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Come si naviga controvento: bolina, virate e andature della vela

Chi si avvicina alla vela scopre quasi subito un paradosso: la barca va anche contro il vento. Non direttamente, ma quasi. Si chiama bolina ed è l'andatura più tecnica, quella che distingue un velista da chi “sa solo andare col vento in poppa”. Capire come funziona la bolina è capire il cuore della vela.

Perché non si può navigare direttamente contro vento

Una vela funziona come un'ala: crea portanza quando il flusso d'aria la percorre su entrambi i lati in modo asimmetrico. Se il vento arriva direttamente di prua, la vela sbatte e non genera nessuna forza propulsiva — esattamente come un'ala di aereo messa perpendicolare al vento. La zona in cui questo accade si chiama zona morta o no-go zone.

In pratica, l'angolo morto è un settore di circa 80–90 gradi totali (40–45 gradi per lato) centrato sull'origine del vento. Se devi arrivare a un punto che si trova dritto contro vento, non puoi andarci in linea retta: devi zigzagare.

Le andature della vela: un mappa rapida

L'angolo tra il vento reale e la direzione di marcia della barca definisce l'andatura. Le principali, da quella più vicina al vento alla più lontana:

  • Bolina stretta: vento a circa 40–45 gradi dalla prua. Le vele sono bordate (tirate) al massimo. È l'andatura più lenta ma quella che permette di “risalire” il vento.
  • Bolina larga: vento a circa 60 gradi. Più veloce della bolina stretta, con le vele ancora abbastanza bordate.
  • Traverso: vento perfettamente di lato, a 90 gradi. È spesso l'andatura più veloce per molte barche.
  • Lasco: vento tra 90 e 150 gradi. Vele lascate (mollate), barca veloce e stabile.
  • Poppa piena: vento direttamente in poppa, a 180 gradi. Andatura lenta perché la vela “preme” anziché generare portanza.

Come si risale il vento: la tecnica dello zig-zag

Per raggiungere un punto che si trova controvento si procede a bordi (o bordée): si naviga in bolina su un lato, poi si cambia direzione invertendo il lato da cui arriva il vento, poi si torna sull'altro lato, e così via fino a raggiungere la destinazione.

Ogni cambio di direzione che porta il vento da un lato all'altro della prua si chiama virata di prua (o semplicemente virata). La manovra corretta è:

  1. Abbrivio: la barca deve avere abbastanza velocità per “passare” attraverso la zona morta senza fermarsi.
  2. Ordine “Pronti a virare”: l'equipaggio si prepara a mollare il fiocco sul lato attuale e a cazzarlo sull'altro.
  3. Ordine “Vira!”: il timoniere spinge la barra (o gira la ruota) verso il vento. La prua attraversa il vento.
  4. Bordata: il fiocco viene cazzato sul nuovo lato, le vele si stabilizzano, la barca riprende velocità.

L'errore più comune dei principianti è orzare troppo lentamente: la prua entra nella zona morta e la barca si ferma “in ferro”, senza abbrivio sufficiente per completare la virata. Se succede, metti la barra tutta e aspetta che il vento spinga di lato e faccia riprendere velocità alla barca.

Il vento apparente: perché in bolina il vento “aumenta”

Un aspetto che sorprende i neofiti è che in bolina si sente più vento sul viso rispetto a quando si naviga al lasco. Non è una sensazione: il vento apparenteè la somma vettoriale del vento reale e del vento generato dalla velocità della barca stessa.

Quando la barca avanza verso la fonte del vento, i due vettori si sommano: il vento apparente è più forte e più in avanti rispetto al vento reale. Questo ha una conseguenza pratica importantissima: la randa e il fiocco vanno cazzati più di quanto si pensi. Se bordi meno di quanto richiede il vento apparente, la vela parte in fiamme (sbatte sul bordo d'attacco) e la barca rallenta.

Puoi approfondire questo concetto nell'articolo su vento apparente e vento vero: capire la differenza trasforma il modo in cui trimmi le vele.

Quanto si può risalire il vento? L'angolo di bolina

L'efficienza di una barca a vela in bolina si misura con l'angolo di bolina: quanti gradi riesce a stare rispetto alla direzione del vento. Una barca da crociera media va in bolina a circa 45 gradi dal vento reale. Una barca da regata performante scende a 35–38 gradi. Un catamarano veloce può scendere a 25 gradi.

Per capire la distanza percorsa e il tempo necessario per raggiungere un punto controvento, i navigatori usano il concetto di VMG(Velocity Made Good), cioè la componente della velocità nella direzione direttamente contro vento. Navigare a 45 gradi a 6 nodi dà un VMG di circa 4,2 nodi verso il punto controvento.

Strambata vs virata: la distinzione che confonde

Se la virata porta il vento da un lato all'altro attraverso la prua, la strambata(o abbattuta) porta il vento da un lato all'altro attraverso la poppa. In termini pratici: in virata la prua “taglia” il vento; in strambata è la poppa a farlo.

La strambata è più veloce ma più pericolosa, perché la randa e il boma possono spostarsi molto velocemente da un lato all'altro. Un boma che vola senza controllo colpisce teste e cavi con forza considerevole. Per questo la strambata va sempre preparata con mano preventer sul boma e equipaggio avvisato.

  • Virata: prua attraversa il vento, barca lenta un momento, più sicura.
  • Strambata: poppa attraversa il vento, barca mantiene velocità, richiede attenzione.

Come regolare le vele in bolina

Il trim (regolazione) delle vele in bolina è più delicato che nelle altre andature. I tre controlli fondamentali:

  1. Fiocco: cazza la scotta fino a quando il bordo d'attacco (luff) non sbatte più. Poi regola le bande del fiocco (fairlead) per distribuire la tensione uniform emente tra luff e balumina.
  2. Randa: cazza la scotta di randa e usa il cunningham per tendere il luff. Se la randa ha troppa pancia (bolsatura), usa il vang e la randa si appiattisce, andando più veloce in bolina stretta.
  3. Direzione: una volta che le vele sono trimmata, il timoniere tiene il bordo del fiocco come “strumento”: orzando fino a farlo partire, poi poggiando leggermente. La barca “vola” appena fuori dalla zona morta.

Consigli pratici per chi impara

La bolina si impara con la pratica, ma questi punti accelerano l'apprendimento:

  • Guarda le telltale (nastrini di lana sui bordi delle vele): devono volare orizzontali su entrambi i lati. Se quello di sopravvento cade, orza; se quello di sottovento cade, poggia.
  • Non fissare l'orizzonte: impara a leggere le increspature del vento sull'acqua (“le gatte”) per anticipare le raffiche.
  • Usa la bussola come check: in bolina, la prua tiene una rotta abbastanza costante. Se la bussola gira molto, stai lottando con onde o con una corrente che ti spinge. Come funziona la bussola nautica è un buon punto di partenza per capire questo strumento.
  • Con vento forte, riduci la velatura prima di partire: in bolina stretta con vento fresco la barca sbanda molto. Meglio ridurre anziché lottare con la barra.

Quando usare il motore in bolina

Non c'è nulla di sbagliato nell'accendere il motore quando il vento cala sotto i 5-6 nodi o quando devi risalire un canale stretto contro corrente e vento. Il motore è uno strumento, non una resa. La regola pratica: se la VMG a motore è il doppio di quella a vela, accendi il motore e usa il tempo guadagnato per arrivare a destinazione prima che arrivi brutto tempo.

In sintesi

Navigare controvento significa sfruttare la portanza aerodinamica delle vele per risalire il vento a zig-zag. L'andatura di bolina richiede di bordare le vele quasi al massimo, stare attenti al vento apparente e saper virate senza perdere abbrivio. Con un po' di pratica diventa la parte più soddisfacente della navigazione a vela: hai trasformato il vento da ostacolo in alleato.

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Domande frequenti

Cos'è la bolina in barca a vela?

La bolina è l'andatura in cui si naviga più vicini possibile alla direzione del vento. In bolina stretta il vento arriva a circa 40–45 gradi dalla prua, con le vele bordate al massimo. Non si può navigare direttamente contro vento perché le vele smettono di generare portanza nella cosiddetta no-go zone.

Come si risale il vento con una barca a vela?

Per raggiungere un punto che si trova controvento si naviga a bordi (bordée): si procede in bolina su un lato, poi si effettua una virata di prua per invertire il lato da cui arriva il vento, e si ripete. Lo zig-zag permette di avvicinarsi progressivamente alla destinazione anche contro vento.

Qual è la differenza tra virata e strambata in barca a vela?

Nella virata la prua attraversa il vento: la barca rallenta un momento ma è una manovra sicura. Nella strambata è la poppa ad attraversare il vento: la barca mantiene velocità ma il boma si sposta rapidamente e può essere pericoloso. La strambata richiede attenzione e uso del preventer sul boma.

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