Onda anomala: cos'è, come si forma e cosa deve sapere il diportista
L'onda anomala è uno dei fenomeni marini più discussi e al tempo stesso più fraintesi. Per anni è stata considerata quasi un mito dai marinai, una leggenda delle acque profonde. Poi i dati satellitari e le piattaforme petrolifere hanno confermato che queste onde esistono davvero, e che possono essere letali. Ma di cosa si tratta esattamente? Come si forma un'onda anomala? E soprattutto: cosa deve sapere un diportista?
Definizione: cos'è un'onda anomala
In meteorologia e oceanografia, un'onda si definisce anomala (in inglese rogue wave o freak wave) quando la sua altezza supera il doppio dell'altezza significativa del mare circostante. L'altezza significativa è la media del terzo più alto di tutte le onde in un determinato stato del mare.
In pratica: se il mare ha un'altezza significativa di 3 metri, un'onda anomala deve superare i 6 metri per rientrare nella definizione. In oceano aperto sono documentate onde anomale oltre i 20-25 metri.
L'aspetto che le rende pericolose non è solo l'altezza, ma il fatto che arrivano senza preavviso in mezzo a onde molto più basse.
Come si forma un'onda anomala
I meccanismi di formazione sono ancora oggetto di ricerca, ma si conoscono diverse cause concorrenti:
- Sovrapposizione lineare: più treni di onde provenienti da direzioni diverse si trovano in fase nello stesso punto e il loro contributo si somma, generando temporaneamente un'onda molto più alta. È un fenomeno statisticamente possibile in qualsiasi mare.
- Focalizzazione per corrente: le correnti marine forti (come la Corrente del Golfo o quella di Agulhas) si oppongono al moto ondoso e ne comprimono le onde, che diventano più alte e ripide. Questo è uno dei meccanismi più documentati.
- Instabilità non lineare: in mare mosso le onde possono “rubare” energia l'una dall'altra attraverso interazioni non lineari, concentrando molta energia in un'unica onda.
- Batimetria e coste: fondali irregolari o coste particolari possono rifrangere le onde e creare zone di concentrazione.
Le onde anomale esistono davvero: le prove
Per molto tempo le onde anomale sono state considerate racconti di marinai. La svolta è arrivata il 1° gennaio 1995, quando la piattaforma Draupner nel Mare del Nord misurò con un laser un'onda di circa 26 metri, mentre le onde più alte intorno arrivavano a circa 12 metri.
Nel 2004 il progetto europeo MaxWave ha analizzato tre settimane di immagini radar dei satelliti ESA, circa 30.000 riprese, e ha trovato in tutto il mondo più di dieci onde oltre i 25 metri: molte più di quante se ne aspettassero.
Dove sono più frequenti
Secondo gli studi ESA le onde anomale si trovano spesso dove le onde incontrano correnti forti e vortici, come la corrente delle Agulhas al largo del Sudafrica e la Corrente del Golfo, ma anche lontano dalle correnti, vicino a fronti e depressioni con venti forti e prolungati.
Il Mediterraneo non è immune, anche se le onde sono in genere molto più basse che in oceano. Il caso più studiato è quello della nave da crociera Louis Majesty, colpita nel 2010 da un'onda che sfondò alcuni finestrini del ponte 5 e causò due vittime: l'analisi pubblicata sul Journal of Geophysical Research ha trovato due sistemi di onde incrociati di caratteristiche simili. Anche per un diportista, quindi, il segnale da non sottovalutare è il mare incrociato, insieme a stretti e canali con corrente e vento contrari e ai temporali intensi.
Cosa può fare un diportista
La risposta onesta è che le onde anomale di grande scala sono praticamente imprevedibili e impossibili da evitare con l'anticipo necessario. Tuttavia ci sono alcune cose concrete da sapere:
- Evita le zone a rischio noto. In Mediterraneo, i punti “stretti” con forte corrente e vento contrario vanno affrontati solo con previsioni meteo favorevoli. Leggi le previsioni meteo marine con cura, non solo la velocità del vento ma anche la direzione del moto ondoso rispetto alla corrente.
- Non confondere “anomala” con “improvvisa”. Tutte le onde arrivano. Il problema dell'onda anomala è che è molto più grande delle vicine, quindi il calcolo intuitivo del navigatore (“questa ondata non è pericolosa”) diventa sbagliato. La vigilanza costante è la sola risposta pratica.
- Assicura tutto ciò che può volare. Un'onda molto più alta del previsto che colpisce di traverso può spostare pesi, capovolgere oggetti non fissati e mandare in acqua persone non aggrappate. Le cinture di sicurezza in coperta non sono solo per la navigazione oceanica.
- Tieni chiuse le boccaporte nelle condizioni difficili. L'acqua che imbarca una barca in seguito a un'onda improvvisamente alta è uno dei principali rischi concreti.
Onda anomala e altre onde alte: non confonderle
In italiano “onda anomala” viene a volte usato per qualsiasi onda inaspettatamente alta. Conviene distinguere:
- Onda anomala in senso oceanografico: alta più del doppio dell'altezza significativa del mare in cui si trova. Rara e non prevedibile singolarmente.
- Onda alta da condizioni meteomarine: il normale sviluppo del moto ondoso con vento forte, fetch lungo e correnti avverse. Si legge nelle previsioni e si evita.
- Onda di scia: prodotta dalle navi e dalle barche veloci in transito, frequente sotto costa e pericolosa per le piccole imbarcazioni.
I casi storici più noti
- Draupner (1995): la prima onda anomala misurata da uno strumento, circa 26 metri nel Mare del Nord.
- Bremen e Caledonian Star (2001): due navi da crociera a cui, nella stessa settimana tra febbraio e marzo, onde anomale sfondarono i vetri della plancia nell'Atlantico meridionale. La Bremen restò per circa due ore alla deriva senza navigazione né propulsione.
- Louis Majesty (2010): l'incidente nel Mediterraneo descritto sopra, con due vittime.
In sintesi
Le onde anomale sono onde la cui altezza supera il doppio dell'altezza significativa del mare circostante. Esistono davvero, si formano per sovrapposizione, correnti e interazioni non lineari, e in oceano aperto non sono così rare. In Mediterraneo il rischio è molto più basso ma non nullo, soprattutto in prossimità di stretti e correnti. Per il diportista, la risposta pratica è la preparazione: previsioni accurate, attrezzatura fissata, porte chiuse nelle condizioni difficili e vigilanza costante sul comportamento del mare.
Fonti
- ESA, Ship-sinking monster waves revealed by ESA satellites (2004)
- Cavaleri et al., Rogue waves in crossing seas: The Louis Majesty accident, Journal of Geophysical Research: Oceans (2012)
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Domande frequenti
Cos'è un'onda anomala in mare?
Un'onda si definisce anomala quando la sua altezza supera il doppio dell'altezza significativa del mare circostante. Non è una leggenda: la prima è stata misurata da uno strumento sulla piattaforma Draupner nel Mare del Nord nel 1995 (circa 26 metri) e i satelliti ESA ne hanno trovate molte altre in oceano.
Le onde anomale esistono anche in Mediterraneo?
Sì, anche se le onde del Mediterraneo sono in genere molto più basse di quelle oceaniche. Il caso più studiato è la nave da crociera Louis Majesty, colpita nel 2010 in condizioni di mare incrociato, con due vittime.
Come ci si protegge da un'onda anomala in barca?
Le onde anomale non sono prevedibili singolarmente. Le misure pratiche sono: evitare mare incrociato e passaggi con corrente e vento contrari, seguire le previsioni del moto ondoso, assicurare carico e persone in coperta, tenere chiusi i boccaporti in condizioni difficili e restare vigili.