Quanto ci si può allontanare dalla costa: dotazioni, patente e limiti dello scafo
Quanto posso allontanarmi dalla costa? La domanda sembra da regolamento e invece è pratica: la distanza che puoi tenere non dipende da quanto ti senti sicuro, ma da tre cose insieme — le dotazioni di sicurezza che hai a bordo, il titolo abilitativo che possiedi e i limiti dichiarati dello scafo.
Il criterio vero: le dotazioni
Per le unità da diporto la normativa lega le dotazioni obbligatorie alla distanza dalla costa entro cui si naviga, per fasce. Più ti allontani, più l’elenco si allunga: mezzi di salvataggio, segnalazione, strumenti di navigazione.
Le fasce sono quelle dell’Allegato V del regolamento di attuazione (D.M. 146/2008, come sostituito dal D.M. 133/2024) — entro 300 metri, entro 1 miglio, entro 3, entro 6, entro 12, entro 50 e senza limiti — e per ognuna cambia ciò che devi avere a bordo. Il punto pratico è che la distanza non la scegli in mare: la scegli quando prepari la barca. Se hai le dotazioni per 3 miglia, il tuo limite è quello, indipendentemente dalle condizioni e dalla voglia.
Un elemento che sfugge spesso: oltre le 6 miglia l’apparato VHF, anche portatile, è obbligatorio per le unità fino a 24 metri (art. 29 del Codice della nautica), ed è comunque lo strumento con cui chiedi aiuto quando il telefono non prende.
Il secondo criterio: il titolo
La patente nautica è obbligatoria in alcuni casi precisi (art. 39 del Codice della nautica): oltre le sei miglia dalla costa, con motori oltre determinate cilindrate o comunque oltre 30 kW (40,8 CV), e sempre per le moto d’acqua. Per trainare lo sciatore nautico serve comunque, qualunque sia il motore (D.M. 26 gennaio 1960, richiamato dalle ordinanze di sicurezza balneare). Entro le sei miglia, con motori sotto soglia, si può navigare senza patente.
La patente di categoria A prevede due abilitazioni che si distinguono proprio sulla distanza: entro le 12 miglia e senza limiti. Chi ha la prima non può spingersi oltre, anche se la barca lo permetterebbe. La patente D1 vale solo di giorno ed entro 6 miglia (1 miglio con la moto d’acqua).
Il terzo criterio: la barca
Ogni unità marcata CE ha una categoria di progettazione che dichiara le condizioni per cui è stata costruita: dalle acque protette all’altura. La categoria non è un limite di distanza in miglia, ma è la risposta alla domanda “fin dove è ragionevole portarla”. Un gommone omologato per acque costiere non diventa adatto all’altura perché il mare quel giorno è piatto.
Per i natanti (fino a 10 metri) il Codice fissa anche limiti in miglia (art. 27): senza marcatura CE si sta entro 6 miglia (12 se omologati per la navigazione senza limiti), con la marcatura CE entro la categoria di progettazione e comunque non oltre 12 miglia. Jole, pattini, pedalò, canoe, kayak e derive con vela fino a 4 m² restano entro 1 miglio, le moto d’acqua entro 1 miglio.
Ci sono poi i limiti che nessuna norma scrive ma che decidono davvero: l’autonomia di carburante, con la regola del terzo — un terzo per andare, un terzo per tornare, un terzo di riserva — e la presenza o meno di un secondo motore.
Le aree dove valgono regole diverse
- Vicino alla costa e alle spiagge: esistono limiti di velocità e corridoi di lancio; la navigazione a ridosso della battigia è disciplinata dalle ordinanze locali.
- Aree marine protette: transito, ancoraggio e pesca hanno regole proprie, diverse zona per zona e talvolta stagionali.
- Ordinanze della Capitaneria: sono la fonte che vale sul posto e possono introdurre limiti temporanei che nessuna guida generale può anticipare.
Come si decide, in pratica
La distanza sensata per una giornata non è un numero fisso: è il minore tra quattro valori — quanto ti consentono le dotazioni, quanto ti consente il titolo, quanto è ragionevole per la barca, e quanto ti permette il carburante con la riserva intatta. Il numero più basso dei quattro è il tuo limite di quella giornata.
Un’ultima raccomandazione che vale più di ogni tabella: prima di uscire, comunica a qualcuno a terra dove vai e a che ora pensi di rientrare. È la misura di sicurezza che costa meno di tutte. Vedi anche le dotazioni di sicurezza obbligatorie e quando serve la patente nautica.
Le regole citate qui sono un orientamento generale: le disposizioni vigenti e le ordinanze locali vanno sempre verificate presso la Capitaneria di porto competente.
Fonti
- D.Lgs. 18 luglio 2005, n. 171, Codice della nautica da diporto (Normattiva) (artt. 27, 29, 39)
- D.M. 29 luglio 2008, n. 146, regolamento di attuazione (Normattiva) (art. 27-bis)
- D.M. 17 settembre 2024, n. 133 (Gazzetta Ufficiale) (nuovo Allegato V, dotazioni di sicurezza)
Domande frequenti
Da cosa dipende la distanza dalla costa consentita?
Dalle dotazioni di sicurezza a bordo, che la normativa lega a fasce di distanza, dal titolo abilitativo posseduto e dai limiti dell'unità (per i natanti l'art. 27 del Codice della nautica: 6 miglia senza marcatura CE, mai oltre 12 con la marcatura CE). Il limite pratico della giornata è il minore tra questi valori e l'autonomia di carburante.
Serve la patente per allontanarsi dalla costa?
La patente nautica è obbligatoria oltre le sei miglia dalla costa, con motori oltre 30 kW (40,8 CV) o sopra determinate cilindrate, sempre per le moto d'acqua e per trainare lo sciatore nautico. La patente A entro 12 miglia non consente di superare quel limite.