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Come pescare la lampuga dalla barca: tecniche, attrezzatura e stagione

D'estate, nelle acque calde del Mediterraneo, c'è un pesce che fa impazzire i pescatori sportivi per la sua velocità, la combattività fuori dall'acqua e i colori sgargianti che si spengono nel momento in cui muore: la lampuga. Conosciuta come dorado o mahi-mahinel resto del mondo, in Sicilia e Sardegna è protagonista di una tradizione di pesca antichissima legata al cannizzolo, che ogni agosto richiama in mare centinaia di barche.

Se non hai mai pescato la lampuga, questa guida ti spiega dove trovarla, come pescarla e con quale attrezzatura approcciarla con serietà.

Cos'è la lampuga

La lampuga (Coryphaena hippurus) è un pesce pelagico di mare aperto, tra i più veloci del Mediterraneo. Può raggiungere i 2 metri di lunghezza e i 20 kg di peso, anche se le misure medie catturate vanno dai 60 ai 90 cm per 3–6 kg. È riconoscibile al primo sguardo per:

  • Il corpo allungato e lateralmente compresso, con una fronte molto ripida e pronunciata negli esemplari maschi adulti più grandi (da cui il soprannome anglosassone bull dorado).
  • I colori vivacissimi in vita: verde-azzurro brillante sul dorso, giallo dorato sui fianchi, con macchie blu e turchesi che si accendono al momento della cattura e si spengono rapidamente dopo la morte.
  • La pinna dorsale lunghissima che parte dalla fronte e si estende fino quasi alla coda, senza interruzioni.

La carne è bianca, soda e di ottimo sapore: è anche per questo che la lampuga è così ricercata dai pescatori sportivi e dalla ristorazione mediterranea.

Dove e quando pescare la lampuga

La lampuga arriva nel Mediterraneo seguendo le masse d'acqua calda superficiale. La stagione inizia a luglio, raggiunge il picco tra agosto e settembree si chiude a ottobre–novembre con il primo raffreddamento delle acque.

Le zone più produttive nel Mediterraneo italiano sono:

  • Sicilia: le acque del Canale di Sicilia, la zona di Lampedusa e Pantelleria. Qui la tradizione del cannizzolo è più radicata e le concentrazioni di pesce sono le più alte.
  • Sardegna: tutta la costa occidentale, in particolare tra Cagliari e Sant'Antioco, e le acque al largo di Oristano.
  • Calabria e Campania: Stretto di Messina e Cilento, specialmente nelle settimane centrali di agosto-settembre.
  • Liguria e Toscana: la lampuga è meno comune ma non rara in fine estate, nelle acque più calde a largo.

La lampuga vive in mare aperto e in superficie: si pesca generalmente a partire da 30–50 metri di fondale, con i migliori risultati oltre i 100 metri in acque su cui è presente la termoclino estiva.

Il cannizzolo: la tecnica tradizionale siciliana

Il metodo più efficace e tradizionale per pescare la lampuga nel Mediterraneo meridionale è il cannizzolo(chiamato anche matafera o frascamea seconda della zona). Il principio sfrutta un comportamento naturale della lampuga: il pesce tende a radunarsi all'ombra degli oggetti galleggianti — tronchi, alghe, reti alla deriva — per cacciare i piccoli pesci che vi si riparano sotto.

Un cannizzolo artigianale si costruisce con:

  • Una struttura galleggiante: canne di bambù legate insieme, fusti vuoti di plastica, cassette di legno o polistirolo.
  • Fronde e rami: foglie di palma, rami di ulivo, canne o qualsiasi materiale che crei ombra e movimento sotto la superficie.
  • Un sistema di ancoraggio morbido: non un'ancora vera, ma una sagola lunga con un peso leggero (qualche chilo) che tenga il dispositivo nella zona senza affondarlo.

Il cannizzolo viene posizionato in mare aperto anche giorni prima della sessione di pesca, per permettere ai pesci di abituarsi alla struttura. Si salva la posizione GPS e si torna nel punto con la barca, avvicinandosi piano e con il motore al minimo per non spaventare il branco.

Le lampughe si pescano a cannizzolo con lenze a mano o canne di media potenza, usando esche vive(sgombri piccoli, sugarelli, spicarelli) o artificiali a media acqua. Spesso il pesce è talmente concentrato sotto la struttura che basta calare l'esca per avere immediatamente abboccate.

La traina di superficie

La lampuga si cattura anche in traina di superficie, senza bisogno del cannizzolo. È una tecnica più semplice e adatta a chi vuole tentare la fortuna esplorando zone di mare aperto. Si naviga a 4–7 nodicon le lenze in acqua a 20–50 metri dalla poppa, usando:

  • Rapala galleggiantio ondulanti di taglia media (10–14 cm).
  • Striscioline di pesce fresco (sgombro, calamaro) montate su ami a coda di rondine.
  • Calamari artificialidi 15–20 cm in colori brillanti: giallo, rosa, arancio o chartreuse funzionano bene sotto il sole estivo.

La lampuga segnala la sua presenza con saltelli in superficie, rapidi cambi di direzione e improvvisi raduni di uccelli marini. Quando attacca la lenza, la prima corsa è fulminea e il pesce compie salti spettacolari fuori dall'acqua durante il recupero.

Attrezzatura consigliata

Per la pesca alla lampuga, sia a cannizzolo che in traina:

  • Canna: azione medio-veloce, potenza 20–30 lb per la traina; una canna da bolentino robusta va benissimo per il cannizzolo dove non serve lanciare lontano.
  • Mulinello: taglia 4000–6000 per lo spinning in traina; mulinello da traina a frizione posteriore per versioni più offshore con lenze più pesanti.
  • Filo: trecciato da 20–30 lb con terminale in fluorocarbon da 40–50 lb, lungo almeno 2 metri. La lampuga non ha denti taglienti ma è veloce e combattiva: il fluorocarbon riduce il rischio di rottura nell'acqua limpida estiva.
  • Ami: taglia 3/0–5/0 per le esche naturali; ami tripli ben affilati per gli artificiali.

Porta sempre a bordo un guanto da combattimento e una pinza per de-amiare: la lampuga si muove vigorosamente anche dopo la cattura.

Come riconoscere la presenza di lampughe

Oltre al cannizzolo, ci sono segnali naturali che indicano la presenza di lampughe in zona:

  • Uccelli marini in picchiata su un punto fisso: stanno inseguendo pesci foraggio braccati in superficie dai predatori.
  • Cambio di colore dell'acqua da blu scuro a blu-verde: indica una corrente calda con abbondanza di plancton e piccoli pesci.
  • Detriti galleggianti: tronchi, sacchi di plastica, cassette in mare aperto sono possibili punti di aggregazione naturale. Avvicinati piano e cala l'esca.
  • Segnali sull'ecoscandaglio: uno strato biologico denso a 0–5 metri è spesso il segnale di un banco di pesce foraggio con predatori sopra. Puoi approfondire come leggere l'ecoscandaglio per interpretare meglio queste letture.

Conservazione e cucina

La lampuga è un pesce dall'ottimo rapporto con la cucina: carne soda, bianca e versatile. La preparazione più tradizionale in Sicilia è la lampuga fritta o al forno con cipolla, pomodoro e olive. In Sardegna si prepara arrosto o in umido con capperi e prezzemolo.

Appena pescata, mettila nel ghiaccio il prima possibile: la carne è delicata e si deteriora rapidamente con il caldo estivo. Se non la mangi entro 24–36 ore, puoi congelarla (fino a 3 mesi).

Normativa e limiti di cattura

Per la pesca sportiva in mare valgono le norme generali: divieto di uso di reti, rispetto delle zone protette, limite di 5 kg di pesce per pescatore (o un esemplare intero se supera il peso limite). La lampuga non ha una taglia minima specifica in Italia per la pesca sportiva, ma gli esemplari vengono quasi sempre catturati ben oltre i 50 cm.

Verifica sempre le ordinanze locali aggiornate del Compartimento Marittimo di competenza: alcune zone del Canale di Sicilia hanno regolamentazioni specifiche nei periodi di riproduzione.

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Domande frequenti

Quando è il periodo migliore per pescare la lampuga?

La stagione va da luglio a ottobre, con il picco tra agosto e settembre quando le acque sono più calde. La lampuga segue le masse d’acqua calda e i detriti galleggianti che portano i pesci foraggio su cui si nutre.

Cos’è il cannizzolo per la pesca alla lampuga?

Il cannizzolo è un dispositivo di aggregazione galleggiante artigianale: canne di bambù, fronde di palma o qualsiasi materiale che galleggi e crei ombra sotto la superficie. Le lampughe si radunano all’ombra degli oggetti galleggianti e il cannizzolo riproduce questo comportamento naturale, creando un punto fisso di attrazione dove pescare.

Qual è la taglia minima della lampuga?

Per la pesca sportiva in Italia non esiste una taglia minima specifica per la lampuga. In pratica però le lampughe vengono catturate quasi sempre oltre i 50–60 cm. I soggetti più grandi superano il metro e i 10 kg di peso.

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