Jigging: cos'è, come si pratica e quale attrezzatura serve
Il jigging è una delle tecniche di pesca sportiva più diffuse in mare, eppure chi la vede per la prima volta si chiede come funzioni davvero: si lanciano piombi pesanti verso il fondo e si tirano su a scatti? In parte sì, ma la tecnica ha molte varianti e, fatta bene, è uno dei sistemi più efficaci per catturare specie di pregio come ricciola, dentice, lecce bastarda e tonno. In questa guida spieghiamo cos'è il jigging, come si pratica, quale attrezzatura serve e dove pescarlo in Mediterraneo.
Cos'è un jig e come funziona
Un jig è un artificiale metallico, di solito allungato e con una forma asimmetrica, che imita nella caduta e nel recupero un pesce foraggio ferito o un cefalopode. Il peso va dai 20 grammi (jigging leggero in acque basse) a 300-400 grammi (per fondali profondi o correnti forti).
L'azione del jig è basata su due movimenti:
- La caduta: il jig scende sul fondo descrivendo una traiettoria a foglia (le forme asimmetriche cadono ondeggiando). Molte mangiate avvengono proprio durante la discesa.
- Il recupero a strappi: una volta a fondo, il pescatore anima il jig alternando pompate con la canna e recupero lenza, in modo che l'artificiale risalga a zigzag simulando una preda in difficoltà.
I predatori di fondo — ricciola, dentice, lecce — si posizionano vicino a strutture (scogli, secche, relitti) e tendono agguati ai pesci foraggio che passano. Il jig imita perfettamente quel bersaglio facile.
Le varianti del jigging
Non esiste “il” jigging: ci sono tecniche diverse per profondità, specie e zona. Le principali:
- Jigging verticale classico. Si cala il jig sul fondo e lo si anima dal basso verso l'alto con pompate secche. Il filo è quasi verticale sotto la barca. Il metodo più diffuso in Mediterraneo su fondali dai 20 ai 100 metri.
- Slow jigging (o slow pitch jigging). Tecnica giapponese che usa jig più leggeri e larghi, animati con movimenti lenti e fluidi. Meno faticoso del jigging classico, molto efficace su dentici e pagri su fondali misti e rocciosi. È la variante in più rapida crescita tra i pescatori sportivi italiani.
- Casting jigging (o shore jigging). Il jig viene lanciato lontano dalla barca e recuperato in superficie o a mezz'acqua. Utilizzato per ricciola, lecce e tunidi in zone di risalita o con prede attive in superficie.
- Jigging profondo (deep jigging). Fondali dai 100 ai 200+ metri, jig pesanti (180-300 g), canna rigida. Pesca altamente selettiva, richiede attrezzatura specifica e barca posizionata esattamente sulla struttura.
L'attrezzatura: canna, mulinello e lenza
Il jigging è una tecnica fisica: si pompa ripetutamente per ore. Un'attrezzatura mal calibrata stanca il polso e rende il recupero sgradevole. Le componenti principali:
Canna
Per jigging verticale leggero (jig 60-150 g) servono canne da 1,6-1,8 metri, azione rapida o fast, con potenza PE2-PE3 (indicazione giapponese del diametro del trecciato consigliato). Devono essere rigide nella parte bassa del fusto e morbide alla cima: questa combinazione permette di imprimere energia ai jig pesanti senza affaticarsi.
Per lo slow jigging le canne sono più flessibili e con azione irregolare (i nodi del fusto non sono equidistanti): l'oscillazione del cimino è parte integrante della tecnica.
Mulinello
Per jigging verticale classico si usa sia il rotore fisso che il mulinello rotante (baitcasting). Il rotore fisso è più semplice; il rotante dà più coppia ed è preferito da molti jiggisti esperti su fondali profondi o per specie grosse. Per lo slow jigging in Mediterraneo un rotore fisso taglia 4000-5000 con rapporto 5:1 e freno da 10-12 kg è la scelta standard.
Trecciato e finale
Il jigging richiede obbligatoriamente il trecciato(lenza intrecciata PE), non il nylon. Il trecciato ha quasi zero elasticità e trasmette ogni movimento della canna direttamente al jig, anche a 60 metri di profondità. Il nylon assorbe gli strappi e renderebbe il jig inerte.
- Jigging leggero (jig fino a 100 g): trecciato PE1.5-PE2 (corrispondente a circa 0.16-0.22 mm).
- Jigging medio-pesante: PE2-PE3.
- Al trecciato si collega sempre un finale in fluorocarbon(1,5-2 metri, 0.40-0.60 mm) con nodo FG: il fluorocarbon è quasi invisibile in acqua e molto resistente ai denti.
Gli ami
I jig si montano generalmente con ami assist: uno o due ami singoli attaccati a un cordino nel punto anteriore del jig. Non si usano ancorette triple (aumentano la resistenza in acqua e danneggiano il pesce). Per i jig da slow jigging gli ami assist sono molto lunghi, quasi a tutta lunghezza del jig.
Come scegliere il peso del jig
Il peso del jig dipende dalla profondità del fondale e dalla corrente. La regola empirica più usata in Mediterraneo:
- Fondo 20-30 m, poca corrente: jig 40-80 g.
- Fondo 30-60 m, corrente media: jig 80-150 g.
- Fondo 60-100 m o corrente forte: jig 150-250 g.
- Oltre 100 m: jig 200-300 g.
L'obiettivo è che il jig tocchi il fondo in meno di 30-40 secondi e rimanga quasi verticale durante il recupero. Se il jig scorre troppo in diagonale, la corrente è troppo forte per quel peso e devi aumentare.
Dove e quando jiggare
Il jigging funziona su strutture: scogli emersi o sommersi, secche, coste a picco, relitti, cambi di fondale bruschi. Le zone piane e sabbiose sono meno produttive. L'ècoscandaglio è il tuo migliore alleato: mostra la struttura sottostante e spesso rivela direttamente i pesci in colonna d'acqua.
I momenti migliori sono:
- Alba e tramonto: i predatori sono attivi in poca luce. La ricciola in particolare caccia quasi sempre nelle prime e ultime ore di luce.
- Corrente attiva: i pesci si posizionano sottovento alle strutture e aspettano prede trascinate dalla corrente. Con il jig puoi imitare esattamente quella situazione.
- Cambio di marea: nei 30-45 minuti prima e dopo la massima corrente i predatori sono spesso più attivi.
In estate, in Mediterraneo, ricciole e dentici scendono su fondali più profondi durante il giorno per sfuggire al caldo: il jigging profondo di mezzagiorno, su fondali da 70-100 m, può sorprendere.
Jigging sicuro: attenzione alla deriva
Jiggare su scogli sommersi con corrente significa che la barca deriva. Prima di calare il jig, posiziona la barca sopravvento alla struttura: così la deriva ti porta sopra la zona pescosa, non lontano da essa. Usa l'ecoscandaglio per controllare il fondale mentre la barca si muove e riposizionati ogni volta che esci dalla struttura.
Per gestire la posizione precisa sulla struttura, molti jiggisti usano la funzione di tracciamento della posizione GPS per ripetere le passate produttive: è la stessa logica di chi segna un waypoint su uno spot di pesca. Puoi approfondire questa tecnica nell'articolo su come trovare e segnare gli spot di pesca in mare.
Per capire come leggere ciò che l'ecoscandaglio mostra sotto la barca — fondali, strutture, banchi di pesce — leggi la guida su come interpretare l'ecoscandaglio.
In sintesi
Il jigging è una tecnica di pesca attiva che usa artificiali metallici pesanti animati con strappi o movimenti lenti per simulare prede in difficoltà. Richiede trecciato (non nylon), una canna calibrata al peso del jig e un mulinello con freno affidabile. In Mediterraneo funziona bene su fondali rocciosi e strutture, all'alba e al tramonto o in corrente attiva. La variante slow jigging sta guadagnando terreno per la sua efficacia su dentici e pagri su fondali misti.
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Domande frequenti
Quanto pesa un jig per la pesca in Mediterraneo?
Dipende dalla profondità e dalla corrente. Su fondali di 20-30 m con poca corrente bastano jig da 40-80 g; su fondali di 30-60 m si usano 80-150 g; oltre i 60 m o in corrente forte servono 150-250 g. L'obiettivo è che il jig tocchi il fondo entro 30-40 secondi e rimanga quasi verticale durante il recupero.
Qual è la differenza tra jigging classico e slow jigging?
Il jigging classico usa pompate secche e veloci dal basso verso l'alto con jig allungati e pesanti. Lo slow jigging usa jig più larghi e leggeri animati con movimenti lenti e fluidi, mutuati dalla tecnica giapponese. Lo slow jigging è meno faticoso e molto efficace su dentici e pagri su fondali rocciosi misti.
Si può jiggare con il nylon o serve il trecciato?
Il trecciato è obbligatorio per il jigging. Il nylon assorbe gli strappi (ha molta elasticità) e renderebbe il jig praticamente inerte a 40-60 metri di profondità. Il trecciato ha quasi zero elasticità e trasmette ogni pompata direttamente all'artificiale. Si completa sempre con un finale in fluorocarbon da 1,5-2 metri.