Pesca subacquea in Italia: regole, licenze e zone vietate
La pesca subacquea — cioè la cattura di pesci in apnea con fucile subacqueo — è una delle attività sportive più affascinanti del Mediterraneo. È anche una delle più regolamentate. Conoscere le norme prima di entrare in acqua non è optional: le violazioni sono sanzionate anche pesantemente, e in alcuni casi comportano il sequestro dell'attrezzatura.
Questa guida raccoglie le regole fondamentali valide in Italia per la pesca subacquea sportiva amatoriale — non quella professionale (che è vietata per i non commerciali) e non quella in acque interne.
Serve una licenza?
Sì e no. La licenza di pesca sportiva in mareè richiesta per la pesca dalla barca (lenza, canna, ecc.), ma per la pesca subacquea amatoriale la legislazione italiana non richiede una licenza specifica — a patto di rispettare tutte le altre condizioni previste dalla legge.
Quello che serve, invece, è rispettare i limiti quantitativi, le specie protette, le zone vietate e le norme sull'attrezzatura. La mancanza di licenza non significa assenza di regole: l'attività è libera, ma fortemente regolamentata.
Distanze minime obbligatorie
Le distanze sono tra le norme più importanti — e tra le più frequentemente violate:
- 500 metrida zone con bagnanti (spiagge, aree di balneazione attrezzate). Questa distanza è calcolata dagli specchi d'acqua destinati alla balneazione, non dalla riva.
- 100 metri da reti e attrezzi fissi di pesca professionale (nasse, palangari, sciabiche). Rispettare questa distanza evita conflitti — e rischi di rimanere impigliati.
- All'interno dei porti e delle darsene: la pesca subacquea è generalmente vietata.
Regola pratica: se vedi una spiaggia con ombrelloni o un porto, stai alla larga. Non vale la pena rischiare.
Orari consentiti
La pesca subacquea è vietata di notte: è consentita solo durante le ore diurne — da un ora prima del sorgere del sole a un ora dopo il tramonto, secondo la formulazione del D.P.R. 1639/1968 e la normativa successiva. In pratica: nessuna pesca subacquea con la torcia.
Questo limite esiste per ragioni di sicurezza (visibilità ridotta, rischio di essere colpiti da imbarcazioni) e di tutela delle risorse (molti pesci si nutrono attivamente di notte e sono molto più vulnerabili).
Attrezzatura: cosa è consentito
La normativa italiana definisce con precisione cosa si può usare nella pesca subacquea sportiva:
- Fucile subacqueo a molla o idropneumatico: consentito. Le armi da fuoco, ovviamente, no.
- Pinne, maschera, muta: consentite senza limitazioni.
- Attrezzatura respiratoria (bombole): vietata. La pesca subacquea sportiva si fa solo in apnea — senza bombole. Usare l'autorespiratore (ARA) trasforma l'attività in pesca subacquea professionale, che per i privati è illegale.
- Luce artificiale per attirare pesci: vietata (e di notte sarebbe vietata in ogni caso).
- Galleggiante segnalatore: obbligatorio. Chi pesca in apnea deve esporre il segnale internazionale di subacqueo in immersione (bandierina rossa con striscia diagonale bianca, o la bandiera “Alfa” della codifica internazionale). Le imbarcazioni che transitano nella zona devono mantenere la distanza.
Zone vietate
Oltre alle distanze da bagnanti e attrezzi, esistono aree in cui la pesca subacquea è vietata per legge:
- Aree Marine Protette (AMP): ogni AMP ha il suo regolamento. In genere le Zone A (riserva integrale) vietano qualsiasi tipo di prelievo; le Zone B e C possono avere limitazioni parziali. Prima di immergerti in un'AMP, leggi il regolamento specifico. Trovi la lista aggiornata sul sito del Ministero dell'Ambiente.
- Porti, darsene, aree portuali: vietato in tutta Italia, per ragioni di sicurezza e di regolamento portuale.
- Aree militari e zone di rispetto: segnalate su carte nautiche e portolani; vietato l'accesso.
- Posidonia oceanica: non è una zona vietata in senso stretto, ma è illegale danneggiare i fondali a posidonia. Come per l'ancora, anche il nuotatore che calca i rizomi di posidonia può essere sanzionato.
Per approfondire il tema delle aree protette, leggi la guida su pesca nelle aree marine protette.
Taglie minime e specie protette
Anche per la pesca subacquea si applicano le stesse taglie minime della pesca sportiva tradizionale. Le principali (in centimetri, lunghezza totale):
- Spigola (branzino): 25 cm
- Orata: 20 cm
- Dentice: 20 cm
- Cernia bruna: 45 cm
- Ricciola: 15 cm
- Sogliola: 20 cm
- Polpo: 750 g (non una taglia in cm, ma un peso minimo)
Alcune specie sono completamente vietate al prelievo per i privati: tra queste ci sono la cernia di fondale (epinephelus marginatus) nelle acque di alcune regioni, il corallo rosso, le oloturie (cetrioli di mare). La lista varia per regione e viene aggiornata periodicamente: verifica sempre le normative regionali in vigore dove intendi immergerti.
Quantità massima di cattura
La normativa italiana fissa un limite giornaliero di cattura per la pesca subacquea sportiva: 3 kg di pesce al giorno per persona, oppure un solo esemplare se supera i 3 kg. Questo limite vale per il totale delle specie, non per singola specie.
Alcune specie hanno limiti più restrittivi per numero: ad esempio il polpo (2 esemplari al giorno), il grongo, l'anguilla. Le regole cambiano di anno in anno in base alle valutazioni della Commissione Europea sullo stato degli stock: tieniti aggiornato.
Sicurezza: la regola dell'apnea solitaria
Non è una norma di legge, ma è il principio di sicurezza più importante della pesca in apnea: non nuotare mai da soli. Il sincope ipossica da apnea — la perdita di coscienza in acqua per carenza di ossigeno al termine dell'immersione — è silenziosa, improvvisa e letale. Colpisce anche i subacquei esperti, spesso senza alcun segnale premonitore.
La regola standard tra i pescatori subacquei esperti è: mai pescare da soli, mai iperventilare prima dell'apnea (abbassa la soglia di allerta dell'organismo), mai spingere oltre il proprio limite.
Se peschi da una barca, tieni sempre qualcuno di guardia in superficie. Se sei in acqua da un'imbarcazione, esponi il segnale subacqueo e avvisa i natanti nelle vicinanze. Per la sicurezza a bordo in generale, consulta la guida su le dotazioni di sicurezza obbligatorie per legge.
Riepilogo delle regole principali
- Solo in apnea — nessuna bombola
- Solo di giorno (da un ora prima dell'alba a un ora dopo il tramonto)
- A 500 m dai bagnanti, 100 m dagli attrezzi fissi
- Segnalatore subacqueo obbligatorio
- No nei porti, no nelle Zone A delle AMP
- Limite giornaliero: 3 kg o 1 esemplare se > 3 kg
- Rispetta taglie minime e specie protette
- Mai pescare da soli
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Domande frequenti
Serve una licenza per pescare in apnea in Italia?
No, per la pesca subacquea amatoriale in mare non è richiesta una licenza specifica. Sono però obbligatori il segnalatore subacqueo, il rispetto delle distanze e degli orari, e i limiti di cattura.
Si può pescare in apnea con la bombola?
No. La pesca subacquea sportiva amatoriale è consentita solo in apnea. Usare l'autorespiratore (bombola) è illegale per i privati e trasforma l'attività in pesca professionale non autorizzata.
Quanti pesci si possono prendere al giorno con il fucile?
Il limite giornaliero per la pesca subacquea sportiva è di 3 kg complessivi oppure un solo esemplare se supera i 3 kg. Si applicano anche le taglie minime per specie.