Come ci si ormeggia a una boa: guida pratica
Ormeggiare a una boa mette ansia a molti diportisti alle prime armi. La barca si avvicina, la boa ondeggia, qualcuno deve sporgersi a prua per agganciare… e spesso la manovra diventa un casino. Eppure è una delle manovre più comuni del Mediterraneo: le baie riparate, le aree marine protette e molti porticcioli usano quasi esclusivamente boe fisse al posto delle ancore.
In questa guida spieghiamo cos'è una boa di ormeggio, come si avvicina, come si aggancia e come ci si lega in modo sicuro. Con qualche accorgimento la manovra diventa quasi automatica.
Cos'è la boa di ormeggio
Una boa di ormeggio — detta anche gavitello di corpo morto — è un sistema di ancoraggio fisso formato da tre elementi:
- Il corpo morto: un blocco pesante (cemento, ferro, roccia) sul fondo marino, dimensionato per le barche a cui è destinata la boa.
- La catena o il cavo di risalita: collega il corpo morto alla superficie, solitamente con una certa lunghezza in eccesso per assorbire le variazioni di marea e il moto ondoso.
- Il gavitello (la boa che vedi in superficie): un galleggiante colorato con un anello o una gassa dove si attacca la propria cima di ormeggio.
Il vantaggio rispetto all'ancora è la tenuta: un corpo morto ben posizionato regge molto più di un'ancora normale sullo stesso fondo. Puoi usarlo in tranquillità anche se c'è vento, il che lo rende ideale per i pernottamenti. Per approfondire le differenze tra i due sistemi, leggi la guida su ormeggio e ancoraggio a confronto.
Dove si trovano le boe di ormeggio
Nel Mediterraneo italiano le trovi principalmente in:
- Aree Marine Protette (AMP): nelle zone B e C molte aree hanno campi boa, e dentro i campi boa è vietato ancorare sul fondale (Codice della nautica, art. 49-decies). Modalità di accesso, prenotazione e tariffe le stabilisce il regolamento di ciascuna AMP.
- Baie naturali affollate: alcune cale frequentate delle Eolie, della Sardegna e dell'Arcipelago Toscano hanno boe gestite dal comune o da privati per limitare i danni da ancora.
- Campi boa di marina e porti turistici: una fila di gavitelli colorati a cui ci si ormeggia invece che a pontile. Spesso più economico del posto in banchina.
- Boe private: installate da diportisti su fondi di loro proprietà o in concessione. Non si usano senza autorizzazione del proprietario.
Come ci si avvicina alla boa
L'avvicinamento alla boa è la parte critica della manovra. La logica è la stessa dell'attracco a pontile: si arriva contro vento o contro corrente, il più lentamente possibile, e si fermano i motori qualche metro prima del bersaglio.
- Individua la boa e nota da che direzione arriva il vento. Il tuo avvicinamento deve essere quasi sempre da sottovento, cioè con il vento in faccia. Così la barca rallenta naturalmente invece di accelerare.
- Prepara la cima di ormeggio: una cima da 8–12 mm lunga 1,5 volte la lunghezza della barca, con un'occhiatura o una gassa all'estremità. Tienila pronta a prua, passata attraverso la bitta o il passacavo.
- Avvicina lentamente: avvicina la prua alla boa facendo in modo che, quando il motore va in folle o in retromarcia, la barca si fermi con la boa a portata di mano dalla prua.
- Non puntare la boa di preciso: punta 50 cm a lato e lascia che la corrente o il vento ti portino sopra. Puntarla in modo troppo preciso di solito significa finire addosso.
Se non ci sei al primo tentativo, non panico: fai una virata larga, riposizionati e riprovi. È normale impiegare più passate all'inizio.
Come si aggancia la boa
Una volta che la prua è a portata della boa, ci sono diversi modi per agganciarla:
- Con il gancio da boa: un'asta telescopica con un uncino all'estremità, strumento fondamentale per qualsiasi barca. Si aggancia l'anello della boa, si porta a bordo e si passa la propria cima. Questo è il metodo standard e il più sicuro.
- A mano: qualcuno si sporge a prua e passa la cima direttamente nell'anello della boa. Funziona su barche basse e con mare calmo, ma è sempre meno sicuro del gancio.
- Con la cima di recupero: alcune boe hanno una cima che galleggia in superficie. Si afferra quella cima, si tira verso l'anello principale e si aggancia la propria.
Come ci si lega: le cime di ormeggio
Agganciare la boa è solo il primo passo. Per la tenuta sicura ci vuole la configurazione giusta delle cime:
- Cima singola dall'anello alla bitta di prua: va bene per brevi soste con mare calmo. La barca resta legata alla boa e si orienta con il vento, il che è corretto.
- Due cime in “V”: ideale per soste lunghe e notti a bordo. Passa due cime separate attraverso l'anello della boa e portale alle due bitte di prua (una a sinistra, una a destra). La “V” riduce il rollio e distribuisce meglio la trazione.
- Cima con ammortizzatore: un elastico o un parabordo inserito nella cima assorbe gli strappi improvvisi. Utile con vento e onda.
La lunghezza della cima conta: troppo corta e la barca “punta” contro la boa con ogni onda; troppo lunga e la barca lavora eccessivamente e rischi che la cima passi sotto la chiglia. Regola pratica: la cima che va dall'anello della boa alle bitte di prua deve formare un angolo di circa 30–45 gradi rispetto all'acqua, non essere quasi verticale né quasi orizzontale.
Prima di dormire: verifica la tenuta
Prima di andare a dormire a bordo, fai sempre questi controlli:
- Controlla che la cima non si sia avvolta attorno al gavitello o al cavo di risalita. Se succede, toglie tenuta e può tagliarsi.
- Verifica che le bitte o i passacavi siano in buono stato: una bitta mal fissata sotto trazione improvvisa è un problema serio.
- Controlla la posizione GPS della barca con le mappe offline prima di dormire, e imposta un'ancora virtuale (anchor alarm) nel raggio di 20–30 metri. Se la barca si sposta di più, qualcosa è andato storto.
- Di notte accendi il fanale di fonda (luce bianca visibile tutto intorno): in rada una barca ormeggiata a una boa si segnala come una barca all'ancora (COLREG, regola 30).
Boa libera o a pagamento?
Le boe nelle AMP sono spesso a pagamento, con tariffe che dipendono da zona, stagione e lunghezza della barca: le trovi sul sito dell'area protetta. Alcune si prenotano in anticipo online, altre si pagano all'arrivo.
Le boe private (di marina o singoli) si prenotano tramite il gestore della struttura. Una boa privata non si usa senza il permesso di chi la gestisce: oltre al problema con il titolare, non sai per quale barca è stata dimensionata.
Come regola generale: se una boa non porta un cartello che indica che è libera, trattala come occupata o privata. Le boe pubbliche nelle AMP sono segnalate con tabelloni all'ingresso dell'area.
Boa vs ancora: quando usare cosa
La boa è preferibile all'ancora quando:
- Il fondale è posidonia o corallo (vietato ancorare nelle zone protette per non danneggiarli).
- Il fondale è molto duro (roccia compatta) e l'ancora non fa presa.
- Hai bisogno di una tenuta sicura per la notte con vento previsto.
- La baia è affollata e lo spazio di bordata è ridotto.
L'ancora è preferibile quando sei in una baia libera con fondale sabbioso, vuoi spostarti facilmente e non c'è vento. Per sapere come usare bene l'ancora, leggi ancora dalla barca: come si usa.
In sintesi
La manovra alla boa si impara in poche uscite. Il segreto è avvicinarsi contro vento lentamente, tenere il gancio pronto a prua e usare due cime in “V” per le soste lunghe. Con queste abitudini la boa smette di essere un ostacolo e diventa il modo più comodo e sicuro per passare la notte nelle baie più belle del Mediterraneo.
L'unica app nautica di cui hai bisogno
Meteo del mare, waypoint, bussola, tracce GPS, gestione barca, manutenzione e documenti. Tutto in tasca.

Il mare di oggi, dove sei

Bussola, arrivo e carburante

La tua barca sotto controllo
Gratis · Sync iCloud · Nessun account richiesto
Domande frequenti
Come ci si avvicina a una boa di ormeggio?
Si arriva contro vento o contro corrente, lentamente, con il mezzomarinaio già pronto a prua. Si punta poco a lato della boa e si lascia che vento o corrente portino la barca sopra. Meglio rifare la manovra che affrettarsi.
Come ci si lega a una boa per la notte?
Il sistema più sicuro sono due cime in V: si passa ciascuna cima attraverso l'anello della boa e si porta alle due bitte di prua, una per lato. Distribuisce la trazione e riduce il rischio che una sola cima si consumi.
Le boe nelle aree marine protette sono a pagamento?
Spesso sì: tariffe, prenotazione e regole d'uso le stabilisce il regolamento di ciascuna area marina protetta e si trovano sul suo sito. Dentro i campi boa delle zone B e C è vietato ancorare sul fondale.