# Palamito: cos’è, come si monta e cosa si pesca

> Guida completa al palamito da diporto: cos'è, tipi (fondo, deriva, colonna), montatura, esche, tecnica di calo e recupero, specie bersaglio e regole sportive.

Il palamito è una delle tecniche di pesca più antiche del Mediterraneo, eppure molti diportisti non l'hanno mai provata. Si tratta di una lenza con **più ami** che lavora in tua assenza: la cali, aspetti, recuperi. Sembra semplice — e in parte lo è — ma ci sono dettagli importanti su come montarla, dove calarla e quali esche usare che fanno la differenza tra una sessione abbondante e una con il sacco vuoto.

In questa guida spieghiamo cos'è il palamito, come si monta, dove si cala e cosa si aspettarsi in termini di catture. Includiamo anche un paragrafo sulle regole per la pesca sportiva amatoriale, perché il palamito è soggetto a limiti che non tutti conoscono.

## Cos'è il palamito

Il palamito (o palangaro) è un attrezzo formato da una **lenza madre** — un filo principale lungo da qualche decina a qualche centinaio di metri — alla quale sono collegati, a intervalli regolari, dei *braccioli*: spezzoni di filo più corto ciascuno terminante con un amo. Ogni bracciolo porta un'esca (naturale o artificiale) e lavora autonomamente.

La differenza rispetto al bolentino è sostanziale: con il bolentino stai sempre con la canna in mano e senti la mangiata in diretta. Con il palamito lasci lavorare l'attrezzo e torni a recuperarlo dopo un intervallo di tempo. È una tecnica *passiva*, paragonabile a un'esca lasciata in posa, ma con molti più ami attivi contemporaneamente.

## I tipi di palamito

Non esiste un solo palamito: la configurazione cambia in base alla specie bersaglio e alla profondità.

- **Palamito di fondo**: la lenza madre è tenuta sul fondale da due corpi morti (piccole ancore o pesi) alle estremità. I braccioli arrivano quasi a toccare il fondo. Ideale per specie bentoniche come cernia, gronco, murena, gallinella, scorfano.
- **Palamito in deriva**: senza ancoraggio al fondo, galleggia trasportato dalla corrente a mezza acqua o in superficie. Si usa per spigole, ricciole, palamite, tonni piccoli.
- **Palamito fisso in colonna d'acqua**: tenuto a profondità definita tramite piombi e galleggianti, lavora a una quota precisa. Utile quando i pesci si trovano su un termoclino o su una secca specifica.

Per chi inizia, il palamito di fondo è il più semplice: la corrente non lo sposta e si recupera sempre nello stesso posto.

## Come si monta: lenza madre e braccioli

La montatura di base per un palamito da diporto è questa:

1. **Lenza madre**: nylon monofilamento da 0,50–0,70 mm (o trecciato da 30–50 lb per il tipo derivante), lunghezza variabile da 20 a 100 metri secondo il numero di ami che vuoi usare.
2. **Braccioli**: filo da 0,30–0,40 mm, lunghi 20–40 cm ciascuno, collegati alla madre con un girella e un moschettone o con un nodo diretto. La distanza tra un bracciolo e l'altro deve essere almeno il doppio della lunghezza del bracciolo stesso, altrimenti si impigliano.
3. **Ami**: misure 1–4 per pesci grossi (cernia, dentice), 4–6 per pesci medi (orata, sarago). Preferisci ami senza ardiglione (tipo circle hook) se vuoi rilasciare le catture non volute più facilmente.
4. **Ancoraggi**: piombi da 200–500 grammi alle due estremità per il palamito di fondo. Aggiungi un gavitello segnalatore colorato a ogni estremità per recuperarlo.

## Le esche migliori per il palamito

Il palamito funziona quasi sempre con esche naturali. Le più efficaci nel Mediterraneo:

- **Sarda (sardina intera o a pezzi)**: versatile, attira quasi tutto. Usala intera per dentice e cernia, a pezzi per gronchi e gallinelle.
- **Sgombro**: ottimo per ricciola, palamita e spigola quando il palamito è a mezza acqua.
- **Mazzancolla**: esca principe per orate e saraghi, soprattutto in zone con praterie di posidonia.
- **Calamaro a filetti**: resistente, rimane sull'amo a lungo, preferito per cernie e scorfani.
- **Seppia**: tentacoli freschi su ami grandi attirano gronchi e murene.

Regola generale: più l'esca è fresca, meglio funziona. Il palamito lavora su odore e visibilità, quindi esca viva o appena pescata batte sempre quella congelata da settimane.

## Come si cala

Questa è la parte più delicata: se cali male, il palamito si ingarbuglia e non lavora.

1. Prepara la lenza madre in una bacinella o su un portapalamito (un cilindro di sughero o plastica su cui la avvolgi). Ogni amo deve essere agganciato a bordo del supporto, con l'esca già montata.
2. Getta prima il corpo morto di prua. Aspetta che tocchi il fondo prima di iniziare a far scorrere la lenza madre.
3. Mentre la barca avanza lentamente (1–2 nodi), lascia scorrere la lenza madre con i braccioli uno per volta. Non di fretta: ogni bracciolo deve avere il tempo di aprirsi verso il basso senza impigliarsi con il precedente.
4. Alla fine, getta il secondo corpo morto e il gavitello segnalatore.

Il tempo di posa ottimale è di **1–3 ore**. Meno e rischi di non aver dato il tempo ai pesci di trovare le esche; più di 4–5 ore e le esche si decompongono o vengono mangiate dalle stelle marine.

## Come si recupera

Torna al gavitello segnalatore, aggancialo con il gancio da recupero (o le mani) e inizia a tirare su la lenza madre lentamente. Man mano che recuperi, svolgi i braccioli dal palamito e togli le catture o le esche rimaste. Se hai un winch manuale o elettrico a bordo, usalo: 100 metri di filo bagnato con 15–20 ami pesano.

Tieni un guanto di protezione: gli ami liberi mentre recuperi sono il rischio più comune. Non affrettare.

## Cosa si pesca con il palamito

Sul fondo del Mediterraneo, a seconda della zona e della stagione:

- **Cernia bruna e dorata**: le prede più ambite, soprattutto su fondali rocciosi tra i 20 e i 60 metri.
- **Dentice**: preferisce zone di transizione sabbia-roccia tra i 15 e i 40 metri.
- **Scorfano**: ottimo sul fondo, difficile da pescare in altri modi.
- **Gronco** e **murena**: catture frequenti su fondali misti, spesso poco gradite ma abbondanti.
- **Gallinella**: quasi garantita su sabbia e fango, squisita da cucinare.
- **Orata e sarago**: con mazzancolla vicino alla posidonia, tra i 5 e i 15 metri.

## Le regole per il pescatore sportivo

In Italia la pesca sportiva con palamito è consentita ai possessori di [licenza di pesca sportiva in mare](/blog/licenza-pesca-sportiva-mare/) , con limitazioni precise. Il numero massimo di ami per il pescatore dilettante è fissato dalla normativa vigente (decreto ministeriale sulle misure tecniche di conservazione): verifica sempre le disposizioni aggiornate prima di uscire, perché le regole cambiano e variano anche per zona.

Alcune regole che si applicano quasi ovunque:

- Il palamito deve essere **sorvegliato** o segnalato con gavitelli visibili. Non puoi calarlo e tornare il giorno dopo.
- Non è ammesso in **aree marine protette** di zona A e B, né entro le acque riservate alla pesca professionale.
- Rispetta le **taglie minime** per ogni specie: una cernia sotto misura va rilasciata, anche se l'hai faticosamente tirata su.

Se esci per la prima volta con il palamito, leggi anche la guida su [pesca dalla barca per principianti](/blog/pesca-dalla-barca-principianti/) per un quadro generale delle regole di base.

## Errori comuni da evitare

- **Braccioli troppo corti o troppo vicini**: si impigliano tra loro e il palamito non lavora.
- **Esche montate troppo in anticipo**: preparare la lenza la sera prima con esche fresche le fa deteriorare. Monta le esche al momento del calo.
- **Calo troppo veloce**: la lenza si aggroviglia. Velocità ideale della barca: 1 nodo.
- **Senza segnalatori visibili**: rischi che qualche altra imbarcazione ci passi sopra e tagli tutto.
- **Lasciarlo troppo a lungo in acqua**: le esche diventano inutili dopo poche ore e il rischio di impigli con il fondo aumenta.

## Vale la pena provarci?

Il palamito è una tecnica che premia la pazienza e la preparazione più che l'abilità del momento. Non c'è la soddisfazione della mangiata in diretta del bolentino né l'adrenalina della traina, ma c'è qualcosa di speciale nel recuperare una lenza e trovare tre cernie belle grosse che ti aspettano.

Per iniziare senza spendere molto, basta un rotolo di nylon da 50 m, qualche girella, 10–15 ami e una mattina di pazienza su un fondo sabbioso tra i 20 e i 30 metri. Il margine di miglioramento viene da solo con l'esperienza: cambio di esche, profondità di posa, orari e stagioni. La tecnica di base si impara in un'uscita.
