere aperto.

Come evitarla quando navigate vicino a spiagge

Per il diportista che naviga o ancora vicino a una spiaggia, alcune precauzioni pratiche:

  • Osservate la spiaggia prima di avvicinarvi.Cercate i segni visivi elencati sopra. Se vedete una zona in cui le onde non si rompono mentre tutte intorno si rompono, state lontani da quell'area.
  • In caso di mare mosso (onde che si rompono sulla riva), non avvicinatevi con il tender perpendicolarmente alla spiaggiain quel punto. Se c'è una corrente di ritorno, rischia di trascinarvi al largo rapidamente.
  • Ancorate a distanza di sicurezza.Le correnti di ritorno più intense si trovano nella zona di frangente. Se ancorate fuori dalla zona di rottura delle onde, siete in acque dove la corrente di ritorno si è già dissipata.
  • Informate chi si tuffa.Se state navigando vicino a spiagge con mare mosso e qualcuno vuole fare il bagno, spiegate il rischio e indicate la zona più sicura per entrare e uscire dall'acqua.

Spiagge a rischio: dove le correnti di ritorno sono più frequenti

Non tutte le spiagge sono uguali. Le correnti di ritorno sono più frequenti e intense in presenza di:

  • Fondale basso e degradante lentamente, tipico delle spiagge sabbiose a bassa pendenza.
  • Presenza di frangiflutti, moli o scogliere che concentrano il deflusso in punti precisi.
  • Interruzioni nella barra sabbiosa sottomarina: dove la barra è interrotta, il deflusso è canalizzato.
  • Mare con onde costanti da una sola direzione per molte ore.

Al contrario, le spiagge rocciose con discesa ripida al mare hanno meno probabilità di generare correnti di ritorno intense.

In sintesi

La corrente di ritorno si forma quando l'acqua portata a riva dalle onde trova una via di fuga verso il mare aperto attraverso un canale stretto. È riconoscibile da bordo come una striscia di acqua torbida, schiumosa o con superficie diversa che si estende perpendicolarmente alla riva in una zona in cui le onde non si rompono. Se si viene trascinati, la regola è nuotare lateralmente, non verso riva. Se navigate vicino a spiagge con mare mosso, tenetela d'occhio come fareste con qualsiasi altro ostacolo alla navigazione costiera.

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Domande frequenti

Come si riconosce una corrente di ritorno dal mare?

Dal mare o dalla barca si vede come una striscia di acqua torbida o schiumosa che si allontana dalla riva perpendicolarmente, in una zona in cui le onde non si rompono mentre tutte intorno si rompono. L'acqua può avere un colore diverso (più scuro o giallastro per la sabbia in sospensione) e una superficie più agitata.

Cosa fare se si è trascinati da una corrente di ritorno?

Non nuotare verso riva contro la corrente. Nuotare lateralmente, parallelo alla riva, finché la corrente non si attenua (generalmente 20–40 metri). Una volta fuori dal canale, rientrare a riva con le onde. Se si è esausti, lasciarsi galleggiare: la corrente si esaurisce in acque aperte.

Le correnti di ritorno si trovano anche nel Mediterraneo?

Sì, anche nel Mediterraneo si formano correnti di ritorno, soprattutto su spiagge sabbiose con fondale basso e mare con onde costanti da una direzione. Sono meno intense di quelle oceaniche ma possono comunque essere pericolose per i nuotatori.

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