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GPS nautico: app sul telefono o chartplotter dedicato?

Con un telefono in tasca che ha GPS, cartografia e schermo a colori, la domanda è inevitabile: serve ancora un chartplotter da mille euro? La risposta onesta è che dipende da cosa fai, e che i due strumenti non competono sullo stesso terreno quanto sembra.

Cosa fa meglio il telefono

  • Costo. L’hai già. Le app di navigazione costano una frazione di un plotter.
  • Aggiornamenti. Cartografia e funzioni si aggiornano in continuazione, mentre un plotter di sei anni fa è quello che è.
  • Pianificazione. Studiare la rotta la sera prima, seduti, su uno schermo familiare, è più comodo che farlo in piedi al timone.
  • Portabilità. Lo porti a terra, in gommone, sull’altra barca.

E il GPS del telefono funziona senza rete: è un ricevitore satellitare vero e proprio. Serve però che la cartografia sia scaricata prima, perché quella sì che arriva da internet.

Cosa fa meglio il chartplotter

  • Sopravvive al sole e agli spruzzi. È il punto vero: uno schermo leggibile in pieno sole, stagno, che non si surriscalda e non si spegne.
  • Non dipende dalla batteria. È alimentato dalla barca, mentre il telefono con lo schermo acceso e il GPS attivo si scarica in poche ore.
  • Parla con il resto della barca. Ecoscandaglio, AIS, autopilota, radar, strumenti del vento: l’integrazione via NMEA è ciò che un telefono non può replicare.
  • Non ti chiama nessuno mentre navighi. Sembra una battuta, ma una notifica a schermo intero all’ingresso di un porto è un problema reale.

La risposta pratica, per tipo di navigazione

Gommone o piccolo natante, uscite giornaliere sotto costa. Il telefono basta, a tre condizioni: cartografia scaricata offline, supporto stagno fissato saldamente e alimentazione a bordo. È una configurazione sensata, non un ripiego.

Barca cabinata, uscite lunghe, navigazione anche di notte. Il plotter diventa difficile da sostituire, soprattutto per l’integrazione con l’ecoscandaglio e per l’AIS.

In ogni caso, entrambi. Chi ha il plotter tiene comunque l’app come ridondanza — e chi ha solo l’app dovrebbe avere un secondo dispositivo carico. La regola in mare è che un sistema solo non è un sistema.

Quello che vale più di tutto

Nessuno dei due ti dice se una secca è ancora dove la carta la segna, né sostituisce l’occhio fuori. La cartografia elettronica ha errori di posizionamento noti in certe zone, e una traccia registrata di un passaggio già fatto vale spesso più di una rotta calcolata. Per questo la pratica migliore è la più antica: guarda fuori, e usa lo strumento per confermare quello che vedi, non per sostituirlo.

Vedi anche come funziona un chartplotter e il GPS in mare senza rete.

Domande frequenti

Il GPS del telefono funziona in mare senza rete?

Sì: il ricevitore GPS è indipendente dalla connessione dati. Serve però che la cartografia sia stata scaricata in anticipo, perché quella arriva da internet.

Serve ancora un chartplotter se ho un'app di navigazione?

Dipende dalla navigazione. Per uscite giornaliere sotto costa un telefono con cartografia offline, supporto stagno e alimentazione è sufficiente. Per uscite lunghe o notturne il plotter resta difficile da sostituire, soprattutto per l'integrazione con ecoscandaglio e AIS.

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