# Dissalatore per barca: come funziona il watermaker a bordo

> Come funziona un dissalatore nautico, quanta acqua produce, quanto consuma e quando vale la pena installarne uno sulla barca.

Chi naviga per più di qualche giorno lontano dalla costa si trova prima o poi a fare i conti con il problema più banale e allo stesso tempo più critico della vita di bordo: l'acqua dolce. Portarla tutta a bordo in serbatoi funziona fino a certi limiti. Il **dissalatore**, chiamato anche *watermaker* o generatore di acqua marina, risolve il problema alla radice trasformando l'acqua di mare in acqua potabile. Ecco come funziona, quando conviene e cosa aspettarsi dal suo uso pratico.

## Il principio dell'osmosi inversa

Un dissalatore nautico funziona per **osmosi inversa**: l'acqua di mare viene pompata ad alta pressione (40-70 bar) attraverso una *membrana semipermeabile*. La membrana lascia passare le molecole d'acqua ma trattiene i sali, i batteri e la maggior parte degli inquinanti. Il risultato è acqua quasi pura da un lato della membrana, e salamoia concentrata dall'altro (che viene rilasciata in mare).

I componenti principali di un impianto sono:

- **Pompa ad alta pressione**: la parte che consuma più energia. È il cuore del sistema.
- **Membrana a osmosi inversa**: il filtro principale. Si degrada nel tempo e va sostituita ogni 3-7 anni a seconda della qualità dell'acqua e della manutenzione.
- **Prefiltri**: uno o più filtri a cartuccia che rimuovono particelle solide prima della membrana, per proteggerla.
- **Post-filtri e mineralizzatori**: opzionali, ma consigliati per migliorare il sapore e reintrodurre sali minerali nell'acqua trattata.

## Quanta acqua produce e quanta corrente consuma

Le dimensioni degli impianti variano moltissimo. Queste sono le categorie più comuni per uso nautico da diporto:

- **Impianti portatili / piccoli**: 30-60 litri/ora. Consumo elettrico 4-8 ampere a 12V (50-100 watt). Adatti a barche fino a 8-9 metri con equipaggio ridotto.
- **Impianti medi**: 60-120 litri/ora. Consumo 8-15 ampere a 12/24V. La fascia più comune sulle barche da crociera dai 10 ai 14 metri.
- **Impianti grandi**: 150-400 litri/ora. Spesso funzionano a 24V o 220V. Destinati a barche offshore, catamarani e imbarcazioni di taglia importante.

Un equipaggio di due persone consuma mediamente 10-20 litri di acqua dolce al giorno se si usa con parsimonia (bere, cucinare, igiene personale). Un impianto da 30 litri/ora bastano 30-40 minuti al giorno per coprire il fabbisogno, anche considerando le inevitabili inefficienze.

## Impatto sulle batterie di bordo

Il punto critico di un dissalatore su una barca a vela è il consumo di energia. Un impianto da 60 litri/ora che gira un'ora al giorno consuma circa 6-10 ampere-ora (Ah) a 12V. Sembra poco, ma va sommato a tutto il resto: frigorifero, navigazione, illuminazione, comunicazioni.

Le soluzioni più diffuse per alimentare il dissalatore senza scaricare le batterie:

- **Far girare il motore** mentre il dissalatore produce acqua. Permette all'alternatore di ricaricare contemporaneamente. Semplice ma consuma gasolio.
- **Pannelli solari abbinati**: su molte barche da crociera moderna l'accoppiata pannelli + dissalatore permette di produrre acqua gratis quando c'è sole. Vedi anche [come funzionano i pannelli solari a bordo](/blog/pannello-solare-barca/).
- **Generatore a bordo**: la soluzione di barche più grandi. Costoso ma indipendente dalle condizioni atmosferiche.

## Quando NON usare il dissalatore

L'osmosi inversa funziona bene con acqua di mare pulita. Ci sono situazioni in cui va evitata o interrotta:

- **Acque portuali o molto torbide**: il petrolio, i detergenti e le emulsioni colmatano o danneggiano la membrana in pochi minuti. Nei porti industriali è meglio non accenderlo.
- **Alghe in fioritura (bloom algale)**: le tossine di alcune alghe (tra cui quelle che causano le "maree rosse") possono passare la membrana. In caso di bloom visibile meglio fermarsi.
- **Acque con alto contenuto di cloro**: raro in mare aperto, ma presente in porti con dosaggio di antibiofouling. Il cloro degrada le membrane in poliammide.
- **Acque di fiume o bassa salimità**: la membrana è progettata per acqua salata. Acqua con poca salinità può passare troppo facilmente e produrre acqua non potabile (troppe impurità organiche non filtrate).

## Manutenzione ordinaria e conservazione

La manutenzione di un dissalatore è semplice ma non va mai saltata. I tre interventi più importanti:

1. **Sostituzione dei prefiltri**: ogni 50-100 ore di funzionamento, oppure quando la pressione di ingresso cala in modo percettibile. Filtri intasati "lavorano" la pompa inutilmente.
2. **Conservazione della membrana quando non si usa**: se il dissalatore resterà fermo per più di 5-7 giorni bisogna sciacquare il circuito con acqua dolce e, per periodi più lunghi, iniettare una soluzione di bisolfito di sodio per evitare la crescita batterica sulla membrana.
3. **Lavaggio antibiologico**: una volta al mese o secondo le indicazioni del costruttore, con soluzioni specifiche che eliminano il biofilm che tende a formarsi nell'impianto.

Una membrana ben curata dura dai 3 ai 7 anni. Una trascurata si rovina in poche stagioni e può costare 500-2.000 euro di ricambio.

## Quanto costa un dissalatore nautico

Il mercato offre impianti in una fascia di prezzo molto ampia:

- **Impianti entry-level (30-60 L/h)**: 1.500-3.000 euro chiavi in mano. Adatti alla barca costiera che fa qualche crociera estiva.
- **Impianti da crociera (60-120 L/h)**: 3.000-7.000 euro. La fascia più diffusa sulle barche dai 10 metri in su.
- **Impianti bluewater e offshore**: 7.000-20.000 euro e oltre. Doppia membrana, alta affidabilità, produzione elevata, spesso con recupero di energia.

A questi costi va aggiunta l'installazione (1-5 ore di lavoro a cantiere) e il costo dei filtri nel tempo, che su un impianto di media taglia è dell'ordine di 100-200 euro all'anno.

## Vale la pena installarne uno?

La risposta dipende dal tipo di navigazione che fate. Se uscite il weekend e tornate sempre in porto, probabilmente no: i serbatoi bastano e i costi non si giustificano. Se invece fate [traversate lunghe](/blog/traversata-in-barca-come-pianificare/) o crociere di più giorni lontano dalla costa, un dissalatore cambia radicalmente la vita a bordo: docce senza razionamento, cambusa rifornita di acqua fresca, nessuna ansia da conteggio di litri nei serbatoi. Per chi naviga davvero offshore è diventato un accessorio quasi irrinunciabile quanto il GPS.
