Nodo bolina: come si fa passo per passo
Il nodo bolina è il più famoso tra i nodi marinareschi e probabilmente il più utile in assoluto. Lo chiamano “il re dei nodi” perché crea un'occhiella (un anello fisso) che non si stringe sotto carico, non scivola e si scioglie facilmente con le mani anche dopo aver lavorato duro. In mare lo usi per assicurare un cavo a un galloccia, per creare un punto fisso su una cima, per legare l'ancora, per fare tanti attracco d'emergenza.
Eppure molti diportisti non lo sanno fare, o lo confondono con altri nodi. Questa guida ti insegna il metodo classico passo per passo, con la variante “veloce” per eseguirlo con una mano sola, e ti spiega quando usarlo e quando preferire altri nodi.
Perché il nodo bolina è così speciale
La caratteristica che rende unico il nodo bolina è la sua struttura: forma un'occhiella di dimensione fissa che non si stringe mai sotto carico. Prova a tirare una cima con un nodo bolina fatto bene: più tiri, più il nodo si consolida, ma l'occhiella rimane della stessa dimensione. Quando non c'è più carico, si allenta e si scioglie con due mosse delle dita.
Confronta questa qualità con un semplice nodo piano: sotto carico forte si chiude così tanto che spesso devi tagliare la cima. Il bolina non ha questo problema.
Se vuoi approfondire gli altri nodi essenziali del marinaio, leggi la guida sui nodi marinareschi fondamentali: trovi una panoramica completa con i contesti d'uso di ciascuno.
Come si fa il nodo bolina: metodo classico
Il metodo classico si insegna con la storia della “lepre e il buco”. Funziona così:
- Forma un anello (il “buco”)sulla cima principale, a una distanza dall'estremità pari alla dimensione dell'occhiella che vuoi più circa 20-25 cm per fare il nodo. L'anello deve avere il capo libero che passa sopra la cima principale.
- La “lepre esce dal buco”: passa il capo libero (la lepre) attraverso l'anello dal basso verso l'alto.
- La lepre “gira attorno all'albero”: passa il capo libero attorno alla cima principale, quella che va verso il punto fisso. Gira solo una volta, da destra a sinistra (o da sinistra a destra, dipende dall'orientamento — l'importante è che il capo passi dietro alla cima principale, non davanti).
- La lepre “rientra nel buco”: riporta il capo libero verso il basso attraverso lo stesso anello iniziale, questa volta dall'alto verso il basso.
- Strigi: tira contemporaneamente il capo libero e la cima principale in direzioni opposte. Il nodo si consolida.
Fatto. Hai un'occhiella fissa che non si allarga e non si stringe. Controlla che la forma sia corretta: il capo libero deve stare dentrol'occhiella, non fuori. Se è fuori, hai fatto il nodo al contrario e è molto meno stabile.
Il metodo “veloce” con una mano sola
Esiste una variante per chi deve fare il bolina in fretta, spesso con una mano sola mentre l'altra tiene qualcosa. Si usa molto per assicurarsi al corrimano o a una struttura fissa in emergenza.
- Tieni la cima nella mano destra, con il capo libero che pende verso il basso.
- Con un movimento del polso, forma un anello ruotando la mano verso il basso (il capo libero si trova dentro l'anello, avvolto attorno alla cima principale).
- Afferra il capo libero con le dita, portalo attorno alla cima principale e rinfila nell'anello.
- Stringi.
All'inizio sembra un gioco di prestigio: ci vogliono dieci minuti di pratica a terra per automatizzarlo. Poi lo fai in due secondi con gli occhi chiusi.
Come si disfa il nodo bolina
Una delle qualità del bolina è proprio questa: anche dopo ore sotto carico, si scioglie facilmente. Ecco come:
- Togli il carico dalla cima (allenta la tensione).
- Spinga con il pollice il tratto di cima che passa attorno alla cima principale (lo “schiena della lepre”) verso il basso, verso l'occhiella.
- Il nodo si allenta immediatamente. Il resto si scioglie con due dita.
Se il nodo è bagnato e ha lavorato a lungo può essere più rigido, ma la tecnica è sempre la stessa. Non tirare il capo libero verso l'esterno: lo blocchi ancora di più.
Varianti utili in barca
Bolina doppio
Si fa passando il capo libero due volte attorno alla cima principale anziché una. È più sicuro in condizioni di carico alternante (onde, strappi), perché non rischia di allentarsi per vibrazione. Ideale per assicurare la cima dell'ancora o per fare l'ormeggio di emergenza.
Bolina su chicane
Si usa quando vuoi creare un'occhiella attorno a un oggetto (un corrimano, un galloccia). Anziché fare l'occhiella libera, avvolgi prima la cima attorno all'oggetto, poi fai il nodo bolina sulla cima principale. Il risultato è un nodo che non può scivolare via dall'oggetto.
Quando si usa e quando no
Il bolina è perfetto quando hai bisogno di:
- Un'occhiella fissa di dimensione precisa (ad esempio per passare su un cornamuse o su un galloccia).
- Un nodo che deve resistere a carichi elevati ma che deve potersi sciogliere rapidamente dopo.
- Un punto fisso su una cima per assicurare un'ancora secondaria, un parabordo, un oggetto.
Quando preferire altri nodi:
- Per unire due cime: usa il nodo piano o il nodo inglese. Il bolina su bolina (due nodi bolina uniti tra loro) funziona ma è ingombrante.
- Per un ormeggio definitivo a galloccia: la gassa amante è più veloce e altrettanto sicura. Leggi come si fa la gassa amante se non la conosci ancora.
- Per un'occhiella che deve ridimensionarsi: il bolina non cambia dimensione sotto carico. Se ti serve un laccio che si chiuda, non è il nodo giusto.
L'importanza di allenarsi a terra
Il nodo bolina si impara in dieci minuti ma si automatizza solo con la pratica. Il problema è che in barca le dita sono bagnate, le cime sono rigide, il vento soffia e magari c'è fretta. Se non lo hai già automatico, in quella situazione lo farai male.
Tieni un metro di cima in macchina o in borsa e fai il bolina ogni tanto mentre aspetti o mentre guardi la TV. Dopo cinquanta ripetizioni le mani lo ricordano da sole, anche al buio.
In sintesi
Il nodo bolina crea un'occhiella fissa che non si stringe sotto carico e si scioglie con le dita. Si fa con la storia della lepre e il buco: anello, capo libero che esce, gira attorno, rientra, stringi. È il nodo più versatile che puoi avere in barca e quello che ogni diportista dovrebbe saper fare ad occhi chiusi. Quindici minuti di pratica a terra, poi non lo dimentichi più.
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Domande frequenti
Perché si chiama “re dei nodi”?
Perché forma un'occhiella di dimensione fissa che non si stringe mai sotto carico, anche con forze elevate, e si scioglie facilmente con le mani non appena il carico è rimosso. Questa combinazione di sicurezza e praticità è unica tra i nodi marinareschi.
Come si fa il nodo bolina?
Con il metodo della lepre e il buco: forma un anello sulla cima (il buco), fai uscire il capo libero dall'anello dal basso (la lepre esce), giralo attorno alla cima principale (gira attorno all'albero) e reinfilalo nell'anello dall'alto verso il basso (rientra nel buco). Poi stringi.
Come si scioglie il nodo bolina dopo che ha lavorato?
Togli il carico, poi spingi con il pollice il tratto di cima che passa attorno alla cima principale verso l'occhiella. Il nodo si allenta immediatamente. Non tirare il capo libero verso l'esterno: lo bloccheresti di più.