Pesca al totano dalla barca di notte: tecnica, attrezzatura e stagione
Se non l'hai mai provata, la pesca al totano dalla barca di notte è un'esperienza difficile da dimenticare. Luci nell'acqua, silenzio, e poi lo strappo improvviso sulla canna. Il totano è uno dei cefalopodi più pescati nel Mediterraneo, abbondante in autunno e inverno, e si cattura con una tecnica relativamente semplice che può essere appresa in poche uscite.
In questa guida vediamo tutto quello che serve per cominciare: la differenza tra totano e calamaro, la stagione giusta, l'attrezzatura necessaria, la tecnica di pesca e qualche consiglio per la sicurezza nelle uscite notturne.
Totano o calamaro? Le differenze
I due termini vengono spesso usati come sinonimi in cucina, ma in pesca si riferiscono ad animali diversi:
- Totano (Todarodes sagittatus):più grande del calamaro, può raggiungere i 30–40 cm di mantello. Ha pinne triangolari nella parte posteriore che coprono circa un terzo del corpo. Vive in acque più profonde (50–400 m) e sale in superficie di notte, soprattutto in autunno e inverno.
- Calamaro (Loligo vulgaris):più piccolo, con pinne allungate che coprono metà del mantello. Più costiero, spesso pescato con il bolentino leggero o a riva.
Per la pesca notturna dalla barca al largo, l'obiettivo principale è il totano. Il calamaro lo si incontra spesso come “bonus” durante la stessa sessione.
Stagione e orari migliori
La stagione del totano nel Mediterraneo va da ottobre a febbraio, con i picchi a novembre e dicembre. D'estate i totani sono più in profondità e meno accessibili dalla barca senza attrezzatura specifica.
L'orario migliore è la notte, in particolare nelle ore centrali: dalle 22 alle 3 di notte. I totani salgono verso la superficie attratti dalla luce e seguono i banchi di piccoli pesci di cui si nutrono. Per approfondire la logica degli orari di pesca, leggi la guida agli orari migliori per pescare in mare.
Un fattore spesso sottovalutato è la fase lunare: le notti di luna nuova o falce sottile sono le migliori, perché l'oscurità amplifica l'effetto attrattivo delle luci artificiali. Nelle notti di luna piena l'acqua è già illuminata e la luce artificiale conta meno.
L'attrezzatura per la pesca al totano
Non serve attrezzatura costosa per cominciare. Ecco cosa occorre:
Canna e mulinello
Una canna da spinning leggera di 2,1–2,7 m con un'azione media funziona bene. Non serve una canna specifica per i totani: quelle già usate per la pesca leggera in mare vanno benissimo. Il mulinello deve avere un recupero fluido, senza strappi: i totani hanno la presa debole e con un recupero brusco si perdono.
Il filo: fluorocarbon o trecciato con finale
Il filo trecciato(da 0,08 a 0,15 mm) è preferito per la sensibilità: trasmette ogni toccata con chiarezza. Abbina sempre un finale in fluorocarbondi 0,20–0,25 mm lungo 1–2 metri: è invisibile sott'acqua e più resistente all'abrasione del becco del totano.
La totanara (squid jig)
La totanara è l'artificiale specifico per i cefalopodi: un corpo a forma di gambero, senza ami singoli, con una corona di punte rivolte verso l'alto nella parte inferiore. Non ha l'amo nel senso tradizionale: il totano abbraccia la totanara con i tentacoli e si infila sulle punte.
- Misure:le più usate vanno dalla 2.0 alla 3.5 (la numerazione indica la dimensione del corpo). Per i totani grandi conviene partire dalla 3.0.
- Colori: rosa, arancio e verde fluorescente funzionano bene di notte. Con il buio assoluto preferisci i colori fosforescenti che rilasciano luce dopo essere stati esposti a una fonte luminosa. Di giorno o con poca luce, il rosso e il viola danno buoni risultati.
- Peso:le totanare più pesanti (con lastrina di piombo integrata) scendono più velocemente e tengono la profondità con meno affondatore aggiuntivo.
La tecnica: il jig verticale
La pesca al totano si basa sul jig verticale: si lancia la totanara o la si cala verticalmente sul fondo, poi si recupera con movimenti a scatti per simulare un gambero ferito che risale.
- Cala la totanarafino a una profondità di 15–30 metri (di più se sei su fondali profondi e i totani non abboccano in superficie).
- Muovi la canna verso l'alto con uno scatto seccodi 30–60 cm, poi lascia ricadere la totanara con il mulinello libero o recuperando piano. È nella fase di discesa che il totano attacca.
- La ferrata non si fa: il totano non si arpiona come un pesce. Quando senti il peso diverso o una resistenza, recupera con costanza senza strappi. Se strappi, il totano molla.
- Recupera lentamente e con ritmo uniforme. Se il totano è lento e pesante sulla lenza, non affrettare.
Un consiglio pratico: i totani spesso attaccano in coppia o in gruppo. Se ne prendi uno, rimetti subito la totanara nella stessa zona: spesso ce n'è un secondo già sul posto.
La luce: il segreto per attirare i totani
La luce è il fattore più importante nella pesca notturna al totano. Funziona su due livelli:
- Luce in superficie: una lampada alogena o LED posizionata sul bordo della barca attira plancton e piccoli pesci. I totani seguono la catena alimentare fino in superficie.
- Luce sott'acqua: le luci subacquee(LED sommergibili da 12V collegati alla batteria di bordo) sono ancora più efficaci: illuminano direttamente la colonna d'acqua e creano un punto di richiamo molto visibile per i cefalopodi.
Anche le totanare fosforescenti sfruttano lo stesso principio: prima di usarle, avvicinale per qualche secondo a una torcia per “caricarle”. Nei minuti successivi rilasciano luce sott'acqua e diventano molto più visibili.
Dove posizionarsi
I totani seguono i fondali rocciosi e le scarpate, dove trovano rifugio e caccia. Le zone migliori:
- Vicino a scogli sommersio secche conosciute, a profondità di 20–60 m.
- In prossimità di fari o boe luminose: i totani frequentano già quelle zone la notte, attratti dalla luce esistente.
- Vicino alle foci dei fiumiin autunno: l'acqua più torbida e ricca di sostanze nutritive attira i pesci esca e, di conseguenza, i totani.
Esistono app nautiche che permettono di salvare i punti di pesca e consultare la batimetria offline: molto utili per identificare le secche e i fondali rocciosi anche quando non si ha copertura dati in mare aperto.
Sicurezza nelle uscite notturne
La pesca notturna al totano richiede un'attenzione in più alla sicurezza. Alcune regole fondamentali:
- Fanaleria accesa e corretta: di notte sei obbligato a mostrare le luci di navigazione. Anche alla fonda devi tenere accesa la luce bianca di fonda.
- Dai sempre la posizione a qualcuno a terra prima di partire: zona di pesca, orario di rientro previsto, numero di persone a bordo.
- Giubbotto salvagente a portata di mano (meglio se indossato) per tutti a bordo.
- Radio VHF canale 16 sempre acceso e monitorato.
Per tutti i dettagli sulla navigazione notturna leggi la guida su come navigare di notte in sicurezza.
Come pulire il totano
Una volta a bordo, il totano va trattato rapidamente. Mettilo subito in una borsa termica o in un secchio con acqua di mare ghiacciata: il calore lo degrada in fretta.
Per pulirlo: tira la testa separandola dal mantello, rimuovi l'osso trasparente interno (la “penna”), svuota il mantello della sacca di inchiostro e delle interiora, poi sciacqua sotto acqua corrente. Le pinne laterali si staccano tirandole: si portano dietro la pelle violacea esterna del mantello, che è edibile ma può rendere la carne gommosa se lasciata.
In sintesi
La pesca al totano di notte richiede poca attrezzatura, un po' di pazienza e qualche uscita per prendere il ritmo giusto. Stagione autunnale, notti di luna nuova, luce sott'acqua e totanare fosforescenti: con questi ingredienti le probabilità di rientrare con una cassetta piena sono alte. L'importante è non affrettare il recupero e godersi il silenzio della notte in mare.
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Domande frequenti
Quando si pesca il totano dalla barca?
La stagione migliore per la pesca al totano nel Mediterraneo va da ottobre a febbraio, con i picchi a novembre e dicembre. L’orario ideale è la notte, in particolare tra le 22 e le 3: i totani salgono verso la superficie attratti dalla luce. Le notti di luna nuova o luna calante sono le migliori, perché l’oscurità amplifica l’effetto delle luci artificiali.
Cos’è la totanara e come si usa?
La totanara è un artificiale a forma di gambero con una corona di punte rivolte verso l’alto (senza ami tradizionali). Il totano abbraccia la totanara con i tentacoli e si infila sulle punte. Si usa con la tecnica del jig verticale: si cala la totanara in profondità, si recupera con scatti verso l’alto di 30–60 cm alternati a pause in discesa. Il totano attacca quasi sempre nella fase di caduta.
Qual è la differenza tra totano e calamaro?
Il totano (Todarodes sagittatus) è più grande del calamaro (Loligo vulgaris), con pinne triangolari nella parte posteriore che coprono circa un terzo del mantello. Vive in acque più profonde e sale in superficie di notte. Il calamaro ha pinne più allungate che coprono metà del corpo ed è più costiero. In pesca notturna dalla barca al largo l’obiettivo principale è il totano.