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Vento teso: quanti nodi sono e cosa cambia in barca

“Vento teso” è una di quelle espressioni che il bollettino usa e nessuno traduce in numeri. Sentirla la mattina, prima di decidere se uscire, e non sapere se significa quindici nodi o venticinque è la differenza tra una giornata piacevole e una da dimenticare.

La traduzione in nodi

Nel linguaggio dei bollettini marini italiani la forza del vento si esprime con una scala di aggettivi che corrisponde ai gradi della scala Beaufort:

  • Calma — meno di 1 nodo
  • Bava di vento — 1-3 nodi
  • Brezza leggera — 4-6 nodi
  • Brezza tesa — 7-10 nodi
  • Vento moderato — 11-16 nodi
  • Vento teso — 17-21 nodi
  • Vento fresco — 22-27 nodi
  • Vento forte — 28-33 nodi
  • Burrasca — 34-40 nodi

Quindi vento teso significa 17-21 nodi, cioè forza 5 Beaufort, all’incirca 30-40 km/h. Non è vento estremo, ma è la soglia oltre la quale una giornata in mare smette di essere una passeggiata.

Cosa vedi in mare con vento teso

A forza 5 il mare si presenta con onde moderate, allungate, e con creste bianche diffuse ovunque: non qualche spruzzo qua e là, ma pecorelle su tutta la superficie. Cominciano a comparire i primi spruzzi sollevati dal vento. L’altezza d’onda tipica in mare aperto si aggira sui due metri, ma dipende molto da fetch e durata: lo stesso vento su un tratto di mare lungo genera onde ben più alte che in una baia riparata.

Cosa cambia per te, in base alla barca

Gommone o piccolo natante, sotto i sei metri. Con vento teso la giornata diventa impegnativa. Non è di per sé pericoloso in acque protette e con il vento a favore, ma controvento si procede lentamente, sbattendo, con spruzzi continui. Per un principiante è il momento di restare a terra.

Barca a motore cabinata. Gestibile, ma cambia la rotta: si adatta l’andatura all’onda invece di puntare dritti alla destinazione, e la velocità cala parecchio rispetto a mare calmo, con consumi che salgono.

Barca a vela. Forza 5 è spesso l’andatura più divertente, ma è anche il momento in cui si prende la prima mano di terzaroli. La regola è ridurre prima di averne bisogno: se stai pensando che forse è ora, è già ora.

Il dettaglio che conta più della media: le raffiche

Il bollettino dà il vento medio. Le raffiche possono superarlo del trenta o quaranta per cento: con vento teso a 20 nodi significa punte a 26-28. È su quelle che si valuta, non sulla media, perché è la raffica che ti sorprende in manovra o che fa sbandare la barca proprio mentre stai entrando in porto.

Attenzione anche all’effetto costa: capi, promontori e valli incanalano il vento e possono aumentarlo localmente in modo netto rispetto al valore previsto per il tratto di mare.

La domanda giusta da farsi

Non “si può uscire con vento teso”, ma tre domande insieme: da dove viene il vento rispetto alla rotta e al porto di partenza, quanto durerà— se rinforza nel pomeriggio il rientro sarà peggio dell’andata — e dove posso ripararmi se cambia. Se hai una risposta a tutte e tre, la decisione è informata. Se non ce l’hai, il vento teso è esattamente la condizione che ti farà scoprire cosa mancava. Vedi anche la scala Beaufort spiegata e cosa significano 25 nodi di vento.

Domande frequenti

Quanti nodi sono il vento teso?

Da 17 a 21 nodi, corrispondenti alla forza 5 della scala Beaufort, cioè circa 30-40 km/h. Il mare si presenta con onde moderate e creste bianche diffuse su tutta la superficie.

Si può uscire in gommone con vento teso?

Con un gommone sotto i sei metri forza 5 rende la giornata impegnativa: controvento si procede lentamente e con spruzzi continui. Per chi ha poca esperienza è la condizione in cui conviene restare a terra, anche perché le raffiche superano la media del 30-40%.

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