Rimessaggio barca: come prepararla per l'inverno passo per passo
La stagione è finita, le uscite si diradano e arriva il momento di tirare su la barca. Il rimessaggio è uno di quei lavori che molti rimandano all'ultimo, poi fanno in fretta, poi si ritrovano in primavera con sorprese sgradevoli: carena incrostata, motore ingrigito, batterie scariche. Questa guida spiega cosa fare, in quale ordine, e cosa non dimenticareper rimettere in acqua la barca in primavera nelle stesse condizioni (o migliori) di quando l'hai tirata su.
Quando fare il rimessaggio
Non esiste una data fissa: dipende dalla zona e dal tipo di utilizzo. In genere nel Mediterraneo si rimessa tra ottobre e dicembre, prima delle piogge invernali e dei possibili geli. Le barche che rimangono in acqua tutto l'anno risentono di più della corrosione e del degrado della carena; tirare su anche solo per 2–3 mesi fa differenza.
Se hai un posto al coperto o in capannone, meglio. Se usi un piazzale a cielo aperto, scegli una copertura impermeabile ma traspirante per evitare condensa e muffe all'interno.
1. Lavaggio e pulizia della carena
La prima operazione, subito dopo il tiraggio in secca, è il lavaggio ad alta pressione della carena mentre le alghe e le incrostazioni sono ancora umide. Aspettare anche solo 24 ore le rende molto più dure da rimuovere.
- Idropulitrice: bastano 100–120 bar per la maggior parte delle barche in vetroresina. Evita getti troppo ravvicinati sull'antivegetativa per non asportarla tutta.
- Carena in alluminio o legno: usa pressione più bassa e spazzola morbida per non danneggiare il materiale.
- Residui di cozze e balani: raschia con spatola di plastica, non metallica, per non rigare il gel coat.
Dopo il lavaggio, ispeziona la carena a secco: cerca crepe, bolle (osmosi), aree dove l'antivegetativa è esaurita, graffi profondi o urti non notati in acqua.
2. Anodi sacrificali: controllo e sostituzione
Gli anodi in zinco (o alluminio per acqua salata, magnesio per acqua dolce) proteggono le parti metalliche della barca dalla corrosione galvanica. Si “sacrificano” al posto dell'elica, dell'asse, del piede del motore.
Regola pratica: se l'anodo ha perso più del 50% del suo volume, va sostituito. Se è ancora integro ma ha finito la stagione, cambialo comunque: costa poco e dà la certezza di partire protetti. Controlla tutti i punti:
- Anodi sull'asse portaelica
- Anodo sul mozzo dell'elica
- Anodi sul piede (fuoribordo o entrofuoribordo)
- Anodi sulla carena (se presenti)
- Anodo sul motore entrobordo (scambiatore e blocco)
3. Motore: scarico acqua e svernamento
Il circuito di raffreddamento del motore contiene acqua marina che, se lasciata ferma durante l'inverno, corrode e incrosta i passaggi. Le operazioni variano a seconda del tipo di motore:
Fuoribordo
- Sciacqua il motore con acqua dolce: molti fuoribordo hanno un attacco per il tubo sul cofano (“flushing port”). Fai girare il motore per 5–10 minuti.
- Nebulizza olio protettivo (fogging oil) nell'aspirazione dell'aria mentre il motore gira, poi spegnilo con l'olio nei cilindri: protegge le pareti dalla ruggine.
- Svita il tappo di scarico dell'acqua residua (se presente) e lascia defluire.
- Cambia l'olio se non lo hai fatto di recente.
Entrobordo diesel
- Aggiungi antigelo (glicole propilenico, non tossico) nel circuito di raffreddamento se la barca resta in zone dove le temperature scendono sotto zero.
- Cambia filtro gasolio e olio motore, sostituisci le cartucce dei filtri Racor se presenti.
- Pulisci il filtro sea cock (presa a mare) e lascialo chiuso.
- Tratta il serbatoio: riempilo quasi a pieno (meno aria = meno condensa) o aggiungi uno stabilizzante per diesel.
Per approfondire i consigli specifici sul motore fuoribordo, leggi la guida pratica al motore fuoribordo.
4. Elica: ispezione e manutenzione
L'elica è il componente più esposto a urti con corpi semisommersi. Durante il rimessaggio controllala con attenzione:
- Tacche e incurvature delle pale: anche piccole deformazioni squilibrano l'elica e causano vibrazioni che stressano l'asse. Un'officina nautica può raddrizzarla a freddo a costi contenuti.
- Filamenti avvolti sull'asse: lenza da pesca, sacchetti di plastica, cime: rimuovili con un coltello, controllando che la guarnizione dell'asse non sia stata danneggiata.
- Antivegetativa sull'elica: usa prodotti specifici per metalli in movimento, non la stessa antivegetativa della carena.
5. Batterie: come conservarle
Le batterie lasciate scariche per mesi si solfatano e perdono capacità in modo irreversibile. Le opzioni:
- Smontale e portale a casa: in un luogo fresco e asciutto, collegate a un mantenitore di carica automatico (“desolfatatore”).
- Lascia un pannello solare collegato: anche 20W bastano per mantenere cariche le batterie di servizio durante i mesi invernali, compensando l'auto-scarica.
- Batterie al litio (LiFePO4): tollerano meglio lo stoccaggio parzialmente scariche rispetto alle tradizionali al piombo, ma non lasciarle mai a zero.
6. Pulizia e protezione degli interni
Gli interni sono spesso trascurati ma concentrano umidità, odori e muffe durante i mesi chiusi:
- Svuota frigo, dispensa e gavoni: niente cibo, niente contenitori aperti. Anche le spugne e i panni umidi diventano fonti di muffa.
- Lava le cuccette e i tessuti: fodere, cuscini, tende. Se non è possibile portarli a casa, rimuovili dalle pareti per favorire l'aerazione.
- Lascia le porte degli armadietti aperte: migliora la circolazione dell'aria all'interno.
- Assorbi-umidità: metti sacchetti di gel di silice o dispositivi assorbi-umidità nei punti chiusi. Cambiali a metà stagione.
- WC marino: svuota e sciacqua il circuito con acqua dolce. Nei modelli con valvole a mare, lasciale chiuse. Nei maceratori, aggiungi una soluzione antiodore.
7. Coperta e copritura
Una buona copritura protegge la barca da raggi UV, pioggia, foglie e uccelli. Le soluzioni:
- Teli su struttura: il sistema migliore. Una struttura in tubo PVC o in alluminio crea una “tenda” sopra la barca che fa scivolare l'acqua senza toccare la coperta. Evita l'accumulo di pioggia e neve.
- Telo a contatto: meno efficace ma più pratico. Attenzione alle trappole d'acqua e a garantire aerazione sotto il telo.
- Capannone: la soluzione ideale per proteggere non solo dagli agenti atmosferici ma anche dai raggi UV che degradano gelcoat e plastiche nel tempo.
Prima di coprire, lucida il gelcoat con un buon cera-protettivo: gli UV invernali sono meno intensi ma agiscono per mesi.
8. Cosa verificare sui documenti e assicurazione
Il rimessaggio è il momento giusto per fare un check di scartoffie e scadenze:
- Licenza di navigazione: scade ogni 6 anni (imbarcazioni fino a 24 m). Controlla la data.
- Assicurazione di responsabilità civile: obbligatoria per le imbarcazioni di lunghezza superiore a 10 m o motore superiore a 40,8 kW. Controlla se copre anche la sosta in cantiere.
- Revisione dotazioni di sicurezza: razzi, fumogeni e segnali a mano hanno una scadenza stampata sulla confezione. Quelli scaduti non sono più a norma.
- Patente nautica: non scade, ma se l'hai conseguita prima del 2008 potrebbe essere in un formato da aggiornare.
Per un riepilogo completo delle dotazioni obbligatorie per legge, consulta la guida alle dotazioni di sicurezza obbligatorie a bordo.
Lista di controllo rapida per il rimessaggio
- Lavaggio carena ad alta pressione a secco
- Ispezione carena: osmosi, urti, graffi profondi
- Sostituzione anodi sacrificali
- Svernamento motore (sciacquo acqua dolce, olio, antigelo)
- Ispezione elica: tacche, filamenti, equilibratura
- Rimozione o mantenimento in carica delle batterie
- Svuotamento e aerazione degli interni
- Copritura con telo su struttura
- Verifica scadenze: licenza, assicurazione, razzi
In sintesi
Un rimessaggio fatto bene richiede una mezza giornata di lavoro ma ti risparmia settimane di problemi alla riapertura. La sequenza è sempre la stessa: prima l'acqua (lava mentre è umido), poi il motore (scarica e proteggi), poi gli interni (asciuga e aeroa), poi la copritura. Le barche che durano di più non sono quelle usate di meno: sono quelle curate meglio.
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Domande frequenti
Come si fa il rimessaggio di una barca?
Il rimessaggio si esegue in sequenza: lavaggio carena ad alta pressione appena tirata in secca, sostituzione degli anodi sacrificali, svernamento del motore (sciacquo con acqua dolce, fogging oil per i fuoribordo, antigelo per i diesel entrobordo), rimozione o mantenimento in carica delle batterie, svuotamento e aerazione degli interni, e infine copritura con telo su struttura o ricovero in capannone.
Quando si fa il rimessaggio della barca?
Nel Mediterraneo tipicamente tra ottobre e dicembre, prima delle piogge invernali e delle prime gelate. Non esiste una data universale: dipende dalla zona, dal tipo di navigazione e dalla disponibilità del cantiere. Prima riesci a fare il rimessaggio con il caldo, più facile è il lavaggio della carena con le alghe ancora umide.
Bisogna cambiare l'olio al motore ogni anno?
Sì, è buona pratica cambiare l'olio del motore a ogni fine stagione, indipendentemente dalle ore fatte. L'olio marino si contamina con acqua salata e residui di combustione anche durante un utilizzo limitato. Cambiarlo a rimessaggio garantisce che il motore passi l'inverno con olio pulito, riducendo la corrosione interna.