# Quanto costa il carburante per andare da un porto all'altro in barca

> Come calcolare il costo del carburante per un tragitto in barca: formula distanza-consumo-prezzo, esempi su rotte italiane reali e i fattori che fanno salire il conto.

Sai quante miglia ci sono fino al porto che vuoi raggiungere, ma quella cifra da sola non ti dice quanto ti costa davvero il viaggio. È la domanda che arriva subito dopo aver guardato la distanza: **quanto gasolio (o benzina) brucio per andare da un porto all'altro, e quanto mi costa?** La risposta si calcola in pochi minuti con tre numeri: la distanza del tragitto, il consumo della tua barca e il prezzo del carburante al litro.

In questa guida vediamo la formula, qualche esempio su rotte italiane reali e i fattori che possono far lievitare il conto rispetto alla stima teorica.

## La formula: distanza × consumo × prezzo

Il calcolo si basa su tre dati che devi avere (o stimare) prima di partire:

1. **Distanza del tragitto** in miglia nautiche. Se non la conosci, parti dalla guida sulle [distanze tra i principali porti italiani](/blog/distanze-porti-italiani-miglia/) .
2. **Consumo medio della barca** in litri/miglio alla velocità di crociera che pensi di tenere. Se non lo conosci con precisione, trovi i valori tipici per scafo e potenza nella guida al [consumo medio di carburante](/blog/consumo-medio-carburante-barca-motore/) .
3. **Prezzo del carburante al litro** presso il distributore (a terra o in banchina — i prezzi in porto sono quasi sempre più alti).

La formula è:

**Costo (&euro;) = Distanza (miglia) × Consumo (litri/miglio) × Prezzo (&euro;/litro)**

Se invece conosci il consumo in **litri/ora** (il dato che di solito si trova sul libretto del motore o si misura col pieno), prima trasformalo in litri/miglio dividendolo per la velocità in nodi: litri/miglio = litri/ora ÷ nodi. Per il passaggio da distanza e velocità a tempo di navigazione, la guida sul [calcolo del tempo di navigazione](/blog/calcolo-tempo-navigazione-barca/) copre lo stesso principio applicato alle ore invece che ai litri.

## Esempio 1: un weekend in Liguria

Genova &rarr; Portofino sono circa 14 miglia. Supponiamo un gommone o un cabinato a benzina che consuma 0,8 litri/miglio a velocità di crociera (circa 20 litri/ora a 25 nodi), e un prezzo benzina nautica di 2,10 &euro;/litro.

14 × 0,8 × 2,10 = **circa 23,5 &euro;** solo per l'andata. Andata e ritorno, quindi, circa 47 &euro; di carburante — una cifra ragionevole per una giornata di uscita.

## Esempio 2: una traversata più lunga

Civitavecchia &rarr; Isola del Giglio sono circa 45 miglia. Una barca a motore diesel con consumo di 1,5 litri/miglio (tipico di un dislocante medio a 18-20 nodi) e gasolio a 1,55 &euro;/litro:

45 × 1,5 × 1,55 = **circa 104,6 &euro;** a tratta, quindi oltre 200 &euro; per andata e ritorno. Su tragitti di questa lunghezza il carburante diventa una voce di spesa da pianificare insieme all'ormeggio: trovi i riferimenti sui costi di sosta nella guida al [costo di un ormeggio in Italia](/blog/costo-ormeggio-porto-italia/) .

## Esempio 3: il giro delle isole

Napoli &rarr; Capri &rarr; Positano &rarr; Salerno (18 + 12 + 15 miglia, totale 45 miglia) con un motoscafo che consuma 1 litro/miglio a benzina a 1,95 &euro;/litro:

45 × 1 × 1,95 = **circa 87,75 &euro;** per l'intero giro, escluso il ritorno alla base.

## Perché il conto reale è quasi sempre più alto

La formula teorica è un buon punto di partenza, ma in mare intervengono variabili che fanno salire il consumo rispetto al calcolo a tavolino:

- **Vento e mare contrari**: navigare controvento o contro moto ondoso può alzare il consumo del 20-40% rispetto alla bonaccia, perché il motore lavora più per mantenere la stessa velocità.
- **Corrente**: su stretti e canali (Messina, bocche di Bonifacio) una corrente contraria di 2-3 nodi può costringerti ad aumentare i giri per non perdere velocità effettiva sul fondo.
- **Carico a bordo**: più persone, acqua, attrezzatura e carburante stesso aumentano il dislocamento e quindi il consumo per miglio.
- **Scafo sporco**: incrostazioni e alghe sulla carena aumentano l'attrito e possono far salire il consumo anche del 10-15% su una carena che non viene pulita da tempo.
- **Velocità non costante**: accelerazioni e decelerazioni frequenti (per esempio in zone con tanto traffico o limiti di velocità) consumano più di una crociera a regime costante.

Per questo è buona pratica **aggiungere un margine del 15-20%** al risultato della formula, soprattutto su tragitti lunghi o in condizioni meteo incerte. Lo stesso margine serve anche come riserva di sicurezza: arrivare a secco non è solo un problema di soldi.

## Un prezzo per miglio, da tenere a mente

Oltre al costo per singola tratta, può essere utile calcolare il **costo per miglio** della tua barca una volta per tutte (consumo litri/miglio × prezzo al litro). Con quel numero fisso in testa, puoi stimare al volo il costo di qualsiasi rotta semplicemente moltiplicandolo per le miglia, senza rifare il conto da capo ogni volta. Per questo tipo di calcoli al volo, mentre si pianifica la rotta, esistono app che lo fanno per te incrociando distanza, consumi e prezzi.

## In sintesi

Il costo di un tragitto in barca si stima moltiplicando le miglia nautiche per il consumo della tua barca in litri/miglio e per il prezzo del carburante al litro. La formula dà una base realistica, ma vento, corrente, carico e stato della carena possono farla variare: meglio sempre aggiungere un margine prima di salpare, sia per il portafoglio che per la sicurezza.
