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La corrente nello Stretto di Messina: come si naviga

Lo Stretto di Messina è il tratto di mare italiano dove la corrente conta più del vento. Non è un modo di dire: qui la corrente di marea inverte il senso ogni sei ore circa e nei punti più stretti raggiunge velocità che una barca da diporto non può ignorare. Chi lo attraversa senza saperlo si ritrova a fare tre nodi con il motore a mezza manetta, oppure a scendere a otto senza toccare la manetta.

Perché succede

Da una parte c’è il Tirreno, dall’altra lo Ionio. I due bacini hanno maree sfasate: quando in uno è alta, nell’altro tende a essere bassa. La differenza di livello si scarica attraverso un passaggio largo poche miglia, e il risultato è una corrente alternata forte.

Nel gergo locale la corrente diretta verso Nord, cioè verso il Tirreno, è la montante (o rema montante); quella diretta verso Sud, verso lo Ionio, è la scendente. Il momento di inversione, con corrente quasi nulla, è lo stanco — ed è la finestra in cui la traversata è più semplice.

I fenomeni che si vedono

  • I bastardi: vortici e gorghi che si formano dove la corrente incontra irregolarità del fondale. Si vedono a occhio come chiazze d’acqua che ruotano.
  • Le tagliate: linee nette sulla superficie dove masse d’acqua con direzioni diverse si incontrano. Attraversarle dà la sensazione che la barca venga spostata di lato.
  • Il mare che si alza contro vento. Quando la corrente va in direzione opposta al vento, l’onda si accorcia e si impenna. È la condizione peggiore dello Stretto e può crearsi con vento tutt’altro che forte.

Come si pianifica un passaggio

  1. Guarda l’orario della corrente, non solo il meteo. Le tavole di corrente per lo Stretto danno gli orari di inversione; il momento migliore per attraversare è in prossimità dello stanco.
  2. Se devi risalire o scendere lungo lo Stretto, viaggia con la corrente a favore: la differenza sui tempi e sui consumi è enorme, e vale più di qualsiasi ottimizzazione di rotta.
  3. Evita vento contro corrente. È la regola che conta più di tutte: con corrente forte opposta al vento, anche una giornata "buona" può diventare scomoda in pochi minuti.
  4. Attraversa perpendicolarmente quando devi passare da una sponda all’altra, mettendo in conto lo scarroccio: la rotta sul fondo sarà molto diversa dalla prua.

Il traffico: il secondo motivo di attenzione

Lo Stretto è attraversato di continuo dai traghetti tra Messina e Villa San Giovanni e percorso longitudinalmente dal traffico mercantile. È area regolamentata, con schemi di separazione del traffico e servizio di controllo: le navi hanno rotte definite e non possono manovrare con la stessa libertà di una barca da diporto.

La condotta corretta è quella che vale nei canali stretti: attraversare con una rotta il più possibile perpendicolare, decidendo presto e mantenendo la decisione, senza tagliare la prua a una nave contando sulla velocità. Ascoltare il VHF sul canale indicato per la zona è parte della navigazione, non un optional.

Prima di passare

Le informazioni operative — orari di corrente, ordinanze in vigore, canali VHF e prescrizioni per l’attraversamento — vanno verificate presso la Capitaneria competente e sulle pubblicazioni nautiche ufficiali: è un tratto di mare regolamentato e le disposizioni cambiano. Vedi anche la corrente di marea nella navigazione pratica e le correnti marine e la navigazione.

Domande frequenti

Ogni quanto cambia la corrente nello Stretto di Messina?

Circa ogni sei ore: la corrente diretta verso il Tirreno è la montante, quella diretta verso lo Ionio è la scendente. Il momento di inversione, con corrente quasi nulla, è lo stanco ed è la finestra migliore per attraversare.

Qual è il pericolo maggiore nello Stretto di Messina?

Il vento contro corrente: quando le due direzioni sono opposte l'onda si accorcia e si impenna, e la condizione può crearsi anche con vento tutt'altro che forte. Il secondo tema è il traffico dei traghetti e dei mercantili in area regolamentata.

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