# Drizza e scotta in barca a vela: differenza e come usarle

> Drizza vs scotta: la differenza fondamentale che ogni velista deve conoscere, con tutti i tipi di cime a bordo e come riconoscerle al primo sguardo.

Drizza, scotta, braccio, vang: la nomenclatura della barca a vela mette in difficoltà quasi tutti i principianti. Ma tra tutti i termini che si confondono, drizza e scotta sono quelli che creano più imbarazzo, spesso perché si sente usare uno al posto dell'altro. La distinzione è semplice e una volta capita non si dimentica più.

## La regola di base: verticale vs orizzontale

Il modo più semplice per ricordare la differenza:

- La **drizza** tira la vela verso *l'alto*: la issa e la fa scendere.
- La **scotta** controlla la vela *lateralmente*: la cazza (avvicina) o la molla (allontana) rispetto all'asse della barca.

Se stai alzando la randa, stai manovrando la *drizza di randa*. Se stai regolando l'angolo del fiocco rispetto al vento, stai manovrando la *scotta del fiocco*. Una vela ha tipicamente una drizza (per issarla) e una scotta (per orientarla).

## La drizza in dettaglio

La drizza è una cima che parte dalla base dell'albero (o da un winch in coperta), sale attraverso una puleggia in testa d'albero e scende fino alla vela, dove si aggancia alla testa della vela stessa.

Quando tiri la drizza, la vela sale. Quando la lasci correre controllata, la vela scende. In navigazione la drizza è in tensione continua: mantiene la vela in posizione. La sua tensione regola anche quanto la caduta di prua della vela è tesa, il che influisce sulla forma del profilo velico e sull'efficienza.

Su una barca tipica troverai:

- **Drizza di randa**: issa la vela maggiore.
- **Drizza di fiocco/genoa**: issa la vela di prua (dove non c'è avvolgifiocco integrato).
- **Drizza di spinnaker/gennaker**: issa la vela di prua asimmetrica o simmetrica quando si naviga al largo.

## La scotta in dettaglio

La scotta è la cima che controlla l'orientamento della vela rispetto al vento. È collegata al *punto di scotta* della vela (l'angolo inferiore di poppa) oppure, nel caso del fiocco, all'angolo di bordatura inferiore.

**Cazzare la scotta** significa tirarla, avvicinando la vela verso il centro della barca — tipico della bolina. **Mollare la scotta** significa allontanarla, aprendo la vela verso poppa — tipico del lasco o della poppa. La scotta è la cima che si tocca e si manovra di più durante la navigazione: ogni cambio di rotta, ogni variazione di vento richiede una regolazione.

Le scotte principali a bordo:

- **Scotta di randa**: va al boma e da lì alla vela. Passa attraverso il chariot (carrello) e il winch in pozzetto.
- **Scotta del fiocco** (destra e sinistra): due scotte, una per bordo, che passano per le rotaie di coperta e nei winch.
- **Scotta dello spinnaker**: controlla il bordo libero dello spinnaker simmetrico.

## Il braccio: la terza cima che si confonde

Lo spinnaker simmetrico ha un terzo elemento: il *braccio*. Il braccio è la cima che tiene il punzone fisso al bompresso o all'imboccatura. Mentre la scotta dello spinnaker controlla il lato libero (il bordo di fuga), il braccio controlla il lato fisso. Anche qui vale la regola: braccio = tiene la vela ferma, scotta = orienta la vela.

## Altre cime importanti e come non confondersi

- **Vang** (o carrobbio): paranco che tiene giù il boma e controlla il twist della randa. Non è né drizza né scotta: regola la forma senza cambiare orientamento.
- **Cunningham**: cima che tende la caduta di prua della randa tirando in basso la testa. Regola la forma del profilo.
- **Chariot** (o carrello di scotta): non è una cima ma la rotaia dove scorre il punto di aggancio della scotta di randa. Spostarlo cambia l'angolo con cui la scotta tira sul boma.

## Un trucco mnemonico

Se fai fatica a ricordare, tieni a mente questa immagine: la **drizza** è come un *ascensore* — porta su e giù. La **scotta** è come il *volante di un'auto* — orienta dove vai.

Un altro aiuto linguistico: *drizza* viene dall'italiano antico "drizzare", mettere in verticale. *Scotta* significava "cima di controllo" nel gergo marinaresco.

## Materiali: drizze e scotte non sono uguali

Drizze e scotte hanno requisiti diversi, e i materiali riflettono questa differenza:

- **Drizze**: devono avere minima allungabilità (altrimenti la vela scende mentre si naviga), leggerezza e resistenza alla fatica. Si usano trecciati in fibra di polietilene (Dyneema/Spectra) o aramidica (Kevlar, Technora) con anima bassa elongazione e calza protettiva.
- **Scotte**: devono essere morbide in mano (si maneggiano spesso e a nudo), resistere all'abrasione e avere un po' di "morbidezza" per assorbire gli strappi. Si usano poliestere, Dyneema con calza soft, o trecciati misti.

Su una barca da crociera le cime durano 5–8 anni se gestite bene. Riconosci una drizza da sostituire dai segni di abrasione nel punto in cui passa nelle pulegge e dal rigonfiamento dell'anima.

## Come si lavora con drizze e scotte in porto

1. Aggancia la drizza alla testa della vela.
2. Libera la scotta (non tenerla tesa mentre issi — la vela deve potersi muovere liberamente).
3. Tira la drizza fino a quando la vela è issa e la caduta di prua è in tensione.
4. Bloccala sul cleat o sul winch.
5. Poi cazza la scotta quanto serve per la rotta che stai seguendo e il vento presente.

Per approfondire i nodi fondamentali per legare drizze e scotte a winch e bitte, leggi [i nodi marinai essenziali](/blog/nodi-marinai-essenziali/) .
