Come si calcola la rotta in mare: dalla carta al GPS
“Come faccio a sapere che direzione devo seguire?” è una delle prime domande che si pone chi comincia a navigare da solo. Calcolare la rotta non è magia: è una combinazione di geometria semplice, lettura della carta e, oggi, strumenti digitali che automatizzano quasi tutto. Ma capire cosa c'è sotto ti rende un navigatore migliore anche quando la tecnologia fa i capricci.
Cos'è la rotta in navigazione
La rottaè la direzione che intendi seguire per andare da un punto A a un punto B, espressa in gradi (da 0° a 360°, con il Nord a 0°). Se vuoi andare verso est, la tua rotta è 090°. Verso sud-ovest è circa 225°.
In navigazione si distingue tra:
- Rotta vera (Rv): l'angolo misurato rispetto al Nord geografico (quello dei meridiani sulla carta).
- Rotta magnetica (Rm): l'angolo rispetto al Nord magnetico, quello che indica la bussola. Differisce dalla rotta vera per la declinazione magnetica della zona.
- Rotta bussola (Rb): quella che leggi effettivamente sulla bussola di bordo, che tiene conto anche della deviazione propria della barca (metalli, motore, elettronica).
Per approfondire la differenza tra rotta magnetica e vera, leggi questo articolo dedicato.
Calcolare la rotta sulla carta nautica
Prima dei GPS, ogni navigatore aveva in mano una squadra da carteggio, un compasso a punte e un righello parallelo. Il procedimento classico si svolge in pochi passaggi:
- Individua i due punti sulla carta: partenza e arrivo. Segnali con una matita morbida (H o HB).
- Traccia la rettache li unisce. Questa è la tua rotta vera teorica, senza tenere conto di correnti o deriva.
- Misura l'angolorispetto al meridiano più vicino. Usa il righello parallelo: sposta la riga in parallelo fino al centro della rosa dei venti stampata sulla carta e leggi i gradi. Oppure usa la squadra da carteggio direttamente sul meridiano.
- Correggi con la declinazione magnetica (riportata sul bordo della carta o dentro la rosa dei venti) per ottenere la rotta magnetica che darai alla bussola.
- Misura la distanza con il compasso: apri le punte tra i due punti e riportale sulla scala latitudinale della carta (1 minuto di latitudine = 1 miglio nautico).
Esempio pratico: vuoi andare da Capo Circeo a Ponza. Tracci la retta, misuri 240° rispetto al meridiano (rotta vera), aggiungi la declinazione magnetica locale di circa +3° e ottieni una rotta magnetica di 243°. La distanza è circa 18 miglia.
Come il GPS calcola la rotta automaticamente
Con un chartplotter o un'app nautica, il calcolo diventa immediato. Inserisci il punto di arrivo (o una serie di waypoint intermedi), e lo strumento ti mostra:
- COG (Course Over Ground): la direzione che stai effettivamente seguendo, rilevata dal GPS in base al tuo spostamento reale sul fondo.
- HDG(Heading): la direzione in cui è puntata la prua, letta dalla bussola.
- BTW(Bearing To Waypoint): l'angolo esatto verso il prossimo punto da raggiungere.
- DTW (Distance To Waypoint): i miglia che mancano al prossimo punto.
La differenza tra COG e HDG ti dice quanto la corrente o il vento ti stanno spostando di lato: se la prua è a 090° ma stai andando a 100°, qualcosa ti sta portando verso sud. Devi correggere la prua verso nord per compensare.
Correnti, derive e angolo di scarroccio
Il mare non è fermo: correnti, vento e onde ti spostano lateralmente. Per arrivare dove vuoi devi tenerne conto.
Il metodo pratico per la navigazione a motore costiera:
- Guarda il COGsul GPS. Se differisce dal BTW, correggi la prua finché COG e BTW coincidono. Non puntare dove vuoi andare, punta dove il GPS ti dice di puntare per arrivarci.
- Per la navigazione a vela, la deriva è più marcata. Prima di partire, consulta le carte delle correnti superficiali della zona (disponibili su portolani e servizi meteo marini) e aggiungi manualmente un angolo di compensazione.
La regola empirica è: controlla spesso il COG, specialmente nei primi minuti dopo la partenza. È lì che ti accorgi se stai derivando, prima che l'errore si accumuli.
Pianificare una rotta con tappe intermedie
Le traversate lunghe raramente sono una linea retta. Ci sono capi da aggirare, secche da evitare, porti di rifugio da tenere a mente. La rotta si costruisce come una catena di segmenti:
- Identifica i punti di giro obbligati: capi, passi tra isole, imboccature di porti.
- Mantieni un margine di sicurezza dalle terre emerse: almeno 0,5 miglia dai fondali bassi indicati sulla carta, di più se c'è mareggiata.
- Calcola i tempi di percorrenzaper ogni tratto: distanza ÷ velocità media = ore. Includi pause, correnti contrarie, eventuale perde di velocità per onda.
- Segna i porti di rifugio lungo il percorso: se le condizioni peggiorano, devi sapere dove puoi entrare.
- Valuta la luce disponibile: arrivare a un porto sconosciuto di notte è più difficile; pianifica per arrivare con due ore di luce residua.
La rotta stimata: navigare senza GPS
Saper calcolare una rotta stimata(DR, Dead Reckoning) è una competenza fondamentale per ogni navigatore. Si basa su tre dati: posizione di partenza, direzione seguita e distanza percorsa (velocità × tempo).
Esempio: parto da una boa di segnalazione, navigo a 135° a 7 nodi per 2 ore. Ho percorso 14 miglia in direzione sud-est. Riporto sulla carta 14 miglia a 135° dal punto di partenza e trovo la mia posizione stimata.
L'errore si accumula nel tempo (correnti, zig-zag, strumento non preciso), per cui la stima va corretta ogni volta che riconosci un punto certo (un faro, un capo, un'isola). Nei GPS questa funzione è automatica: lo strumento aggiorna la posizione reale in continuazione.
Errori comuni che fanno perdere la rotta
- Confondere rotta vera e magneticasenza applicare la correzione. In Mediterraneo la declinazione è bassa (2-4°), ma basta per portarti fuori in traversate lunghe.
- Non aggiornare i waypointquando si cambia rotta per meteo o traffico, lasciando il GPS puntato su un punto che non ha più senso.
- Ignorare il COGe fidarsi solo dell'HDG. La bussola ti dice dove è puntata la prua, non dove stai andando.
- Non misurare la distanza prima di partire. Quante miglia sono? A che ora arrivo? Senza questi dati non puoi pianificare il carburante, la luce o le previsioni meteo.
La rotta come abitudine mentale
I navigatori esperti non calcolano la rotta una volta e poi si dimenticano. La verificano continuamente: ogni 15-20 minuti guardano il COG, lo confrontano con il BTW, controllano la posizione sulla carta o sul chartplotter. È questa continuità di attenzione che distingue chi naviga da chi trasporta la barca.
La buona notizia è che le app nautiche moderne permettono di fare tutto questo in tempo reale, con mappe aggiornate e la posizione GPS sempre visibile. L'importante è capire cosa significano i numeri che ti mostrano, non solo guardarli.
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Domande frequenti
Cos'è la rotta in navigazione nautica?
La rotta è la direzione che intendi seguire per andare da un punto all'altro, espressa in gradi da 0° a 360°. Si distingue tra rotta vera (riferita al Nord geografico), rotta magnetica (riferita al Nord magnetico indicato dalla bussola) e rotta bussola (quella effettivamente letta sullo strumento, che tiene conto anche della deviazione della barca).
Cosa significa COG e BTW sul GPS?
COG (Course Over Ground) è la direzione che stai effettivamente seguendo rilevata dal GPS, tenendo conto della deriva da correnti e vento. BTW (Bearing To Waypoint) è l'angolo esatto verso il punto che vuoi raggiungere. Se COG e BTW non coincidono, la corrente o il vento ti stanno spostando: devi correggere la prua finché i due valori tornano uguali.
Come si calcola una rotta senza GPS?
Con la navigazione stimata (dead reckoning): si parte da una posizione nota, si segue una direzione precisa e si moltiplicano velocità per tempo per ottenere la distanza percorsa. Esempio: 7 nodi per 2 ore = 14 miglia. Si riporta sulla carta partendo dall'ultimo punto certo in direzione della rotta seguita. L'errore cresce con il tempo: correggi ogni volta che riconosci un punto fisso.