Il tender (gommoncino di servizio): cos'è, come sceglierlo e come usarlo
Chi acquista la prima barca di dimensioni importanti si trova presto a fare i conti con il tender: quel piccolo gommone o battello che serve per collegare la barca alla riva quando si è all'ancora o in rada. Sembra semplice ma la scelta del tender giusto, il modo di tenerlo a bordo e la sua gestione in navigazione sono argomenti che creano molti dubbi. Questa guida risponde alle domande più comuni.
Cos'è il tender (o annexe)?
Il tender — detto anche annexe,dinghyo semplicemente gommoncino di servizio — è una piccola imbarcazione ausiliaria trasportata dalla barca principale. La sua funzione primaria è fare da navetta: ti porta a riva quando sei ormeggiato o ancorato lontano dal pontile e ti riporta a bordo. In pratica è il “mezzo di terra” di una barca che passa la notte in rada.
Il tender diventa indispensabile quando:
- Ancori in baia e la spiaggia non è raggiungibile a nuoto
- Il porto non ha banchina libera e devi ormeggiare all'ancora
- Vuoi esplorare calette con bassi fondali con la barca madre ormeggiata al largo
- Devi fare rifornimento di acqua o gas in locali a terra
Tipi di tender: gonfiabili vs. rigidi vs. semi-rigidi
La scelta del tipo di tender dipende principalmente da quanto spazio hai a bordo per stivarlo.
Gommone gonfiabile (pneumatico)
Il più diffuso, per ovvie ragioni di ingombro. Si sgonfia, si arrotola o si piega e si stiva in un gavone o nel pozzetto. I modelli PVC entry-level costano 200-600 euro. I modelli in Hypalon o CSM durano 10-15 anni contro i 5-7 del PVC ma costano il triplo.
- Pro: ingombro nullo quando sgonfiato, costo ridotto, ottimo ammortizzatore contro la fiancata.
- Contro: rema male, è lento anche con motore, si danneggia con l'UV nel tempo.
Tender semi-rigido (RIB tender)
Scafo rigido (vetroresina o polietilene) con tubolari pneumatici. Navigano molto meglio dei soli gonfiabili, tengono il mare, sono più veloci. Misurano di solito 2,2-3,5 m. Il limite è lo stivaggio: serve un portabarca a poppa, un arch o uno spazio dedicato. Costano da 1.000 a 5.000+ euro.
- Pro: navigabilità nettamente superiore, adatto a traversate brevi anche con vento.
- Contro: non si piega, ingombro fisso, più costoso.
Dinghy rigido in vetroresina
Classico della vela da crociera. Robusto, bello, remabile anche senza motore. Si ribalta facilmente se sovraccarico o con mare mosso. Richiede carrello o arch per il trasporto. Sempre meno comune sui motorboat, resiste bene nelle flotte a vela.
Motore: quanto serve?
Un tender senza motore è utile solo se la distanza dalla barca alla riva è poca decine di metri e il mare è piatto. Nella pratica, quasi tutti i tender lavorano con un piccolo fuoribordo:
- 2-3,5 CV: sufficiente per tender fino a 2,5 m con 1-2 persone. Leggero (5-10 kg), facile da sollevare. Limite: con vento o corrente la progressione è lenta.
- 4-6 CV: il range più usato su tender 2,5-3 m. Buen equilibrio peso/prestazioni. Permette di andare a riva anche con vento moderato.
- 8-15 CV: per tender più grandi (3-3,5 m) o quando si vuole velocità maggiore. Il tender può portare 3-4 persone e le borse della spesa senza fatica.
Attenzione al peso del motore: sollevare un fuoribordo da 15 kg per metterlo a poppa del tender è un'operazione da fare ogni volta che si entra in porto. Molti armatori underestimano questo aspetto e finiscono per usare il tender raramente proprio per la fatica.
Come trasportare il tender in navigazione
È uno dei punti pratici più importanti e spesso viene sottovalutato nella fase di acquisto. I metodi principali:
- A rimorchio (towing): il tender viene trainato a poppa con una lunghezza appropriata. Funziona bene in acque calme e in navigazione diurna. Con mare mosso o vento il tender rimbalza, si riempie di spruzzi e può ribaltarsi o sfilarsi. Distanza consigliata: 5-8 m in condizioni normali.
- Su portabarca a poppa: struttura a A o a rullini che regge il tender fuori acqua. È la soluzione più diffusa sui motor yacht. Il tender non si bagna, non crea resistenza e è pronto all'uso. Richiede un arch o una struttura dedicata e ha un limite di peso (tipicamente 150-300 kg).
- Sul ponte o in coperta: per tender gonfiabili. Si sgonfia e si stiva nel gavone o si lascia gonfiato sul portabarca/tetto del fly. Con mare mosso bisogna assicurarlo bene con cinghie.
- Su davit (gru): coppia di gru laterali o a poppa che sollevano il tender fuori acqua. Soluzione elegante e pratica ma costosa (500-2.000 euro l'installazione) e richiede una certa resistenza strutturale della barca.
Dotazioni di sicurezza e normativa
Anche il tender è un natante e deve rispettare alcune norme di base:
- Ogni persona a bordo deve avere un giubbotto di salvataggio. In pratica si tengono sul tender o sul gommone della barca madre.
- Se il tender ha un motore termico, deve essere registrato come natante (anche se è di proprietà della barca madre): ogni mezzo che naviga autonomamente con propulsione meccanica è soggetto alle norme di navigazione.
- Di notte, se ti allontani dalla barca madre con il tender, devi avere luci di navigazione o almeno una torcia elettrica a luce bianca visibile da ogni direzione.
Le dotazioni di sicurezza obbligatorie si riferiscono alla barca principale; il tender ha requisiti separati proporzionali alle sue dimensioni.
Manutenzione del tender gonfiabile
Un gommone gonfiabile dura molti anni se trattato correttamente. I punti critici:
- UV: la luce solare degrada il PVC rapidamente. Coprilo quando è stivato gonfiato. I modelli in Hypalon resistono molto meglio.
- Salsedine: risciacqua con acqua dolce dopo ogni uso. Il sale nei raccordi e nelle valvole accelera l'usura.
- Pressione: controlla la pressione ogni mattina. Un calo lento è normale con le variazioni di temperatura (la pressione cambia con il caldo/freddo). Un calo rapido segnala una microforatura.
- Riparazione microforatura: kit di riparazione sempre a bordo. La procedura è gonfia il tubo, bagna di acqua saponata, individua le bolle, sgonfia, incolla la toppa fornita nel kit. Lascia asciugare 24 ore prima di usarlo.
- Rimessaggio: se lo stivi deflato per l'inverno, non piegarlo sempre nello stesso punto. Ruota le pieghe per evitare che si creino cricche nel materiale.
In sintesi
Il tender è un accessorio irrinunciabile per chi ama navigare in rada e ancorare nelle calette. La scelta si riduce a due variabili: quanto spazio hai per stivarlo (se poco, scegli gonfiabile) e quante persone deve portare regolarmente (se tre o più, considera un semi-rigido). Il motore giusto è quello che riesci a sollevare da solo senza sforzo eccessivo: un 4-6 CV copre la quasi totalità delle situazioni. E ricorda: anche il tender più piccolo è un mezzo di salvataggio — tienilo sempre in efficienza.
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Domande frequenti
Quanto deve essere grande il tender per una barca di 10 metri?
Per una barca di 10 m un tender da 2,5-3 m è adeguato per 2-3 persone. Se porti spesso 4 persone o fai lunghe traversate in rada, considera un semi-rigido da 3-3,5 m con motore da 6-10 CV.
Si può rimorchiare il tender in navigazione?
Sì, ma solo in condizioni di mare calmo. Con vento o onde il tender rimorchiato rimbalza, si riempie d'acqua e può ribaltarsi. Per navigazioni più lunghe o con mare formato, il portabarca a poppa o un davit sono la soluzione corretta.
Il tender deve essere registrato?
Sì: se il tender ha un motore termico, anche piccolo, deve essere registrato come natante autonomo. Se è solo a remi e resta entro certe dimensioni, può essere considerato parte integrante della barca madre, ma è bene verificare la normativa aggiornata con il proprio circolo nautico.