Cime di ormeggio: come sceglierle, materiali e lunghezze
Le cime di ormeggio sono tra gli equipaggiamenti più sottovalutati di una barca. Si comprano una volta, spesso con il criterio “quella che costava meno”, e si dimenticano in gavone per anni. Poi arriva una nottata di vento e ci si accorge che la cima è marcita, o che è troppo corta, o che tiene male la tensione. In questa guida vediamo come scegliere le cime giuste, quali materiali funzionano davvero e come calcolare le lunghezze senza ritrovarsi a corto nel momento sbagliato.
Cima, cavo, sagola: la terminologia
Prima di tutto, qualche chiarimento sui termini. In nautica si chiama cimaqualsiasi cordame utilizzato per ormeggiare, rimorchiare o assicurare oggetti a bordo. Il termine “cavo” è spesso usato come sinonimo ma tecnicamente indica un trecciato di grosso diametro. La sagolaè invece una cima di piccolo diametro, usata per usi leggeri (buttarla a qualcuno che sta annegando, legare piccoli oggetti). Per l'ormeggio si parla sempre di cime.
Una cima di ormeggio completa è composta da:
- Il corpo in materiale sintetico trecciato.
- Un occhio(o gassa) a un'estremità, spesso terminato con una redancia metallica per evitare l'usura.
- L'altra estremità libera, da fare intorno alla bitta.
Materiali: nylon, poliestere, polipropilene
Il materiale è la scelta più importante. Ognuno ha caratteristiche fisiche diverse e si adatta meglio a certi usi.
Nylon (poliammide)
È il materiale ideale per le cime di ormeggio. Il nylon assorbe gli strappi grazie alla sua elasticità naturale (allunga del 15-30% prima di rompersi): questo ammortizza i colpi di vento e il passaggio delle onde di scia senza trasmettere botte alla barca o alle bitte del pontile. Resiste bene all'acqua di mare e alla luce UV se trattato. Il difetto: più caro del polipropilene e, bagnato, è più pesante.
Poliestere (Dacron)
Più rigido del nylon (allunga poco, circa 3-5%), molto resistente all'usura e ai raggi UV. Ideale per le manovre correnti della vela (drizze, scotte) dove non si vuole elasticità. Come cima di ormeggio va bene in situazioni statiche e protette, ma in condizioni di vento trasmette gli strappi direttamente alle bitte.
Polipropilene
L'unico cordame sintetico che galleggia. Utile per sagole di salvataggio (non si avvolge all'elica) e per cime di rimorchio in emergenza. Non va bene come cima di ormeggio principale: si degrada rapidamente ai raggi UV e ha resistenza meccanica inferiore. Riconoscerlo è facile: è sempre colorato in giallo o arancione e galleggia in acqua.
Kevlar e fibre ad alte prestazioni
Usati in regata per ridurre il peso. Non si usano per l'ormeggio: non hanno elasticità, costano moltissimo e si danneggiano se passati su bitte o passacavi.
Costruzione: trecciato o torticcio?
Le cime moderne sono quasi tutte trecciato doppio(anima più calza esterna). Sono più facili da maneggiare, non si attorcono e mantengono la sezione circolare sotto carico. Iltorticcio(i tre trefoli avvolti insieme) è meno costoso ma tende a ingarbugliare e è più difficile da impiombare (fare l'occhio). Per l'ormeggio è comunque accettabile su barche piccole.
Diametro: come scegliere quello giusto
Il diametro dipende dalla lunghezza e dal peso della barca. Come regola empirica per il diportismo mediterraneo:
- Barche fino a 6 m: cime da 10-12 mm.
- Barche da 6 a 10 m: cime da 12-14 mm.
- Barche da 10 a 14 m: cime da 16-18 mm.
- Oltre 14 m: cime da 20 mm in su, valutare cime di ormeggio in acciaio per prua/poppa.
Il principio è semplice: un diametro maggiore distribuisce meglio il carico e dura di più sull'usura. Non esiste cima “troppo grossa” per l'ormeggio.
Quante cime servono e quanto devono essere lunghe
Un ormeggio standard prevede almeno quattro cime: due spring (diagonali, impediscono alla barca di scorrere avanti e indietro), una cima di prua e una di poppa. Alcune barche aggiungono una quinta cima trasversale quando le condizioni sono difficili.
Per le lunghezze, la regola pratica è che ogni cima deve essere almeno 1,5 volte la lunghezza della barca. Con una barca di 8 m, cime da minimo 12 m. Meglio 15 m: i pontili non sono sempre alla misura giusta e avere cima in più costa poco rispetto a stare corti.
Un consiglio concreto: porta sempre a bordo una cima extra da 15-20 mper ormeggi improvvisati, rimorchi di emergenza o ormeggi in rada con boe molto distanti. Quella cima in più si ripaga alla prima situazione imprevista.
Come proteggere le cime dall'usura
Il punto di usura maggiore è sempre il passacavi o la cubia di prua, dove la cima sfrega sul bordo in acciaio o vetroresina. Tre rimedi pratici:
- Manicotti protettivi (tubi in gomma o teflon): si infilano sulla cima prima di passarla nella cubia.
- Fasciature di tela o nastro da impiombare nella zona di contatto.
- Ammortizzatori elasticiinseriti nella cima tra la bitta e il pontile: riducono gli strappi e quindi l'usura complessiva.
Controlla le cime almeno una volta a stagione. I segnali di deterioramento sono: fibre spelazzate, colore sbiadito uniforme (UV), rigidezza anomala, oppure un odore di muffa pronunciato all'interno del trecciato. Una cima che è rimasta bagnata per settimane in gavone senza asciugarsi deve essere sostituita.
Come fare l'occhio di ormeggio (gassa)
L'occhio terminale può essere:
- Impiombato: il metodo professionale, dura quanto la cima stessa e non scivola. Richiede pratica ma si impara in un pomeriggio.
- Con gassa d'amante: il nodo è più veloce ma lascia un bulge che può creare problemi nei passacavi stretti. Utile per cime di emergenza.
- Con pressacavi metallici: pratico ma crea punti di corrosione e l'acciaio può indebolire le fibre nel tempo.
Per approfondire i nodi fondamentali da conoscere a bordo, leggi la guida su i nodi marinai essenziali e su come fare la gassa d'amante.
Cime da tenere sempre a bordo
Questa è la dotazione minima pratica per una barca da 8-10 m:
- 4 cime in nylon trecciato da 14 mm × 12 m (le cime di routine).
- 1 cima in nylon trecciato da 14 mm × 20 m (per emergenze e rimorchi).
- 1 cima in polipropilene da 8 mm × 15 m (sagola galleggiante per uso di salvataggio o traino in acque basse).
Con questa dotazione sei attrezzato per ormeggi standard, ormeggi in rada, rimorchi leggeri e situazioni d'emergenza. Non è un lusso: è la sicurezza base di qualsiasi barca.
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Domande frequenti
Qual è il materiale migliore per le cime di ormeggio?
Il nylon è il materiale ideale. Assorbe gli strappi grazie alla sua elasticità (allunga del 15-30%), ammortizzando i colpi di vento e le onde di scia senza trasmettere botte alla barca o alle bitte del pontile. Il poliestere è più rigido ed è meglio per le manovre correnti della vela.
Quanto devono essere lunghe le cime di ormeggio?
Ogni cima deve essere almeno 1,5 volte la lunghezza della barca. Con una barca di 8 m, cime da minimo 12 m, meglio 15 m. Porta sempre a bordo una cima extra da 15-20 m per ormeggi improvvisati o rimorchi di emergenza.
Quante cime di ormeggio servono?
Un ormeggio standard prevede almeno quattro cime: due spring (diagonali, impediscono alla barca di scorrere avanti e indietro), una di prua e una di poppa. In condizioni difficili si aggiunge una quinta cima trasversale.