# La deriva in navigazione: cos'è e come si corregge

> Cos'è la deriva nautica (leeway), differenza tra scarroccio e deriva di corrente, come leggere COG e HDG sul GPS e come correggere la rotta in pratica.

Hai mai notato che la barca punta in una direzione ma si sposta in un'altra? Non è un'allucinazione: si chiama **deriva**, ed è uno dei concetti fondamentali che ogni diportista dovrebbe capire prima di allontanarsi dalla costa. Ignorarla non significa che non esiste — significa che la barca arriverà da qualche parte diversa da dove pensavi.

In questa guida spieghiamo cos'è la deriva, da cosa dipende, come si misura e — soprattutto — come si corregge quando stai pianificando o seguendo una rotta.

## Cos'è la deriva in navigazione

La deriva ("leeway" in inglese, "dérive" in francese) è lo scostamento laterale dell'imbarcazione rispetto alla direzione in cui punta la prua. In pratica: la barca "scivola di lato" mentre avanza, spinta dal vento, dalla corrente, o da entrambi.

Immagina di puntare dritto verso un faro. Se c'è un vento da sinistra, la barca tenderà a spostarsi verso destra mano a mano che avanza. Quando arrivi all'altezza del faro, potresti trovarti qualche centinaio di metri più a destra rispetto a dove volevi essere. Su una traversata corta è una scocciatura; su una rotta di 20 miglia può diventare un problema serio.

## Deriva di vento e deriva di corrente: due cose diverse

È utile distinguere due tipi di deriva perché si correggono in modo leggermente diverso:

- **Deriva di vento (scarroccio)**: è il movimento laterale causato dalla pressione del vento sullo scafo, le sovrastrutture e l'eventuale piano velico. Dipende dalla velocità del vento, dall'angolo da cui arriva e dal tipo di barca. Una barca a vela con deriva abbassata scarroccia molto meno di un gommone alto con tela parasole.
- **Deriva di corrente**: è lo spostamento causato da una corrente marina che agisce sull'intera massa d'acqua in cui si muove la barca. A differenza del vento, la corrente non la "senti" da sopra: sposta la barca senza che lo scafo ne percepisca il flusso, e senza che il GPS di bordo la segnali esplicitamente a meno che tu non confronti bussola e rotta reale.

Nella pratica quotidiana molti diportisti usano il termine "deriva" per indicare entrambi. La distinzione conta quando si fa navigazione stimata precisa su lunghe tratte.

## Come si misura la deriva

La deriva si esprime in **gradi**: è l'angolo tra la prua (dove punta la barca) e la direzione di percorso effettiva (dove la barca si sta realmente spostando).

Il modo più semplice per misurarla in pratica:

1. Naviga per qualche minuto tenendo la rotta il più costante possibile.
2. Confronta sul GPS la **COG** (Course Over Ground, rotta reale sul fondale) con l'**HDG** (Heading, dove punta la prua).
3. La differenza tra COG e HDG è la deriva. Se il COG è 045° e l'HDG è 040°, stai derivando di 5° verso destra.

Praticamente tutti i chartplotter e le app nautiche moderne mostrano sia il COG che l'HDG. Confrontarli è l'unico modo per sapere quanto stai realmente derivando in quel momento, in tempo reale.

## COG, SOG e HDG: i tre valori che confondono

Quando guardi il display del GPS o di una app di navigazione vedrai spesso questi tre acronimi:

- **HDG (Heading)**: dove punta la prua, misurato dalla bussola magnetica. Non tiene conto di vento né corrente.
- **COG (Course Over Ground)**: la direzione in cui la barca si sta effettivamente spostando rispetto al fondale. È il dato che interessa per sapere dove stai davvero andando.
- **SOG (Speed Over Ground)**: la velocità reale sul fondale. Se hai 2 nodi di corrente contraria e fai 6 nodi di barca, il SOG sarà 4 nodi.

La differenza HDG &minus; COG è esattamente la deriva. Se il tuo GPS mostra HDG 180° e COG 175°, la corrente o il vento ti stanno spostando di 5° verso sinistra.

## Quant'è significativa la deriva?

Dipende da molti fattori. Alcuni numeri orientativi:

- **Un'imbarcazione a motore a scafo basso**: con vento di forza 3-4 al traverso, la deriva di vento è tipicamente 3-8 gradi. Su una traversata di 10 miglia può significare 0,5-1,5 miglia di scostamento laterale.
- **Una barca a vela con deriva alzata**: può arrivare a 15-20 gradi di scarroccio in situazioni di vento forte o andature portanti.
- **La corrente dell'Adriatico settentrionale** o quella lungo le coste della Sardegna: fino a 1 nodo, che su 3 ore di navigazione sposta la barca di 3 miglia lateralmente.
- **Un gommone alto con parasole**: è il tipo di barca più soggetto alla deriva di vento perché ha molta superficie sopravvento rispetto alla carena immersa. Con vento di forza 4 al traverso possono formarsi anche 10-12 gradi di scarroccio.

## Come si corregge la deriva

La correzione si chiama **angolo di correzione della deriva**: si sterza leggermente controvento (o controcorrente) in modo che il percorso effettivo coincida con la rotta desiderata.

In pratica:

1. Calcola (o misura) l'entità della deriva in gradi confrontando HDG e COG.
2. Porta la prua di quel numero di gradi "sopravvento" rispetto alla rotta desiderata.
3. Verifica sul GPS che il COG si avvicini al valore desiderato. Aggiusta se necessario: le condizioni cambiano.

Esempio pratico: vuoi raggiungere un porto che si trova a 090° (Est) e hai un vento da Nord che ti fa derivare di 5° verso Sud. Punti la prua a 085° anziché 090°: la barca scivola di quei 5° e il percorso reale risulta 090°. Puoi integrare questo ragionamento con la pianificazione completa della rotta spiegata nell'articolo su [come si calcola la rotta in mare](/blog/come-calcolare-rotta-mare/).

## La deriva e la bussola magnetica

La [bussola nautica](/blog/bussola-nautica-come-funziona/) misura l'HDG, non il COG. Questo è il motivo per cui il navigatore tradizionale, prima dei GPS, doveva stimare la deriva da tavole o dall'esperienza, applicarla manualmente alla rotta bussola e ricalcolare periodicamente la posizione con punti stimati.

Con il GPS è tutto più immediato: hai il COG in tempo reale e puoi vedere subito l'effetto delle correzioni che applichi al timone. La bussola magnetica resta il backup fondamentale per quando il GPS si scarica o si rompe, ma per la correzione della deriva quotidiana il GPS è molto più preciso e rapido.

## Quando la deriva diventa critica

Per la navigazione offshore la deriva è una variabile costante da gestire. Ma anche per il diportista che fa gite giornaliere ci sono situazioni in cui ignorarla è un errore:

- **Avvicinamento a una bocca di porto con vento al traverso**: puoi imboccare i moli molto spostato rispetto alla traiettoria prevista e ritrovarti in collisione con la banchina sopravvento.
- **Passaggio tra secche o scogli**: pochi gradi di deriva in un canale stretto cambiano tutto.
- **Navigazione notturna**: senza riferimenti visivi a terra, la deriva si accumula silenziosamente per ore.
- **Nebbia o visibilità ridotta**: stessa problematica, con il rischio amplificato dall'assenza di riferimenti visivi.

In tutti questi casi, controlla regolarmente il COG e confrontalo con l'HDG. Quella differenza è la deriva, ed è la barca che ti dice onestamente dove sta andando davvero.

## Riepilogo pratico

La deriva è lo scostamento tra dove punta la prua e dove va davvero la barca, causato dal vento (scarroccio) o dalla corrente. Si misura confrontando HDG e COG sul GPS: la differenza in gradi è la deriva attuale. Si corregge puntando leggermente controvento o controcorrente rispetto alla rotta voluta, finché il COG non coincide con il percorso desiderato. Per la navigazione costiera diurna in acque aperte è spesso trascurabile; diventa critica negli avvicinamenti a costa, nei passaggi stretti, di notte e in condizioni di visibilità ridotta.
