# Come si mettono i terzaruoli: ridurre la vela quando il vento cresce

> Guida pratica ai terzaruoli in vela: quando ridurre la superficie velica, come eseguire la manovra passo per passo e gli errori da evitare.

Il vento è salito oltre le aspettative. La barca sbanda più del dovuto, il timone è duro, la velocità non aumenta ma la tensione sì. È il momento di mettere i terzaruoli — ridurre la superficie velica per riportare la barca in equilibrio. Eppure molti velisti, soprattutto i meno esperti, rimandano questa manovra finché non è troppo tardi. Il risultato: una navigazione scomoda, pericolosa e lenta.

In questa guida spieghiamo cos'è un terzaruolo, quando è il momento giusto per metterlo, come si esegue la manovra passo per passo e quali errori evitare.

## Cos'è un terzaruolo

Il terzaruolo è una riduzione della superficie della randa ottenuta abbassando il punto di mura e di bugna lungo l'asse dell'albero e del boma. In pratica prendi la parte bassa della randa, la abbassi e la leghi al boma, creando una vela più piccola con un profilo più rigido e controllabile.

La maggior parte delle rande da crociera ha **due o tre matafioni** (le file di occhielli predisposte per il terzaruolo):

- **Primo terzaruolo**: riduzione del 15-20% circa. Si mette con vento sostenuto, intorno ai 18-22 nodi reali.
- **Secondo terzaruolo**: riduzione del 30-35%. Vento intorno ai 25-30 nodi.
- **Terzo terzaruolo** (quando presente): per vento oltre 30-35 nodi o condizioni di burrasca.

## Quando mettere i terzaruoli

La regola pratica che i marinai si tramandano è: **"quando pensi che sia ora, è già passata"**. Meglio terzaruolare con un po' di anticipo rispetto ad aspettare che la situazione diventi difficile da gestire.

I segnali concreti che indicano che è il momento:

- La barca sbanda costantemente oltre 25-30 gradi e il timone oppone resistenza.
- La velocità non aumenta nonostante il vento cresca: la barca è "affondata" sotto la forza della vela.
- Le raffiche fanno ardere il timone o richiedono correzioni continue.
- Il [vento supera i 20 nodi](/blog/vento-25-nodi-mare-cosa-significa/) stabili e le previsioni indicano ulteriore rinforzo.
- Stai entrando in una zona con meno spazio di manovra (porto, stretto, costa sopravvento).

Non aspettare di essere in difficoltà: mettere i terzaruoli con mare mosso è molto più difficile che farlo con qualche manciata di nodi in meno.

## Il sistema di terzaruolo: capire come è attrezzata la barca

Prima di eseguire la manovra bisogna conoscere il sistema montato sulla propria barca. I due più comuni:

### Terzaruolo a crochet (classico)

Il punto di mura del terzaruolo viene agganciato a un gancio sul boma, poi si cazza la drizza della randa quanto basta per abbassare il punto di bugna tramite un andatore. Infine si legano i matafioni (le cime che escono dagli occhielli laterali della vela) attorno al boma per raccogliere il tessuto in eccesso.

### Terzaruolo a rotolo (randa avvolgibile)

Su molte barche moderne la randa si arrotola attorno all'albero o dentro un profilo sul boma. In questo caso il terzaruolo si esegue semplicemente ammainando parzialmente la randa e bloccandola: molto più semplice e sicuro, soprattutto in solitario.

## Come si mette il terzaruolo: passo per passo

La procedura si riferisce al terzaruolo classico a crochet, il più diffuso sulle barche da crociera.

1. **Metti la barca al traverso o di bolina larga**. La randa deve scaricare, il tessuto deve essere morbido. Evita di terzaruolare in poppa: la randa si gonfia e la manovra diventa difficile.
2. **Molla un po' la scotta della randa** per ridurre la tensione sul tessuto.
3. **Aggancia il punto di mura del terzaruolo** al gancio sul boma. Questo è il passaggio critico: abbassa la drizza di quel tanto che basta per raggiungere l'occhiello di mura senza che la randa si ammosci troppo.
4. **Cazza l'andatore del punto di bugna** (la cima che scorre nel boma) finché l'occhiello di bugna è ben teso verso il boma.
5. **Ricazza la drizza della randa** per dare tensione alla balumina e riportare il profilo della vela.
6. **Raccogli il pannello di tessuto in eccesso** con i matafioni, passandoli attraverso gli occhielli laterali e legandoli attorno al boma con nodi piani. Il tessuto deve essere legato in modo ordinato: libero sulla coperta può riempirsi d'acqua e creare problemi.
7. **Riacquista l'assetto di navigazione**: rialza il fiocco se necessario, riscotta la randa, riprendi la rotta.

Con un po' di pratica la manovra dura meno di 5 minuti in coperta. Le prime volte provala **in porto o con vento leggero**: capire i passaggi quando non sei sotto pressione vale molto più di qualunque spiegazione teorica.

## Bilanciare la barca dopo il terzaruolo

Terzaruolata la randa, la barca tende a orare (girare verso il vento) perché il centro velico si è spostato in avanti. La correzione standard è ridurre anche il **fiocco**: si avvolge parzialmente, si toglie e si mette un fiocco più piccolo, oppure si lasca la drizza per ridurre l'area. L'obiettivo è che la barca tenga la rotta quasi da sola con il minimo sforzo sul timone.

Una barca ben bilanciata dopo la riduzione velica è più sicura, più veloce e molto meno stancante da governare, specialmente durante una [traversata](/blog/navigazione-costiera-altura-differenza/).

## Levare i terzaruoli: la manovra inversa

Quando il vento cala e vuoi riaprire la randa:

1. Scotta la randa e metti la barca al traverso.
2. Sciogli i matafioni dal boma.
3. Molla l'andatore del punto di bugna.
4. Sgancia il punto di mura dal gancio.
5. Cazza la drizza fino alla posizione originale.
6. Riscotta e riprendi la rotta.

L'errore più comune è dimenticare di sciogliere i matafioni prima di cercare di ricazzare la drizza. Risultato: la vela si straccia. Controlla sempre che tutti i matafioni siano liberi prima di alzare.

## Errori comuni da evitare

- **Aspettare troppo**: il momento giusto è prima che la situazione diventi difficile. Con mare formato e vento forte ogni manovra è più rischiosa.
- **Non ancorare il punto di mura**: se il gancio non è solido, con la trazione della drizza il punto di mura può scappare in modo violento.
- **Lasciare il tessuto libero**: il pannello di vela non raccoltola batte violentemente e si deteriora rapidamente. Lega sempre i matafioni con cura.
- **Non bilanciare con il fiocco**: randa ridotta senza toccare il fiocco crea uno sbandamento laterale e un timone che oppone sempre resistenza.
- **Fare la manovra in poppa**: la randa è gonfia e in tensione, impossibile lavorare agli occhielli.

## Terzaruolo preventivo: la scelta dei navigatori esperti

I velisti esperti mettono spesso il terzaruolo la sera, prima di dormire, anche se il vento al momento non lo richiede. Se durante la notte rinforza, la barca è già bilanciata. Svegliarsi a metà notte con 30 nodi e dover terzaruolare con il buio, con sbandate e coperta bagnata, è una delle situazioni più sgradevoli in navigazione — e facilmente evitabile.

La stessa logica vale per le uscite diurne: se le previsioni indicano rinforzo nel pomeriggio, parte già con il terzaruolo. Toglierlo se il vento non arriva è facile; metterlo quando sei già in mezzo al problema è tutta un'altra storia.

## In sintesi

Il terzaruolo è una delle manovre più importanti della vela: riduce lo sforzo sulla barca, migliora il controllo, aumenta la sicurezza dell'equipaggio. Non è una sconfitta di fronte al vento — è la scelta del marinaio competente. La regola d'oro resta quella: se ci pensi, è già il momento.
