AIS: cos’è e come funziona il tracciamento navale
Stai navigando a qualche miglio dalla costa quando sull'app del telefono compare un triangolino che si muove verso di te. È una petroliera di 200 metri e tu la vedi in anticipo perché trasmette in continuazione la sua posizione via radio. Questo sistema si chiama AIS— Automatic Identification System — ed è uno degli strumenti più utili che un diportista moderno possa avere a bordo, anche solo in ricezione.
Cos'è l'AIS
L'AIS è un sistema di identificazione automatica che permette alle navi di trasmettere e ricevere informazioni sulla propria posizione, velocità, rotta e identità. In parole semplici: ogni nave equipaggiata trasmette un segnale radio che dice “sono qui, vado in questa direzione, a questa velocità, e mi chiamo così”.
È obbligatorio per:
- Navi superiori a 300 GT in navigazione internazionale
- Navi superiori a 500 GT in navigazione nazionale
- Tutte le navi passeggeri indipendentemente dalla stazza
Le piccole imbarcazioni da diporto non sono obbligate, ma possono dotarsi volontariamente di un trasponder AIS di Classe B che le rende visibili alle grandi navi.
Come funziona tecnicamente
L'AIS trasmette su due frequenze VHF dedicate: 161,975 MHz (canale 87B) e 162,025 MHz (canale 88B). Queste frequenze sono riservate esclusivamente all'AIS e non vanno usate per le comunicazioni vocali.
Esistono due classi principali di trasponder:
- Classe A: montato sulle grandi navi. Trasmette la posizione ogni 2–10 secondi quando in movimento, ogni 3 minuti quando all'ancora. Potenza trasmissiva: 12,5 W.
- Classe B: per imbarcazioni da diporto e piccole navi. Trasmette ogni 30 secondi a più di 2 nodi, ogni 3 minuti sotto i 2 nodi. Potenza trasmissiva: 2 W.
La posizione viene ricavata dal GPS interno al trasponder. Il segnale è di tipo digitale (TDMA) e ogni trasponder sceglie automaticamente lo slot temporale in cui trasmettere per evitare collisioni radio con gli altri.
Cosa contiene un messaggio AIS
Ogni trasmissione AIS contiene una serie di informazioni standardizzate:
- MMSI(Maritime Mobile Service Identity): il numero di identificazione univoco a 9 cifre. Ogni paese ha un prefisso specifico; per l'Italia inizia con 247.
- Nome e nominativo radio (callsign)
- Posizione GPS (latitudine e longitudine)
- COG(Course Over Ground) — rotta reale sul fondo
- SOG(Speed Over Ground) — velocità reale
- HDG(Heading) — direzione della prua
- Stato di navigazione (in moto, all'ancora, ormeggiata, non governabile…)
- Destinazione dichiarata e stima di arrivo (ETA)
- Dimensioni della nave (lunghezza e larghezza)
Alcune di queste informazioni vengono aggiornate automaticamente (posizione, velocità, rotta), altre vengono inserite manualmente dall'equipaggio (destinazione, stato, nome).
Come usare l'AIS da una piccola barca
Hai due opzioni principali, con costi molto diversi:
- Ricevitore AIS solo ricezione(da 80€ in su): vedi le navi vicine ma non trasmetti la tua posizione. Ottimo come primo passo per aumentare la consapevolezza situazionale, soprattutto se navighi rotte frequentate da traghetti.
- Trasponder AIS Classe B(da 350€ in su): trasmetti e ricevi. Le grandi navi ti vedono sul loro display come un bersaglio con nome, velocità e rotta. Molto consigliato per navigazione offshore, traversate notturne e rotte con traffico commerciale intenso.
In entrambi i casi i dati AIS vengono visualizzati su un chartplotter fisso o su app nautiche per telefono. I bersagli appaiono come triangolini con una linea che indica la direzione di marcia; la lunghezza della linea è proporzionale alla velocità.
CPA e TCPA: i numeri che contano davvero
Guardare un triangolino su uno schermo non basta. Le due informazioni critiche per la sicurezza sono:
- CPA(Closest Point of Approach): la distanza minima a cui il bersaglio si avvicinerà se entrambe le imbarcazioni mantengono rotta e velocità. Un CPA sotto 0,5 miglia richiede attenzione immediata.
- TCPA (Time to CPA): il tempo che manca al raggiungimento di quel punto minimo. Un TCPA di 8 minuti con CPA di 0,2 miglia significa che hai pochissimo tempo per agire.
Quasi tutti i chartplotter e le app nautiche calcolano CPA e TCPA automaticamente e lanciano un allarme quando scendono sotto soglie configurabili. Impostare quegli allarmi è una delle prime cose da fare quando si installa un ricevitore AIS.
Limiti dell'AIS: non è il radar
L'AIS è uno strumento potentissimo ma ha dei limiti che il diportista deve conoscere:
- Non copre tutte le imbarcazioni. Barche a vela senza trasponder, pescherecci piccoli, gommoni, detriti galleggianti: non li vedi.
- Può essere disattivato. Alcune navi spengono l'AIS per motivi di sicurezza o per eludere il monitoraggio. È vietato ma accade.
- Non sostituisce la guardia visiva. Il COLREGS (Regolamento Internazionale per Prevenire gli Abbordi in Mare) impone sempre la guardia a occhio. L'AIS è un ausilio, non un sostituto.
- Leggero ritardo: se una nave ha il GPS poco preciso o lo aggiorna lentamente, la posizione trasmessa può avere qualche secondo di scarto. A 20 nodi un secondo vale quasi 10 metri.
Vedere il traffico navale prima di partire
Esistono reti di ricevitori AIS che raccolgono dati da tutto il mondo e li rendono consultabili quasi in tempo reale. Prima di una traversata è buona abitudine controllare il traffico di traghetti e navi cargo sulla rotta prevista e identificare le ore di minore densità.
Alcune app nautiche permettono anche di scaricare i dati AIS cached prima di uscire, così da avere un riferimento anche senza connessione internet. Per comunicare direttamente con una nave in situazioni di rischio, la radio VHFè l'altro strumento indispensabile da conoscere.
Vale la pena installare l'AIS?
Se esci solo nel porto canale o a poche miglia dalla costa in estate, un ricevitore solo-ricezione è un ottimo primo passo. Ma se fai traversate notturne, percorri rotte frequentate da traghetti o navighi in condizioni di scarsa visibilità, un trasponder Classe B è un investimento di sicurezza che ripaga al primo incontro ravvicinato con una nave da 20.000 tonnellate.
Le grandi navi hanno guardie a termine e non sempre il navigatore è attento come vorresti. Farsi vedere sul loro AIS è il modo più semplice per non diventare invisibili di notte, nella nebbia o con mare formato.
Per approfondire come funziona la segnaletica in mare e cosa significano le boe colorate vicino alle rotte delle grandi navi, leggi anche la guida sulla segnaletica marittima.
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Domande frequenti
Cos’è il numero MMSI di una nave?
Il MMSI (Maritime Mobile Service Identity) è un codice numerico univoco a 9 cifre assegnato a ogni imbarcazione dotata di radio VHF o AIS. Funziona come un numero di telefono marittimo: identifica la nave in modo univoco a livello mondiale. In Italia i numeri MMSI iniziano con 247. Serve anche per il DSC (Digital Selective Calling), la funzione di chiamata di emergenza digitale delle radio VHF.
Una piccola barca da diporto è obbligata ad avere l’AIS?
No. L’AIS è obbligatorio solo per navi oltre i 300 GT in navigazione internazionale, oltre i 500 GT in navigazione nazionale e per tutte le navi passeggeri. Le imbarcazioni da diporto possono installarlo volontariamente (trasponder Classe B) per essere visibili alle grandi navi. È una scelta fortemente consigliata per chi fa traversate offshore o naviga rotte frequentate da traghetti.
Cosa significa CPA nell’AIS e quando devo preoccuparmi?
CPA (Closest Point of Approach) è la distanza minima a cui un bersaglio AIS si avvicinerà alla tua barca se entrambe mantengono rotta e velocità. Il TCPA (Time to CPA) indica quando si raggiungerà quel punto. Un CPA inferiore a 0,5 miglia con TCPA sotto i 10 minuti richiede attenzione immediata. I chartplotter moderni calcolano questi valori automaticamente e emettono allarmi configurabili.