Come si ancora una barca: catena, profondità e manovra passo per passo
Calare l'ancora sembra semplice: la butti in acqua e la barca si ferma. In realtà, è una delle manovre che più spesso va storta per chi non conosce i dettagli. Ancoraggio troppo corto, fondo sbagliato, vento che cambia di notte: situazioni che finiscono con la barca che derive e, nei casi peggiori, con una collisione o una spiaggiatura. In questa guida vediamo come si ancora correttamente, dalla scelta del posto alla verifica che l'ancora tenga davvero.
Come funziona l'ancora: il meccanismo di tenuta
Un'ancora non tiene perché è pesante. Tiene perché il suo aratro (o le sue marre) si conficca nel fondo e la trazione orizzontale della catena la spinge ancora più in profondità. Questo è il punto chiave: la trazione deve essere orizzontale, non verticale. Se la catena è troppo corta, tira l'ancora verso l'alto e la sradica.
Ecco perché la lunghezza della catena filata è il parametro più importante dell'ancoraggio. Si misura con il rapporto di filatura, detto anche scope: il rapporto tra catena filata e profondità dell'acqua.
Quanta catena filare: la regola del rapporto 3:1 e 5:1
La regola base: fila almeno 3 volte la profondità dell'acqua in condizioni di bel tempo e poco vento. Con vento sostenuto (oltre 15 nodi) o in rada aperta, porta il rapporto a 5:1, idealmente fino a 7:1.
- Profondità 5 metri + bel tempo: fila almeno 15 metri di catena.
- Profondità 5 metri + vento 20 nodi: fila almeno 25-30 metri di catena.
- Profondità 10 metri + condizioni moderate: fila 40-50 metri.
Attenzione: la profondità da usare nel calcolo non è quella segnata sulla carta, ma quella reale al momento dell'ancoraggio, più l'altezza del musone sul pelo dell'acqua (di solito 1-1,5 metri per una barca da diporto).
Scegliere il posto giusto
Prima ancora di calare, devi scegliere dove ancorare. I criteri da valutare nell'ordine:
- Tipo di fondo. La sabbia fine è il fondo ideale: l'ancora si conficca bene e tiene con forza. La melma tiene anch&essa ma è meno prevedibile. La roccia è problematica (l'ancora può impigliarsi e non uscire). Le praterie di Posidonia oceanica sono un fondo protetto per legge e l'ancora vi affonda male: vietato e inutile.
- Profondità adeguata. Troppo bassa rischi di toccare con l'onda o con l'eventuale variazione di marea; troppo alta devi filare molta catena e il raggio di giravento aumenta.
- Ridosso dal vento previsto. Controlla le previsioni non solo per adesso ma anche per la notte. Un'ancora sorgono riparata al momento dell'ancoraggio può diventare esposta se il vento ruota di 90°.
- Spazio attorno. Considera il raggio di giravento: con 30 metri di catena in 5 metri d'acqua, la barca può ruotare su un cerchio di oltre 30 metri di diametro. Accertati di non finire sopra gli altri in caso di vento variabile.
- Via di fuga. Se dovesse peggiorare o l'ancora non tenesse, puoi manovrare in sicurezza? Evita di ancorare con scogli o bassi fondali sottovento.
La manovra passo per passo
Ecco la sequenza corretta per ancorare in modo affidabile:
- Avvicina lentamente controvento al punto scelto. Arriva con la prua che punta nel vento, a motore al minimo.
- Fermati sul punto dove vuoi che l'ancora tocchi il fondo. Non dove vuoi stare poi — quella sarà la posizione dopo aver filato la catena.
- Cala l'ancora quando la barca ha velocità quasi nulla o sta appena indietreggiando. Non buttarla: calala lentamente per evitare che la catena si ammucchi sopra e la intrappi.
- Fila la catena lentamente mentre la barca va indietro (con marcia indietro leggera o spinta dal vento). Conta i metri: molte catene hanno marcature colorate ogni 10 metri.
- Blocca la catena una volta raggiunta la lunghezza prevista e metti il motore in retromarcia a regime moderato (800-1000 giri) per qualche decina di secondi. Questo simula la trazione del vento e verifica che l'ancora sia incassata bene.
- Verifica la tenuta: guarda un riferimento fisso a terra (un albero, un edificio, uno scoglio) e controlla che la barca non stia arretrando. Se arretra, l'ancora sta draggando: recupera e riprova.
Come verificare che l'ancora tenga di notte
Ancorare e andare a dormire è un atto di fiducia: fiducia nell'ancora, nella catena e nel fondo. Alcune precauzioni che riducono il rischio:
- Prendi i rilevamenti a terra prima di andare sotto coperta: due o tre punti fissi con la bussola (es. “il campanile sul 045, lo scoglio sul 310”). Se ti svegli di notte e qualcosa sembra strano, puoi verificare subito.
- Imposta l'ancora watch su un'app nautica: sono funzioni che ti avvisano con un allarme se la barca si sposta oltre un raggio definito. Esistono app che permettono di farlo completamente offline.
- Metti la luce di fonda: è obbligatoria per legge quando si è alla fonda fuori dal porto (luce bianca tutto-intorno visibile a 360°).
- Controlla le previsioni notturne. Il vento che cambia di notte è la causa principale delle derive improvvise. Se il meteo prevede una rotazione o un rinforzo, considera di aggiungere catena prima di dormire.
Tipi di ancora: quale scegliere
Sul mercato esistono diversi modelli, ognuno con caratteristiche diverse:
- Ancora a vomere (Delta, CQR): classica, robusta, buona tenuta su sabbia. La CQR articolata è meno performante delle versioni moderne.
- Ancora a unghia (Danforth): eccellente su sabbia e fango, si stiva piatta. Tende a salpare difficilmente se la catena torce.
- Ancora a rocna/spade (Rocna, Manson, Spade): le più performanti di ultima generazione. Alta tenuta su quasi tutti i fondi, si incassano rapidamente. Sono lo standard consigliato per chi naviga seriamente.
- Ancora a gancio (Bruce): buona su sabbia, meno su fango. Molto diffusa per la forma compatta.
Qualunque tipo scegli, è fondamentale che sia dimensionata correttamente per il peso della barca: guarda le tabelle del costruttore, non risparmiare su questo.
Catena o cavo? Il nodo di giunzione
La catena è preferibile al cavo perché il suo peso forma una curva verso il basso (catenaria) che assorbe i colpi d'onda e mantiene la trazione orizzontale sull'ancora. Il cavo tende a essere teso e trasmette gli strappi direttamente.
Se hai un sistema misto (catena più cavo), assicurati che il nodo di giunzione non si impigli nel musone durante la manovra. Un rubinetto bloccato o un nodo saltato durante il recupero dell'ancora è una situazione fastidiosa, soprattutto con vento.
Come recuperare l'ancora (salpare)
Salpare è spesso più complicato che ancorare, specialmente se l'ancora è incassata bene. La tecnica corretta:
- Avanza lentamente con il motore verso l'ancora mentre qualcuno recupera la catena a prua.
- Quando la catena è verticale (sei sopra l'ancora), fermati. La maggior parte delle ancore si sradica in questo momento.
- Se non cede, metti un leggero avanzamento: la trazione della prua in avanti la libera quasi sempre.
- Casi ostinati: lega un parabordo alla catena come galleggiante, molla tutto, gira la barca e tira dalla direzione opposta.
Errori comuni da evitare
- Filare troppo poca catena: è l'errore più frequente e più pericoloso.
- Non verificare la tenuta dopo il fondaggio: l'ancora sembra tenere, poi al primo colpo di vento parte.
- Ancorare su Posidonia: oltre alla multa, l'ancora non tiene e rischi di derivare comunque.
- Dimenticare la luce di fonda: obbligatoria, e aiuta le altre barche e i natanti a vederti di notte.
- Non controllare il meteo notturno: un vento che rinforza di notte con catena corta finisce quasi sempre male.
Se stai imparando le basi della navigazione, è utile leggere anche la guida su la differenza tra ormeggio e ancoraggio per capire quando conviene l'uno o l'altro.
In sintesi
Ancorare bene richiede tre cose: scegliere il posto giusto (fondo, ridosso, spazio), filare abbastanza catena (minimo 3:1, meglio 5:1), e verificare la tenuta prima di rilassarsi. Con questi tre elementi, l'ancoraggio è una delle soddisfazioni più grandi della navigazione: svegliati all'alba in una caletta deserta, con l'ancora che ha tenuto tutta la notte.
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Domande frequenti
Quanta catena bisogna filare quando si ancora?
La regola base è filare almeno 3 volte la profondità dell'acqua (rapporto 3:1) con bel tempo. Con vento sostenuto oltre 15 nodi, porta il rapporto a 5:1. In 5 metri d'acqua con vento: almeno 25-30 metri di catena.
Come si verifica che l'ancora tenga?
Dopo aver filato la catena, metti il motore in retromarcia a regime moderato (800-1000 giri) per alcune decine di secondi. Guarda un punto fisso a terra: se la barca non arretra, l'ancora è incassata. Se arretra, sta draggando: recupera e riprova.
Su quali fondi non si deve ancorare?
Evita la Posidonia oceanica (vietato per legge e l'ancora non tiene), la roccia (rischi di impigliarti senza tenuta), e le zone con segnalazione di divieto. Il fondo ideale è sabbia fine: tiene bene e l'ancora si incassa rapidamente.