← Tutti gli articoli
5 min di lettura

Come ci si ormeggia a una boa: guida pratica

Ormeggiare a una boa mette ansia a molti diportisti alle prime armi. La barca si avvicina, la boa ondeggia, qualcuno deve sporgersi a prua per agganciare… e spesso la manovra diventa un casino. Eppure è una delle manovre più comuni del Mediterraneo: le baie riparate, le aree marine protette e molti porticcioli usano quasi esclusivamente boe fisse al posto delle ancore.

In questa guida spieghiamo cos'è una boa di ormeggio, come si avvicina, come si aggancia e come ci si lega in modo sicuro. Con qualche accorgimento la manovra diventa quasi automatica.

Cos'è la boa di ormeggio

Una boa di ormeggio — detta anche gavitello di corpo morto — è un sistema di ancoraggio fisso formato da tre elementi:

  1. Il corpo morto: un blocco pesante (cemento, ferro, roccia) sul fondo marino, dimensionato per le barche a cui è destinata la boa.
  2. La catena o il cavo di risalita: collega il corpo morto alla superficie, solitamente con una certa lunghezza in eccesso per assorbire le variazioni di marea e il moto ondoso.
  3. Il gavitello (la boa che vedi in superficie): un galleggiante colorato con un anello o una gassa dove si attacca la propria cima di ormeggio.

Il vantaggio rispetto all'ancora è la tenuta: un corpo morto ben posizionato regge molto più di un'ancora normale sullo stesso fondo. Puoi usarlo in tranquillità anche se c'è vento, il che lo rende ideale per i pernottamenti. Per approfondire le differenze tra i due sistemi, leggi la guida su ormeggio e ancoraggio a confronto.

Dove si trovano le boe di ormeggio

Nel Mediterraneo italiano le trovi principalmente in:

  • Aree Marine Protette (AMP): nelle zone B e C molte aree hanno campi boa, e dentro i campi boa è vietato ancorare sul fondale (Codice della nautica, art. 49-decies). Modalità di accesso, prenotazione e tariffe le stabilisce il regolamento di ciascuna AMP.
  • Baie naturali affollate: alcune cale frequentate delle Eolie, della Sardegna e dell'Arcipelago Toscano hanno boe gestite dal comune o da privati per limitare i danni da ancora.
  • Campi boa di marina e porti turistici: una fila di gavitelli colorati a cui ci si ormeggia invece che a pontile. Spesso più economico del posto in banchina.
  • Boe private: installate da diportisti su fondi di loro proprietà o in concessione. Non si usano senza autorizzazione del proprietario.

Come ci si avvicina alla boa

L'avvicinamento alla boa è la parte critica della manovra. La logica è la stessa dell'attracco a pontile: si arriva contro vento o contro corrente, il più lentamente possibile, e si fermano i motori qualche metro prima del bersaglio.

  1. Individua la boa e nota da che direzione arriva il vento. Il tuo avvicinamento deve essere quasi sempre da sottovento, cioè con il vento in faccia. Così la barca rallenta naturalmente invece di accelerare.
  2. Prepara la cima di ormeggio: una cima da 8–12 mm lunga 1,5 volte la lunghezza della barca, con un'occhiatura o una gassa all'estremità. Tienila pronta a prua, passata attraverso la bitta o il passacavo.
  3. Avvicina lentamente: avvicina la prua alla boa facendo in modo che, quando il motore va in folle o in retromarcia, la barca si fermi con la boa a portata di mano dalla prua.
  4. Non puntare la boa di preciso: punta 50 cm a lato e lascia che la corrente o il vento ti portino sopra. Puntarla in modo troppo preciso di solito significa finire addosso.

Se non ci sei al primo tentativo, non panico: fai una virata larga, riposizionati e riprovi. È normale impiegare più passate all'inizio.

Come si aggancia la boa

Una volta che la prua è a portata della boa, ci sono diversi modi per agganciarla:

  • Con il gancio da boa: un'asta telescopica con un uncino all'estremità, strumento fondamentale per qualsiasi barca. Si aggancia l'anello della boa, si porta a bordo e si passa la propria cima. Questo è il metodo standard e il più sicuro.
  • A mano: qualcuno si sporge a prua e passa la cima direttamente nell'anello della boa. Funziona su barche basse e con mare calmo, ma è sempre meno sicuro del gancio.
  • Con la cima di recupero: alcune boe hanno una cima che galleggia in superficie. Si afferra quella cima, si tira verso l'anello principale e si aggancia la propria.

Come ci si lega: le cime di ormeggio

Agganciare la boa è solo il primo passo. Per la tenuta sicura ci vuole la configurazione giusta delle cime:

  • Cima singola dall'anello alla bitta di prua: va bene per brevi soste con mare calmo. La barca resta legata alla boa e si orienta con il vento, il che è corretto.
  • Due cime in “V”: ideale per soste lunghe e notti a bordo. Passa due cime separate attraverso l'anello della boa e portale alle due bitte di prua (una a sinistra, una a destra). La “V” riduce il rollio e distribuisce meglio la trazione.
  • Cima con ammortizzatore: un elastico o un parabordo inserito nella cima assorbe gli strappi improvvisi. Utile con vento e onda.

La lunghezza della cima conta: troppo corta e la barca “punta” contro la boa con ogni onda; troppo lunga e la barca lavora eccessivamente e rischi che la cima passi sotto la chiglia. Regola pratica: la cima che va dall'anello della boa alle bitte di prua deve formare un angolo di circa 30–45 gradi rispetto all'acqua, non essere quasi verticale né quasi orizzontale.

Prima di dormire: verifica la tenuta

Prima di andare a dormire a bordo, fai sempre questi controlli:

  • Controlla che la cima non si sia avvolta attorno al gavitello o al cavo di risalita. Se succede, toglie tenuta e può tagliarsi.
  • Verifica che le bitte o i passacavi siano in buono stato: una bitta mal fissata sotto trazione improvvisa è un problema serio.
  • Controlla la posizione GPS della barca con le mappe offline prima di dormire, e imposta un'ancora virtuale (anchor alarm) nel raggio di 20–30 metri. Se la barca si sposta di più, qualcosa è andato storto.
  • Di notte accendi il fanale di fonda (luce bianca visibile tutto intorno): in rada una barca ormeggiata a una boa si segnala come una barca all'ancora (COLREG, regola 30).

Boa libera o a pagamento?

Le boe nelle AMP sono spesso a pagamento, con tariffe che dipendono da zona, stagione e lunghezza della barca: le trovi sul sito dell'area protetta. Alcune si prenotano in anticipo online, altre si pagano all'arrivo.

Le boe private (di marina o singoli) si prenotano tramite il gestore della struttura. Una boa privata non si usa senza il permesso di chi la gestisce: oltre al problema con il titolare, non sai per quale barca è stata dimensionata.

Come regola generale: se una boa non porta un cartello che indica che è libera, trattala come occupata o privata. Le boe pubbliche nelle AMP sono segnalate con tabelloni all'ingresso dell'area.

Boa vs ancora: quando usare cosa

La boa è preferibile all'ancora quando:

  • Il fondale è posidonia o corallo (vietato ancorare nelle zone protette per non danneggiarli).
  • Il fondale è molto duro (roccia compatta) e l'ancora non fa presa.
  • Hai bisogno di una tenuta sicura per la notte con vento previsto.
  • La baia è affollata e lo spazio di bordata è ridotto.

L'ancora è preferibile quando sei in una baia libera con fondale sabbioso, vuoi spostarti facilmente e non c'è vento. Per sapere come usare bene l'ancora, leggi ancora dalla barca: come si usa.

In sintesi

La manovra alla boa si impara in poche uscite. Il segreto è avvicinarsi contro vento lentamente, tenere il gancio pronto a prua e usare due cime in “V” per le soste lunghe. Con queste abitudini la boa smette di essere un ostacolo e diventa il modo più comodo e sicuro per passare la notte nelle baie più belle del Mediterraneo.

L'unica app nautica di cui hai bisogno

Meteo del mare, waypoint, bussola, tracce GPS, gestione barca, manutenzione e documenti. Tutto in tasca.

  1. Il mare di oggi, dove sei

    Il mare di oggi, dove sei

  2. Bussola, arrivo e carburante

    Bussola, arrivo e carburante

  3. La tua barca sotto controllo

    La tua barca sotto controllo

Gratis · Sync iCloud · Nessun account richiesto

Scarica su App StoreDisponibile su Google Play

Domande frequenti

Come ci si avvicina a una boa di ormeggio?

Si arriva contro vento o contro corrente, lentamente, con il mezzomarinaio già pronto a prua. Si punta poco a lato della boa e si lascia che vento o corrente portino la barca sopra. Meglio rifare la manovra che affrettarsi.

Come ci si lega a una boa per la notte?

Il sistema più sicuro sono due cime in V: si passa ciascuna cima attraverso l'anello della boa e si porta alle due bitte di prua, una per lato. Distribuisce la trazione e riduce il rischio che una sola cima si consumi.

Le boe nelle aree marine protette sono a pagamento?

Spesso sì: tariffe, prenotazione e regole d'uso le stabilisce il regolamento di ciascuna area marina protetta e si trovano sul suo sito. Dentro i campi boa delle zone B e C è vietato ancorare sul fondale.

Scirocco

Scarica Scirocco. Gratis.

Waypoint, bussola, tracce GPS, gestione barca, manutenzione, documenti e assicurazioni. L'unica app nautica di cui hai bisogno.

GratisNessun accountSync iCloudFunziona offline
Scarica su App Store